Addio carta di credito, JPMorgan sfida Apple e PayPal

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NEW YORK. – JPMorgan sfida Apple e PayPal. E si appresta a lanciare, consapevole di essere la maggiore banca americana per asset, il proprio sistema di pagamenti sui dispositivi mobili. Un passo che arriverà a breve e per il quale JPMorgan gode già dell’appoggio di alcune delle maggiori catene, quali Walmart, Kmart e Best Buy.

A partire dal prossimo luglio i 94 milioni di titolati di bancomat, carte di credito e prepagate di JPMorgan potranno pagare in più di 100.000 negozi negli Stati Uniti mostrando solo il loro cellulare, e potendosi permettere di dire addio alla carta di credito come oggetto fisico, e quindi anche al portafoglio.

Il nuovo servizio di chiamerà Chase Pay e sarà disponibile con una app per i dispositivi Apple e Android, o tramite un’altra app chiamata ‘CurrentC’, che centralizza i programmi fedeltà e applica automaticamente sconti. E questo è considerato il punto di forza e il vantaggio di Chase Pay rispetto alle rivali.

Le app per i pagamenti mobili non hanno finora “migliorato significativamente l’esperienza” per i consumatori rispetto alla semplice strisciata della carta di credito, afferma JPMorgan.

La discesa in campo della banca guidata da JPMorgan arriva a poche ore dalla gelata di Square, la società di pagamenti guidata dall’amministratore delegato di Twitter, Jack Dorsey. mentre il road show per l’initial public offering si appresta a decollare, Square scivola in rosso e archivia il trimestre con perdite per 53,9 milioni di dollari, la cifra maggiore dal quarto trimestre 2013.

I ricavi sono saliti del 46% a 332,2 milioni di dollari, in rallentamento rispetto a una crescita del 50-52% nei trimestri precedenti.

In attesa di presentarsi agli investitori per il road show di Square, Dorsey si occupa dei conti di Twitter, nella sua prima apparizione nella nuova carica permanente di amministratore delegato. A Dorsey spetta il compito di rassicurare gli investitori sulla crescita della società che cinguetta e sull’andamento di utenti e pubblicità.

I conti di Twitter arrivano insieme a quelli di Apple, per i quali gli analisti temono la perdita di ‘magia’ dell’iPhone. Secondo le attese, le vendite di iPhone sono rallentate e potrebbe anche esserci il primo calo su base annua dal suo lancio.

C’è poi l’incognita Cina. L’analista di Piper Jaffray, Gene Munster, ritiene, ”dopo aver parlato con 15 investitori”, che ”le vendite dell’iPhone saranno in lieve calo su base annua nel trimestre che si chiude in dicembre”.

Volano invece i conti di Alibaba, il colosso dell’ecommerce cinese. Spinti dal boom dello shopping online, i ricavi sono saliti del 32% a 3,49 miliardi di dollari, oltre le attese degli analisti che scommettevano su 3,34 miliardi. L’utile è salito a 3,57 miliardi di dollari, spinto dalla rivalutazione di Alibaba Health. I risultati sopra le attese spingono i titoli di Alibaba, che arrivano a guadagnare il 9,9% a 83,90 dollari per azione.

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