Naufragio in Turchia, strage di bimbi. Slovenia alza il muro

Pubblicato il 11 novembre 2015 da redazione

A migrant and a child watches a dinghy of people travel from the Turkish coast to the Greek island of Chios, near Cesme, Turkey, Monday, Nov. 9, 2015. (ANSA/AP Photo/Emre Tazegul)

A migrant and a child watches a dinghy of people travel from the Turkish coast to the Greek island of Chios, near Cesme, Turkey, Monday, Nov. 9, 2015. (ANSA/AP Photo/Emre Tazegul)

LA VALLETTA.- Ancora una strage di bambini in mare, ancora un muro su un confine europeo. A poche ore dal vertice straordinario dei 28, l’Europa sembra sempre più divisa e incapace di prendere decisioni comuni in grado di gestire l’emergenza immigrazione. E così, mentre la Slovenia decide di recintare i confini con la Croazia, sulle coste della Turchia si rovescia l’ennesimo barcone carico di profughi e muoiono 14 persone, sette i bambini.

Mentre continua il flusso di migranti assiepati ai confini tra Grecia e Macedonia. E anche dalla Germania, paese forte dell’Europa, arrivano segnali contrastanti sul fronte immigrazione, ma chiari sulla perdita di leadership della ‘donna più potente del mondo’.

Angela Merkel, ha fatto sapere la portavoce del Governo, nulla sapeva della recente decisione tedesca di bloccare i profughi siriani e ripristinare gli accordi di Dublino. Decisione presa unilateralmente dal ministro dell’Interno.

“Non dobbiamo costruire un nuovo muro. I muri non sono una difesa ma una trappola. Il problema dei profughi dobbiamo risolverlo insieme in Europa ed essere anche chiari: durerà ancora molti anni”, ha messo in guardia il premier Matteo Renzi in un’intervista concessa alla Welt on line.

Il premier ha lanciato una stoccata ai paesi dell’est. L’Europa occidentale ha “pagato un prezzo politico” per l’estensione a est dell’Ue, “non va bene adesso che questi paesi ci dettino la morale”, ha commentato.

“Sui flussi migratori purtroppo l’Europa si sta dividendo”, gli ha fatto eco la presidente della Camera Laura Boldrini. “Ci sono paesi dell’Est che non vogliono prendere atto di una realtà, che questi processi si affrontano tutti insieme fa male vedere paesi dell’Est, che a casa loro hanno vissuto la dittatura e la repressione, generando milioni di rifugiati, che ora non vogliono fare la loro parte”.

Eppure i profughi potrebbero rappresentare anche un’opportunità per il vecchio continente. Ne è convinta il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. “I migranti – ha detto – possono incoraggiare investimenti e crescita” e aiutare i Paesi delle economie avanzate ad affrontare l’invecchiamento della popolazione. Non solo. “Nel medio termine possono aiutare a ridurre le pressioni sulla spesa pensionistica e sanitaria. Nel breve l’impatto sul bilancio tende a essere limitato”.

Resta indubbio che al momento la questione economica non è indifferente e tra le tante decisioni prese a rilento dall’Europa c’è anche quella sulla flessibilità, quel margine di 0,2 per cento che darebbe ossigeno ai paesi più impegnati nell’accoglienza, Italia compresa.

Ma Bruxelles ha fatto sapere che la prossima settimana arriverà una comunicazione ‘orizzontale’, cioè che riguarda tutti, su come sarà fatta la valutazione della flessibilità per le spese per i migranti. E solo successivamente la Commissione farà le sue valutazioni sulla concessione o meno di nuovi margini: “ora dobbiamo vedere esattamente quanta spesa in più è stata fatta”.

Mentre l’Europa riflette, la Slovenia srotola 80 chilometri di reticolato al confine con la Croazia. E la Svezia, in serata, annuncia il ripristino – per dieci giorni – dei controlli alle frontiere.

(dell’inviata Paola Tamborlini/ANSA)

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