Mosca, stop a voli in Egitto. Usa, più controllo negli scali

Pubblicato il 10 novembre 2015 da redazione

Aereo russo a Sharm

Aereo russo a Sharm

MOSCA. – Durerà “almeno diversi mesi” la sospensione dei voli russi in Egitto decisa da Putin alcuni giorni dopo la sciagura dell’Airbus nel Sinai: ad annunciarlo è lo stesso Cremlino proprio mentre gli Usa lanciano un nuovo allarme sicurezza per i propri aeroporti e decidono di rafforzare i controlli sul personale degli scali che ha accesso libero in zone senza sorveglianza.

L’iniziativa americana riguarderà oltre 900mila dipendenti in più di 450 aeroporti del Paese, ed è l’ennesimo segnale di come i timori di attentati siano aumentati dopo la catastrofe del 31 ottobre.

Dietro il disastro intanto si allunga l’ombra di “un tradimento nei servizi speciali egiziani”: lo scrive il quotidiano Kommersant, che cita fonti autorevoli delle strutture statali russe, e sostiene che si stanno verificando informazioni secondo cui, “prima del decollo” dall’aeroporto di Sharm el Sheikh, “per motivi ignoti, sconosciuti avevano accesso” all’A321 del disgraziato volo 92-68.

Molti governi hanno deciso di interrompere per motivi di sicurezza i voli in Egitto – dove nel Sinai le truppe regolari combattono i jihadisti affiliati all’Isis -, e Usa e Gran Bretagna ritengono probabile che a causare il disastro sia stato un ordigno nascosto a bordo dell’aereo.

Se questa ipotesi, sempre più accreditata, dovesse rivelarsi vera, si tratterebbe di uno schiaffo per il governo del Cairo, che non è riuscito a garantire la sicurezza dei tantissimi turisti che visitano ogni anno il Mar Rosso.

Proprio il settore turistico, che è una delle colonne dell’economia egiziana, rischia di essere profondamente danneggiato dalla sciagura in cui hanno perso la vita 224 persone, per lo più russi che tornavano a casa dopo una vacanza al mare.

Ed è principalmente per questo che il Cairo ha accolto a muso duro la possibilità di un attentato terroristico, pur avendo lanciato una propria inchiesta per verificare l’ipotesi bomba.

In Egitto dopo la catastrofe si denunciano “complotti” di ogni tipo e qualità contro il paese, a volte con parole che rasentano il delirio, come quelle di el Sayed el Badawi, presidente del partito Neo Wafd, che ha parlato di “una congiura sionista” architettata dagli Usa “per far cadere l’Egitto”.

Mentre il giornale governativo Gomhoria definisce i Paesi occidentali “colonialisti” e li accusa di tramare “per controllare la regione e privare il popolo dei suoi beni e delle sue risorse”.

Anche la Russia, che pure è in buoni rapporti col governo egiziano, non esclude però la pista terroristica e lunedì il premier Dmitri Medvedev ha sottolineato che “naturalmente” anche questa ipotesi “viene presa in considerazione”.

Mosca comunque non si sbilancia, e ieri il ministro dei Trasporti, Maksim Sokolov, ha precisato che al momento “non ci sono informazioni sicure” che si sia trattato di un atto terroristico.

La sospensione dei voli russi in Egitto in ogni caso durerà “a lungo” secondo il Cremlino, addirittura “anni” stando a una fonte citata dal Kommersant.

Ma il capo dell’amministrazione presidenziale russa, Serghiei Ivanov, sembra smentire un’altra indiscrezione di stampa, quella secondo cui il divieto di volo potrebbe essere esteso ad altri Paesi: i servizi di sicurezza russi – ha spiegato – non hanno avanzato raccomandazioni di questo tipo.

A consigliare la settimana scorsa lo ‘stop’ dei voli in Egitto erano invece stati proprio gli 007 dell’Fsb.

Prosegue nel frattempo il rimpatrio dei turisti in vacanza in Egitto: quelli russi erano 80.000 quando Putin ha congelato i collegamenti aerei con il paese nordafricano la scorsa settimana, e secondo Mosca quelli riportati a casa con i voli speciali sono già 35.000, quasi la metà.

Le autorità egiziane intanto registrano un piccolo successo nel settore sicurezza: l’uccisione, annunciata lunedì, di Ashraf Gharabli, uno dei leader degli estremisti della “Provincia del Sinai”, lo stesso gruppo affiliato all’Isis che ha rivendicato la tragedia dell’Airbus.

(di Giuseppe Agliastro/ANSA)

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