Appello del Sindaco di Venezia, “La città muore, il governo intervenga”

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VENEZIA. – Nulla da dire su Expo Milano, dove “sono stati giustamente spesi un sacco di soldi” ed è stato un “successone meritato” con oltre 20 milioni di visitatori, ma, per il sindaco Luigi Brugnaro, Venezia ogni anno ne fa 30 milioni di turisti, “è un’Expo vivente”.

E lancia un appello perché la città “sta morendo”, ed è “un grido di dolore per tutta l’Italia”.

Brugnaro usa immagini forti per tornare a battere il tasto sulla necessità urgente che venga riconosciuta la specificità della città lagunare e si rivolge direttamente al governo perché dia “un segnale reale”. E’ qui – dice – che misurerà “il suo operato, con Finanziaria e legge di Stabilità, perché le chiacchiere non ci servono e la specificità di Venezia la stiamo pagando noi”.

Il sindaco non più tardi di qualche settimana fa ha avuto un incontro diretto sul ‘caso Venezia’ con il premier Matteo Renzi a Ca’ Farsetti, sede del Comune, e un segno di fiducia nei confronti del governo l’ha espresso anche oggi, presentando con l’autorità portuale la proposta di una nuova via navigabile che dovrebbe dare definitiva soluzione al problema delle grandi navi in laguna e salvare nel contempo il comparto crocieristico.

Sul destino di Venezia, però, Brugnaro non fa sconti e pone questioni precise: “il governo non crede che sarebbe opportuno darci, ad esempio, un po’ di polizia in più per proteggere il territorio? O di fare una legge speciale come per Roma capitale?”.

Invece, sottolinea, “negli ultimi dieci anni ci hanno tolto 140 milioni ogni anno: ci vogliono togliere anche il lavoro?”. Gli esiti, a suo dire, sono sotto gli occhi di tutti: “i canali non sono più scavati, mezza città è senza impianti antincendio”. Insomma, le “manutenzioni ordinarie non c’entrano nulla con il Mose”, opera per il cui completamento c’è un impegno governativo.

“Ma è normale che l’aria salmastra faccia cadere pezzi di intonaco di decine di centimetri? Dobbiamo aspettare – rileva, usando un’altra immagine pesante – l’evento drammatico?”.

Si dice pronto a tutte le soluzioni, anche a vendere i quadri dei musei cittadini, non solo Klimt o Chagall, per risollevare le sorti del Comune e dell’intera città. Un provvedimento, quello dei quadri all’asta, ricorda, che serve “ad abbassare gli 800 milioni di debito, perché, con gli interessi passivi, stiamo affamando la gente”.

Il sindaco dice che non è tempo di polemiche – anche se non manca una stoccata all’Unesco (“siamo noi che gli portiamo valore, non viceversa”) – e fa un richiamo all’urgenza del lavoro come punto centrale per il rilancio di Venezia. “Perché senza lavoro non c’è dignità” ricorda.

Intanto, per fare ‘cassa’, sta trattando con i principali armatori per far pagare un ticket per l’ingresso delle crociere a Venezia. “Non è una tassa – ha precisato – ma un impegno etico e morale che chiediamo agli armatori, ma anche a chiunque vive Venezia: è questo l’amore, la passione per questa città”.

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