Dopo 7 anni risale il Pil al Sud, ma il reddito arranca

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ROMA. – Piccoli spiragli di ripresa tornano a illuminare il Mezzogiorno, con il Pil che dopo 7 anni di cali torna finalmente a salire, seppure di un timido 0,1%. L’ottimismo però viene subito smorzato dai dati sui redditi che dimostrano, una volta in più, come i cittadini delle regioni del Sud restino i più poveri d’Italia: il 62% di loro guadagna al massimo il 40% del reddito medio di un italiano.

La fotografia scattata dal rapporto Svimez 2015 sull’economia del Mezzogiorno mostra un divario Nord-Sud ancora molto esteso e difficile da colmare, in cui i segnali positivi non sono risolutivi.

“Non posso non rilevare degli elementi di ripresa” – ha commentato la presidente della Camera Laura Boldrini – ma potremmo considerarci fuori dal tunnel della crisi solo quando saranno i cittadini a dirci che sono migliorate le loro condizioni di vita e ad oggi non mi pare che siamo ancora in questa situazione”, ha sottolineato la presidente della Camera, preoccupandosi soprattutto del divario tra Nord e Sud che ha definito “uno dei maggiori ostacoli alla ripresa”.

A causa della crisi, negli ultimi anni – secondo Svimez – la povertà assoluta in Italia, sia al Sud che nel Centro-Nord, è più che raddoppiata superando i 4 milioni di cittadini in gravi difficoltà economiche. Un trend che si spera possa essersi fermato, visto che nel 2014 la povertà assoluta ha smesso di crescere al Centro-Nord ed è leggermente diminuita nel Mezzogiorno.

Ad andare meglio è anche il mercato del lavoro, che vede “una decisa inversione di tendenza, riguardante anche il Mezzogiorno”.

Secondo il rapporto Svimez, infatti, nel secondo trimestre del 2015, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il numero degli occupati è cresciuto più al Sud (con 120 mila unità) che al Centro-Nord (con 60 mila unità).

La ripresa dell’occupazione riguarda tutte le regioni, tranne la Calabria, e interessa specialmente l’agricoltura e il terziario.

Anche la disoccupazione scende leggermente, ma in questo caso il calo riguarda solo le regioni del Centro-Nord (-0,2 punti), mentre al Mezzogiorno resta ferma al 20,2%. Per i primi due trimestri dell’anno in corso, Svimez però avverte: “bisogna valutare con un po’ di cautela la dinamica più accentuata nel Mezzogiorno”, visto che lo stesso periodo del 2014 “era stato particolarmente negativo”.

(Di Maria Chiara Furlò/ANSA)

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