Clima: in area Mediterraneo 2 gradi in più entro 2050

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MILANO. – Il Mediterraneo è uno degli ecosistemi che più risentono del surriscaldamento terrestre. Secondo gli scenari elaborati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’Onu (Ipcc), la temperatura dell’area è destinata a registrare un incremento di 2 gradi entro la metà del secolo, il livello dei mari si alzerà dai 6 ai 12 centimetri e le piogge a ridursi di almeno il 10%, mentre aumenterà la frequenza di eventi estremi, come ondate di caldo o nubifragi.

A questo ecosistema così ricco, ma allo stesso tempo così altamente suscettibile al riscaldamento globale, Edison ha dedicato un seminario aperto al pubblico – l’ultimo dei tre appuntamenti organizzati dalla società in vista della Conferenza sul clima Cop21 di Parigi – che ha coinvolto importanti ospiti ed esperti nazionali e internazionali.

L’incontro è stato aperto dall’amministratore delegato di Edison, Bruno Lescoeur, presidente dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia. “Il Mediterraneo – ha detto Lescoeur – deve diventare un laboratorio in cui sperimentare progetti integrati, che assicurino sia la tutela di un ecosistema delicato, sia lo sviluppo energetico, economico e sociale della Regione”.

Un Mediterraneo sostenibile, ha osservato l’ad, deve essere “l’obiettivo di lungo termine su cui misurare l’efficacia delle piattaforme euro-mediterranee. Ed è questo il messaggio che vorrei trasmettere alla Conferenza sul clima di Parigi”.

A illustrare come cambierà lo scenario energetico nei prossimi 25 anni sulle due sponde del “Mare Nostrum” è stata la direttrice dell’Osservatorio, Houda Allal. “Secondo i nostri studi – ha spiegato – la crescita economica e l’urbanizzazione raddoppieranno il fabbisogno energetico dei Paesi del Sud del Mediterraneo entro il 2040, anno in cui questi Paesi inizieranno a consumare più energia di quelli del Nord.

Il fabbisogno di elettricità, in particolare, triplicherà nei paesi del Sud. La chiave per limitare l’impatto sul clima sarà puntare sulle fonti rinnovabili, ma idrocarburi e gas resteranno importanti. Per questo è necessario trovare una soluzione ‘verde’ che punti soprattutto all’efficienza energetica”.

In questo quadro, la Conferenza sul Clima che si aprirà a fine novembre a Parigi costituirà un’occasione unica per difendere il delicato ecosistema del Mediterraneo e definire la nuova strategia di mitigazione delle emissioni cali alteranti.

“L’obiettivo di contenere l’innalzamento della temperatura di 2 gradi – ha detto il presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, Antonio Navarra – è molto ambizioso. Parigi non fermerà il cambiamento climatico, ma per gli Stati deve essere chiaro che non possono più esistere politiche che non tengano conto del problema del clima”.
P
er intensificare la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo, a settembre è stata avviata la prima piattaforma euro-mediterranea sul gas naturale su impulso della presidenza italiana Ue e della Commissione Europea.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico – ha detto il direttore dell’unità per gli Affari internazionali nel campo dell’energia del Mise, Sebastiano Maria del Monte – sostiene questa piattaforma, così come quelle sull’energia elettrica e sulle rinnovabili, che devono essere orientate alla collaborazione tra pubblico e privato e tra i Paesi del Mediterraneo”.

(Silvia Egiziano/Ansa)

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