Ansaldo a Hitachi, un altro pezzo d’Italia va all’estero

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MILANO. – E’ fatta e senza sconti: Finmeccanica e Hitachi hanno chiuso “positivamente” le attività di verifica per la cessione di Ansaldo Sts ed AnsaldoBreda, che da lunedì sarà definitiva. E’ un altro pezzo dell’industria pesante italiana che se ne va all’estero (la storica AnsaldoBreda isserà l’insegna Hitachi Rail), ma Finmeccanica ottiene plusvalenze importanti per lo sviluppo della ‘one company’. Che avrà un nuovo nome e che potrebbe scorporare una delle sette attuali unità anche per quotarla separatamente.

Ma bisogna fare “una cosa per volta”, avverte l’amministratore delegato Mauro Moretti dall’Expo. In Borsa prese di profitto sul titolo che cede il 2,38% a 11,9 euro. La vendita ai giapponesi è stata chiusa “nonostante i gufi” e “come previsto”, aggiunge Moretti secondo il quale “ai gufi togliamo le penne questa volta. E non ci sono sconti”, aggiunge l’amministratore delegato del gruppo, con la società che aveva già ampiamente smentito ipotesi che indicavano un impatto sul livello delle garanzie prestate nell’ambito dell’operazione.

Il presidente di Ansaldo Sts Sergio De Luca si è dimesso e al suo posto potrebbe essere cooptato l’amministratore delegato di Hitachi Rail, Alistair Dormer, mentre l’ad Stefano Siragusa dovrebbe rimanere.

“Lunedì – conferma Marco Fontana, coordinatore della Rsu dello stabilimento pistoiese di AnsaldoBreda – ci verrà consegnata la lettera di conferimento a Hitachi: la preoccupazione c’è, ma solo per quanto riguarda il lavoro, non per l’arrivo di Hitachi”.

Gli acquirenti, che hanno comunque finora assicurato il mantenimento dei livelli occupazionali, con questa acquisizione si rafforzano nel settore dei vagoni e delle motrici ferroviarie, anche nel comparto delle metropolitane, aumentando la loro quota di mercato in Europa, dove sono già presenti con uno stabilimento in Gran Bretagna. E con Ansaldo Sts diventano uno dei leader mondiali nella piccola ma redditizia nicchia delle segnalazioni ferroviarie.

L’intesa con Finmeccanica era arrivata in febbraio, poi si sono attesi i via libera di molte autorità antitrust. Arrivato in Finmeccanica dalle Ferrovie dello Stato, Moretti aveva in un primo momento ipotizzato di rafforzare il settore dei trasporti creando un grande polo, poi si è deciso di concentrarsi soprattutto sulla Difesa e il comparto aereo.

In bilico rimane la controllata statunitense Drs, acquisita nel 2007 e che, soprattutto per l’impatto sul debito, se si troverà un vero acquirente potrebbe seguire lo stesso destino delle Ansaldo.

(di Alfonso Neri/ANSA)

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