Aerei e misteri, da Ustica a Lockerbie

Pubblicato il 02 novembre 2015 da redazione

itavia

ROMA. – Schianti, sparizioni improvvise dai radar, mesi per identificare relitti durante i quali tutte le ipotesi, anche le più fantasiose, trovano spazio. Sono diverse le sciagure aeree o gli attentati ad aerei che nel corso degli anni sono rimaste avvolte dal mistero, lasciando nell’angoscia i familiari delle vittime, prima che fosse fatta chiarezza.

Da Ustica, dove i responsabili dell’abbattimento del Dc-9 ancora non sono stati accertati in sede giudiziaria, a Lockerbie, al volo maledetto della Malaysia Airlines scomparso sull’Oceano indiano.

USTICA – La sera del 27 giugno 1980 un Dc9 dell’Itavia in volo da Bologna a Palermo esplode nel cielo di Ustica con 81 persone a bordo. Le indagini sulle varie ipotesi – cedimento strutturale, bomba, missile – si dipanano tra rivelazioni, depistaggi e battaglie legali.

Ci vogliono 33 anni prima che la Cassazione scriva una parola chiara su quanto avvenne quella notte: fu un missile lanciato da jet non meglio identificati a far precipitare l’aereo e i radar italiani, civili e militari, non vigilarono come avrebbero dovuto. I ministeri della Difesa e dei trasporti vanno quindi condannati a risarcire i familiari come aveva già deciso il tribunale di Palermo. Ma la nazionalità degli aerei impegnati non è stata mai accertata in un procedimento giudiziario.

LOCKERBIE – E’ il 21 dicembre 1988 quando un jumbo della Pan Am cade nei pressi di Lockerbie, in Scozia, con 270 persone a bordo, in gran parte americani. Dopo pochi giorni comincia ad emergere la pista del terrorismo (una bomba a bordo), nel 2003 il regime libico del defunto colonnello Muammar Gheddafi riconosce ufficialmente le proprie responsabilità nell’attentato e paga 2,7 miliardi di dollari di indennizzo alle famiglie.

Ma a distanza di quasi 27 anni i contorni del caso non sono ancora chiariti completamente. E’ di pochi giorni fa la notizia che altri due libici sono stati identificati come sospetti insieme al defunto agente di Tripoli, Abdelbaset al-Megrahi, l’unico condannato per l’attentato. Le autorità scozzesi non ne hanno rivelato i nomi e l’accertamento delle responsabilità vista la situazione sul terreno in Libia, dove manca un unico interlocutore, si presenta sempre più difficile.

MISSONI – Il 4 gennaio 2013 l’aereo con a bordo Vittorio Missoni, la compagna Maurizia Castiglioni e i coniugi bresciani Guido Foresti e Elda Scalvenzi, un pilota e un copilota, scompare dai radar mentre è in volo da Las Roques a Caracas. Ci vogliono più di sei mesi prima che il relitto venga individuato in fondo al mare, a 70 metri di profondità al largo dell’arcipelago.

2014, L’ANNO NERO DELLA MALAYSIA AIRLINES – E’ l’anno della doppia tragedia per la Malaysia Airlines. Il volo MH370 scompare misteriosamente a marzo con 239 persone a bordo, in viaggio da Kuala Lumpur a Pechino. A distanza di più di un anno e mezzo ancora non è stata fatta luce sulla sua scomparsa. Il ritrovamento di un flap sulle coste dell’isola di Reunion ad agosto fa pensare che si sia inabissato in quell’area, ma su tutto il resto è ancora buio fitto.

Quattro mesi dopo, nel luglio 2014, precipita il volo Mh17 nei cieli dell’Ucraina orientale con un bilancio di 298 morti. Fin da subito si fa strada l’ipotesi del missile, ma resta a lungo incerta la responsabilità dell’abbattimento che i ribelli filorussi e le autorità di Kiev si rimpallano a lungo. Il 13 ottobre il rapporto delle autorità olandesi conferma che si è trattato di un missile Buk, lanciato da una località dell’Ucraina dell’est.

GERMANWINGS – Il 24 marzo 2015 il volo Germanwings 9525 precipita sulle Alpi francesi. Centocinquanta i morti. Inizialmente si pensa ad una sciagura, ma presto cominciano a emergere i contorni di una vicenda che non ha precedenti nella storia dell’aviazione civile. Il copilota Andreas Lubitz ha fatto volontariamente schiantare l’aereo su una montagna dopo aver chiuso fuori della cabina il comandante.

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