Sciopero generale dei medici, il 16 dicembre incrociano le braccia

Pubblicato il 03 novembre 2015 da redazione

medici

ROMA. – Un Fondo Sanitario Nazionale che non aumenta quanto dovrebbe a fronte di impegni come il rinnovo dei contratti o il piano vaccini ancora da finanziare, ma anche provvedimenti come quello sull’appropriatezza che ‘puntano il dito’ sui medici.
Questi i motivi che hanno portato tutte le sigle sindacali dei medici pubblici, sia ospedalieri che di base, a proclamare una giornata di sciopero per il 16 dicembre.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si è detta dispiaciuta per la protesta che spera si possa fermare, pur dicendosi convinta della strada intrapresa dal governo. “Il motivo principale – spiega Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici – è il taglio delle risorse della sanità, che porta una sempre minore possibilità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Questo è iniziato da diversi anni, e con questa nuova legge invece di 115 miliardi per la sanità ce ne sono 111. A questo si aggiungono i tagli programmati dal 2017 al 2019 per le Regioni, che si ripercuoteranno sulla sanità”.

Oltre ad essere sottofinanziato, rilevano i promotori dello sciopero, che riunisce tutte le sigle più rappresentative, dalla federazione dei pediatri (Fimp) a quella dei medici di base (Fimmg), dall’Anaao che rappresenta i dirigenti ai sindacati confederali, il fondo in parte è già impegnato per i nuovi Lea, per il piano vaccini e per altri progetti varati dal ministero. In più per la prima volta, sottolinea Cozza, dal fondo sanitario dovrebbero essere trovate anche le risorse per il rinnovo dei contratti.

“Gli altri anni quando c’era il rinnovo nel pubblico impiego i fondi per medici e infermieri erano aggiuntivi rispetto al fondo sanitario – spiega il sindacalista -, mentre in questa legge di stabilità c’è un meccanismo perverso per cui si tolgono soldi che sarebbero necessari alle prestazioni per il rinnovo del contratto. E’ difficile dire quante risorse servirebbero, ma per il pubblico impiego la cifra chiesta dal sindacato è 150 euro”.

“Non mi stancherò mai di dire che in questi anni di crisi economica in cui il Servizio Sanitario Nazionale è stato fortemente stressato, il comparto abbia dato tantissimo e si sia dimostrato estremamente responsabile”, ha detto Lorenzin. Tuttavia, ha aggiunto, la “strada intrapresa è quella giusta, ovvero quella di puntare non più a un’operazione di tagli lineari ma a lavorare sulla qualità dei servizi”.

Dal punto di vista del lavoro che il Governo deve fare, ha concluso Lorenzin “dobbiamo trovare un modo per trovare un percorso per la stabilizzazione dei precari, per i percorsi di formazione e per i rinnovi contrattuali”.

Sempre sul fronte dei contratti, aggiunge Cozza, andrebbero trovate risorse per la stabilizzazione dei precari, visto che la sanità è il settore che ne ha di più insieme alla scuola, e sulle Regioni c’è anche la spada di Damocle del recepimento della direttiva europea sugli orari dei medici, che prevede 11 ore di riposo sulle 24 e un monte straordinari settimanale di non più di 48 ore.

“Servirebbero 4-5mila nuove assunzioni” spiega Cozza. Ad aggiungersi alle difficoltà economiche, sottolineano i medici c’è un clima di ‘caccia alle streghe’ percepito dai medici dopo i provvedimenti come quello sull’appropriatezza, che nella versione originale prevedeva sanzioni per i medici, o l’ipotesi ventilata dalle Regioni di punire i medici che rifiutano le vaccinazioni.

(di Pier David Malloni/ANSA)

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