Renzi apre la partita per Roma e Milano. Malumori Pd sulle primarie

Un frame tratto dalla trasmissione in 'Che tempo che fa' in onda su Raitre mostra l'intervento del presidente del Consglio, Matteo Renzi, Roma, 11 Ottobre 2015. ANSA/ TV/ RAITRE +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING; NO TV+++
Un frame tratto dalla trasmissione in 'Che tempo che fa' in onda su Raitre mostra l'intervento del presidente del Consglio, Matteo Renzi,  Roma, 11 Ottobre 2015. ANSA/ TV/ RAITRE  +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING; NO TV+++
Un frame tratto dalla trasmissione in ‘Che tempo che fa’ in onda su Raitre mostra l’intervento del presidente del Consglio, Matteo Renzi, Roma, 11 Ottobre 2015. ANSA/ TV/ RAITRE
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ROMA. – Una partita delicata, da affrontare passo dopo passo, senza sbagliare i nomi ma ancor di più i tempi, si giocherà nei prossimi mesi su Roma e su Milano. Il processo che porterà alle candidature del Pd non ammette errori, soprattutto nella capitale, dove c’è da recuperare il consenso perso con Mafia capitale e il caso Marino.

Perciò la premura di Matteo Renzi, dopo aver ufficialmente incassato le dimissioni del sindaco, è dare col Giubileo e l’amministrazione commissariale una prova di buongoverno e attenzione ai problemi dei cittadini. Perché saranno i cittadini a giudicare e decidere, a partire dalle primarie che potrebbero svolgersi con regole parzialmente nuove e l’ammissione al voto solo degli elettori iscritti in un apposito albo.

Così come l’ipotesi di bypassare le primarie aveva subito fatto insorgere la minoranza Pd, la ‘blindatura’ delle primarie di Renzi nell’intervista di domenica sera a Che tempo che fa, provoca però qualche mal di pancia nella maggioranza del Pd, a partire dall’area dei Giovani turchi che fa capo al commissario del partito a Roma, Matteo Orfini.

Nulla contro le primarie, afferma più di un parlamentare, ma le parole del segretario-premier rischiano di essere premature e lanciare da subito la contesa, nel momento in cui ci si dovrebbe piuttosto concentrare sul processo in corso di riorganizzazione del partito romano e sul lavoro per la città, in collaborazione con il commissario e il governo.

E poi, aggiunge un senatore renziano, nella particolare situazione di Roma, le primarie rischiano di azzoppare in partenza una candidatura ad esempio della società civile, che sarebbe magari in grado di vincere in città ma non nel partito.

Se a ciò si aggiunge il timore di una ricandidatura di Marino, che potrebbe scegliere di sparigliare le carte della consultazione Pd, più d’uno condivide il pensiero espresso dall’assessore e senatore Stefano Esposito: “Tenendo conto del clima e del Giubileo, con il Pd Roma non ancora ricostruito, penso sia meglio fare una valutazione politica su un nome, coinvolgendo un numero alto di persone”.

In alternativa, c’è anche chi continua ad auspicare un rinvio delle elezioni, ma in ambienti di governo si osserva che la strada appare difficilmente praticabile e comunque parlarne è prematuro.

Renzi per il momento sembra non voler tradire la sua storia politica e lasciare a Roma come a Milano che siano i cittadini a incoronare il candidato. Magari in un unico ‘primarie day’ da tenere il 7 febbraio, la data già scelta per Milano (dove sono in lizza Emanuele Fiano e Pierfrancesco Maiorino ma i nomi più quotati appaiono al momento quelli del commissario Expo Giuseppe Sala e della vicesindaco Francesca Balzani).

A quell’appuntamento il Pd potrebbe arrivare con nuove regole per le primarie e la limitazione della partecipazione a chi si iscriva a un albo degli elettori, per evitare i problemi e le contestazioni che ci sono state ad esempio lo scorso anno in Liguria.

Una commissione, guidata dal vicesegretario Lorenzo Guerini e dal presidente Matteo Orfini, è al lavoro da tempo sulla forma partito e sullo statuto. “A fine ottobre – spiega Guerini, interpellato sulla tempistica – ultimeremo una prima bozza di documento da inviare ai circoli e alle federazioni perché sia discusso. Al termine di questo processo, porteremo le modifiche dello statuto al vaglio dell’assemblea nazionale che si terrà, probabilmente, a gennaio”.

(Di Serenella Mattera/ANSA)