Lavoro: il 99% di giovani vede nero, il 55% pronto a partire

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ROMA. – L’Italia non è un paese per giovani: la conferma arriva da un sondaggio contenuto nel Rapporto Ilo 2015 sui giovani, presentato in Cgil, secondo il quale il 99% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni intervistati si dichiara pessimista sulle prospettive del mercato del lavoro, mentre il 55% si dice pronto a emigrare alla ricerca di migliori opportunità occupazionali.

“Forse – dice il direttore dell’Ilo Italia, Gianni Rosas – è la percezione della carenza di opportunità di lavoro e del deterioramento della qualità del lavoro che ha spinto il 99% dei giovani italiani intervistati ad essere pessimisti.

Nonostante lievi miglioramenti, alla fine del 2014 l’Italia era il quarto paese dell’Ue con il tasso di disoccupazione giovanile più alto (42,7%, il doppio di quello pre crisi). Inoltre durante il periodo 2010-14, il lavoro a tempo determinato tra i giovani lavoratori italiani è cresciuto di 9,2 punti percentuali e quello a tempo parziale involontario di 13,3 punti. Il rischio di povertà nel periodo è cresciuto di 5,5 punti”.

Il peggioramento dei dati sull’occupazione giovanile si rispecchia nelle opinioni rilevate dal sondaggio Gallup secondo le quali la percentuale di giovani pessimisti sul mercato del lavoro in Italia (99%) è significativamente più alta di quella francese (82%), greca (78%) e spagnola (79%) ma soprattutto più alta di quella media del Nord Africa (58%) e del Medio Oriente (68%).

A livello mondiale il tasso di disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni) nel 2014 si è attestato al 13%, molto superiore all’11,7% del periodo pre crisi. Per il 2015 si stima che arrivi al 13,1%. A livello globale c’erano 73,3 milioni di giovani disoccupati nel 2014 con un calo di 3,3 milioni rispetto al picco registrato nel 2009.

Tra il 1991 e il 2014 la popolazione attiva in questa fascia di età è diminuita di 11,6 punti percentuali passando dal 59% al 47,3%. Nel complesso nel 2014 i disoccupati nel mondo erano 201 milioni (ma secondo le previsioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro potrebbero arrivare a 2012 nel 2019).

Le difficoltà dei giovani italiani sono rilevate anche dal Social Justice Index presentato dalla Fondazione Bertelsmann, che analizza ogni anno l’andamento delle opportunità di partecipazione nei 28 Stati membri dell’Ue.

Nell’indice globale, l’Italia – secondo la ricerca – si posiziona al 25º posto tra i 28 paesi dell’Unione.

“Le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, limitate per un numero sempre crescente di giovani per via della mancanza di formazione e di esperienza sul mercato del lavoro – sottolinea la ricerca – celano una vera e propria “bomba a orologeria sociale, pronta a esplodere in futuro”, è la conclusione.

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