Start-up: boom in Italia, salgono investimenti e assunzioni

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ROMA. – Le start-up non sono più solo una chimera d’Oltreoceano, ma una realtà sempre più florida anche nel nostro paese. Gli investimenti in questo settore crescono dell’11% grazie soprattutto a finanziatori non istituzionali, i ricavi del 26% e – dato più rilevante rispetto al momento di crisi generale – le assunzioni segnano un +25%.

E’ la fotografia scattata in occasione dello Smau dal Politecnico di Milano in collaborazione con Italia StartUp, l’associazione che chiede al governo di “agire sugli incentivi fiscali per l’ingresso dei privati”.

Secondo la ricerca, sul totale degli investimenti nelle start-up per il 2015 – stimato in 133 milioni di euro – la parte da leone la fanno i finanziamenti provenienti da investitori non istituzionali (+32%) a fronte di un calo di fondi delle istituzioni (-8%).

Riguardo questi ultimi, rimane invariata la distribuzione territoriale: le start-up localizzate al Nord raccolgono più della metà del totale (54%), seguite da quelle del Centro (30%), fanalino di coda Sud e isole (16%). “Gli investitori non istituzionali in Italia stanno rivestendo un ruolo sempre più preponderante. Ma la dimensione è ancora limitata se comparata a quella di altri paesi europei.

Nel 2014 gli investimenti interni in incubatori aziendali in Germania e Francia sono stati circa dieci volte superiori al valore di quelli riservati alle start-up in Italia, mentre in Spagna sono stati circa il doppio”, spiega Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano.

L’indagine traccia anche un identikit del fondatore di start-up: il 93% ha una laurea, il 55% una preparazione scientifica e tecnologica, è uomo nell’88% dei casi e ha in media 38 anni (più alta dei colleghi europei).

Il fatturato di una start-up tipica è cresciuto dai 20 mila euro del 2012 ai 94 mila del 2014. Il numero totale dei dipendenti del settore è invece passato da 1252 a 1565, registrando una crescita stabile di circa il 25% annuo.

“Considerando il totale dei ricavi generati e il numero di impiegati assunti abbiamo notato un trend positivo stabile attorno al 20% dal 2012 al 2014”, sottolinea Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano.

Le start-up del settore ‘information technology’ sono quelle più finanziate (hanno ricevuto il 74% dei fondi nel 2014) e le più numerose (sono oltre due terzi di quelle fondate nello stesso anno); crescono anche quelle del settore ‘life science’ sia in termini di fondi ricevuti (che passano dal’11% al 17%) sia numerici (dal 9% del 2013 al 23% dell’anno successivo).

“Gli investimenti in Italia non sono ancora in linea con il Pil. Riteniamo fondamentale che il Governo agisca sugli incentivi fiscali per l’ingresso dei privati. Pur apprezzando le misure introdotte nel passato, queste non sono ancora sufficienti a dare la spinta necessaria”, conclude Marco Bicocchi Pichi, Presidente Italia Startup.

(Titti Santamato/Ansa)

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