Riforme: scontro sui tempi. Boschi, Italicum non si tocca

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 05-03-2014 Roma Politica Camera dei Deputati - Question time Nella foto Maria Elena Boschi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 05-03-2014 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Question time In the photo Maria Elena Boschi
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Foto Roberto Monaldo / LaPresse
05-03-2014 Roma
Politica
Camera dei Deputati – Question time
Nella foto Maria Elena Boschi
Photo Roberto Monaldo / LaPresse
05-03-2014 Rome (Italy)
Chamber of Deputies – Question time
In the photo Maria Elena Boschi

ROMA. – Non sono bastate due ore di acceso confronto per trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione sui tempi di esame delle riforme da parte della Camera. Il confronto è avvenuto alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che alla fine è stata aggiornata a questa mattina per decidere la calendarizzazione in aula del ddl Boschi.

Il ddl Boschi, approvato martedì dal Senato, è giunto a Montecitorio, dove la presidente Laura Boldrini ha convocato nel pomeriggio la conferenza dei capigruppo, incaricata di stabilire il giorno in cui le riforme andranno in aula e trasmettere quindi il testo alla commissione Affari costituzionali, dove avverrà il primo passaggio, presumibilmente già dalla prossima settimana. Ma alla capigruppo è andato in scena quello che gli stessi protagonisti hanno definito un ‘muro contro muro’.

Il governo e la maggioranza hanno chiesto che il testo fosse approvato dall’aula entro novembre: le modifiche apportate dal Senato – è stato il ragionamento – sono pochissime, e quindi gli spazi di intervento da parte della Camera sono limitati, e altrettanto limitati sono i tempi di esame.

Di qui la richiesta di un’approvazione entro fine novembre, così da trasmettere già prima di Natale il testo al Senato. Questa tempistica permetterebbe di far tornare il ddl Boschi alla Camera per la definitiva lettura a marzo, rispettando la pausa di tre mesi prevista dall’art.138 della Costituzione.

Di tutt’altro avviso le opposizioni, che hanno chiesto di esaminare le riforme dopo l’approvazione della legge di stabilità, e quindi dopo la metà di dicembre. “Non accettiamo forzature sui tempi” ha detto il capogruppo di Sel, Arturo Scotto. Ironico il commento del ministro Maria Elena Boschi: “Noi abbiamo chiesto una cosa semplicissima: il Senato ha approvato le riforme e ora vogliamo approvarle alla Camera; ma le opposizioni chiedono di aspettare, visto che i 30 anni finora trascorsi sono un po’ pochini”.

Per questa mattina la presidente Boldrini ha convocato una nuova riunione, dove tenterà una mediazione difficile. Il ministro Boschi ha anche chiuso sulle ipotesi di modifiche all’Italicum, emerse dopo l’invito dell’ex presidente Giorgio Napolitano l’altro ieri in Senato a tener conto delle obiezioni sollevate “sulla legislazione elettorale e gli equilibri costituzionali”.

“L’Italicum va bene così com’è” ha tagliato corto intervenendo alla trasmissione ‘Porta a porta’. Boschi ha dato due motivi per non metter mano alla legge elettorale: “Innanzitutto – ha spiegato – c’è una questione di serietà: abbiamo approvato una riforma dopo 10 anni di attesa, con molta fatica e con una larga maggioranza, appena pochi mesi fa”.

La seconda ragione riguarda il merito: l’Italicum, che attribuisce il premio di maggioranza al partito e non alla coalizione, “dà stabilità, cosicché chi vince le elezioni governa per cinque anni”. Infatti, in passato “abbiamo avuto delle coalizioni create per vincere ma non per governare, che poi si sono sciolte come neve al sole”.

La Boschi ha parlato anche su un altro tema caldo del dibattito politico, quello delle unioni civili: “Temo che slitteranno un po’ i tempi, eventualmente le riprenderemo a gennaio”.

(Giovanni Innamorati/Ansa)

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