I quindici Patti per il Sud, 95 miliardi di risorse al 2023

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ROMA. – Da una parte i punti di forza e di vitalità del tessuto economico meridionale, dall’altra una dotazione economica di circa 95 miliardi di euro di qui al 2023: sono questi i pilastri su cui poggia il Masterplan per il Sud tanto voluto dal premier Matteo Renzi.

Il progetto prende forma e si prepara a diventare operativo (l’obiettivo è il primo gennaio 2016): Palazzo Chigi ha pubblicato le linee guida e ora mancano solo gli interventi concreti che verranno inseriti nei 15 Patti per il Sud, cui stanno lavorando Governo, Regioni e Città Metropolitane, con l’obiettivo di sottoscriverli entro fine dicembre.

Il punto di partenza del Masterplan è che dal Sud arrivano alcuni segnali positivi che ci dicono che “l’economia del Mezzogiorno è una realtà viva, con potenzialità che vanno valorizzate”.

E proprio per questo, “il Masterplan deve partire da qui – si legge nelle linee guida -, dai punti di forza e di vitalità del tessuto economico meridionale per collocarli in un contesto di politica industriale e di infrastrutture e servizi” che diano vita ad una ripresa dell’economia del Mezzogiorno.

In questo cammino, però, non si parte da zero, assicura Palazzo Chigi.

Sono tre i terreni su cui si è già cominciato a lavorare: recupero del ritardo nell’utilizzo dei fondi strutturali stanziati dall’Ue tra 2007 e 2013 (si sta lavorando per portare la percentuale di utilizzo dall’80% al 100% entro la scadenza del 31 dicembre); l’avvio della Programmazione 2014-2020 (si punta a far approvare l’ultimo dei 50 programmi previsti entro fine anno); la risposta data alle crisi aziendali.

Ora si tratta di dare un respiro più ampio a queste azioni nel quadro di una più generale politica industriale per il Mezzogiorno, spiega Palazzo Chigi, che indica diversi tasselli: dai processi di aggregazione delle aziende del servizio pubblico alle nuove regole fiscali (dalla cosiddetta Ace che si intende rafforzare, alla riduzione dell’Ires varata con la legge di Stabilità), dalla valorizzazione del merito nel sistema educativo al superamento del gap infrastrutturale.

Per fare tutto questo le risorse “non mancano”, assicura Palazzo Chigi (che fa notare: “è la capacità di utilizzarle che è mancata per decenni”): tra fondi strutturali (Fesr e Fse), fondi di cofinanziamento regionale e Fondo di sviluppo e coesione, circa 95 miliardi a disposizione da qui al 2023.

E grazie all’attivazione della clausola investimenti, solo nel 2016 si possono mettere in gioco almeno 7 miliardi per interventi nel Sud. “Uno sforzo di investimenti mai realizzato in passato in un solo anno”, osserva Palazzo Chigi, che ora costituirà una Cabina di regia Stato-Regioni del Fondo sviluppo e coesione per allocare le risorse.

Nelle linee guida del Masterplan resta ora da completare la sezione ‘Patti per il Sud’: non proprio un dettaglio, visto che “i Patti declinano concretamente gli interventi che costituiscono l’asse portante” del Masterplan.

I 15 Patti (uno per ciascuna delle 8 Regioni e 7 Città Metropolitane) verranno inseriti via via che verranno definiti dal lavoro comune Governo-Regioni-Ciità Metropolitane e definiranno interventi prioritari, azioni per attuarli, ostacoli da rimuovere, tempistica e reciproche responsabilità.

(di Enrica Piovan/ANSA)