Torino e il derby al rovescio, ora rischia la Juve

Pubblicato il 29 ottobre 2015 da redazione

Juventus' defender Leonardo Bonucci during the Italian Serie A soccer match Us Sassuolo vs Juventus Fc at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 28 October 2015. ANSA/ ELISABETTA BARACCHI

Juventus’ defender Leonardo Bonucci during the Italian Serie A soccer match Us Sassuolo vs Juventus Fc at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 28 October 2015. ANSA/ ELISABETTA BARACCHI

ROMA. – Presentarsi al derby guardando la Juve dall’alto in basso. E’ una sensazione preziosa e rara quella dei tifosi del Toro, che affrontano sabato i rivali in profonda crisi partendo da +3 e con il retrogusto dolce del successo di aprile per 2-1 in rimonta (Darmian e Quagliarella) dopo un purgatorio di 19 anni. Se a questo si aggiunge che una vittoria significherebbe cancellare i bianconeri dalla corsa scudetto ecco spiegata la trepidazione dei campioni e l’euforia dei torinisti.

Derby diverso dal solito e quindi più sentito, il 141/o in serie A e 230/o globale si inserisce in una storia che si perde nelle nebbie di 108 anni di contese che magnificano campioni senza tempo come Boniperti, Sivori, Platini, Vialli da una parte, Libonatti, Valentino Mazzola, Ferrini, Pulici dall’altra, Gabetto e Piola da entrambe le barricate, in una sfida che ha come simbolo di sportività due capitani come Zoff e Zaccarelli.

Il Torino nasce come costola della Juve da un gruppo di dissidenti condotto dall’ex presidente, lo svizzero Alfred Dick,ma si capisce subito l’aria che tira: il Toro vince il primo derby 2-1 nel 1907 ma il ‘traditore’ Dick non può gioire perché viene chiuso per vendetta negli spogliatoi. Nel ritorno bis, 4-1 con poker dello svizzero Hans Kampfer. Sono anni da pionieri con punteggi altisonanti per il Toro che bastona i rivali 8-0 nel 1912, 8-6 nel 1913 e 7-2 nel 1914.

Dopo la guerra e l’avvento degli Agnelli (1923) la musica cambia. C’è spazio anche per un caso di corruzione che coinvolge lo juventino Allemandi (sulle rivelazioni di un giornalista del ‘Tifone’) con lo scudetto revocato al granata nel 1927. Il quinquennio juventino lascia le briciole ai rivali che rialzano la cresta con un 5-2 nel 1942 e un 5-0 nel 1944 con doppiette di Gabetto e Piola. Sono i prodromi del Grande Torino che lascia a secco i bianconeri nel triennio prima di Superga.

Poi sale in cattedra Boniperti (re dei goleador con 13 centri) doppiettista nel 4-3 1950, nel 5-1 1951, nel 6-0 1952 e nel 4-2 1953. Per il primo successo dopo Superga il Toro deve aspettare il 1956. Ma arrivano Charles e Sivori ed è di nuovo notte: l’argentino firma con doppiette il 4-1 e il 4-3 del 1958, poi schiuma rabbia nel 1961 perché lo scozzese Law gli fa un tunnel e lo tallona invano in campo per restituirglielo. L’anno prima Invernizzi lo aveva inseguito invece per picchiarlo,non riuscendo in alcun modo a fermarlo.

Gloria granata nel 3-2 del 1959 e nel 4-0 del 1967 con triplette di Virgili (ma il Toro retrocede) e Combin. E la Juve va in bianco dal 1971 al 1979 col Toro dei gemelli Pulici-Graziani che conquistano lo scudetto in volata nel 1976. Nel 1973 Causio provoca e insulta Giagnoni, tecnico granata col colbacco, che reagisce con un pugno che stende il ‘barone’. Lascia il segno il derby 1983: Juve avanti 2-0, il Toro segna 3 gol in 4′, l’ultimo con un ‘acrobazia di Torrisi.

Sono gli anni di Platini, sette reti in dieci gare, una doppietta di Antonio Conte stende i granata nel 1993. La storia cambia verso la metà degli anni ’90, dal 5-0 del 1995 con tripletta di Vialli i granata non vincono per 19 anni. Un’odissea che ha tra le poche gioie il 3-3 in rimonta del 2001 che vanifica il 3-0 al riposo con doppietta di Del Piero: il Toro recupera e Maspero fa sbagliare un rigore a Salas scavando una buca vicino al dischetto. Al veleno anche il derby del ritorno con Maresca che segna il 2-2 e irride i granata facendo il gesto delle corna.

Subito dopo lo smacco del 4-0 il derby va in letargo per sette anni di B granata e uno juventino. La Juve continua a vincere, 3-0 nel 2012 con doppietta di Marchisio e il 2-1 del 2014 con prodezza di Pirlo in recupero. La resurrezione granata è del 26 aprile scorso: 2-1 e primo successo dopo quasi un ventennio.

Ecco perché la Juve fa gli scongiuri: dopo il ko col Sassuolo, quarto in dieci gare, e il duro sfogo di Buffon per i campioni è l’ultima spiaggia, a 11 punti dalla Roma capolista. Ma il Toro è pronto ad assestare il colpo di grazia alla Juve alle prese con uno dei derby più delicati della sua storia. E’ la foto di un mondo sottosopra: un ko sabato potrebbe far traballare la panchina dei vicecampioni d’Europa.

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