Ultra 64enni aiutano le famiglie. Timori per il futuro di figli e nipoti

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RICCIONE (RIMINI). – Imprescindibili nel sostenere figli e nipoti, con un 70% di loro che li aiuta economicamente. Preoccupati per il futuro dei familiari più giovani e critici su servizi sociali e sanitari, tanto da chiedere un welfare a misura di famiglia. Questa la fotografia degli ultra 64enni italiani scattata dall’Istituto Demopolis nello studio “Gli over 64 oggi in Italia: focus su una generazione” presentato a Riccione, in occasione dell’Assemblea Nazionale della Federazione Pensionati della Cisl.

La ricerca, condotta su iniziativa di Ial Nazionale, Caf e Fnp-Cisl, mostra come quello degli ultra 64enni sia “un segmento di popolazione composito che vive una quotidianità piena ed una costante collaborazione alle dinamiche parentali: dal sostegno economico per le famiglie più giovani, alla cura dei più piccoli e dei familiari in condizioni di maggiore fragilità”.

In base ai numeri raccolti dall’istituto di ricerca su un campione di 860 intervistati, si legge in una nota, “il principale centro di soddisfazione della vita di chi ha superato i 64 anni è la famiglia” mentre la loro principale preoccupazione, “indicata da più 7 intervistati su 10, è il futuro di figli e nipoti, in dimensioni nettamente superiori a qualsiasi altra apprensione: dalla perdita di una persona cara (60%) alla malattia (57%)”.

Di fatto, gli over 64 sono molto più preoccupati “per i discendenti, che per la situazione economica personale (55%) o la propria sicurezza (46%)”.

Quattro anziani su dieci, intervistati da Demopolis, definiscono “fisco e burocrazia un problema preoccupante”, mentre solo un quarto teme la solitudine. Appagati sul fronte familiare e relazionale, con citazioni superiori al 70%, appaiono sostanzialmente soddisfatti dalla qualità del proprio tempo libero (67%) e un 40% pure del reddito (40%).

Piuttosto critici, invece, nella valutazione della qualità dei servizi pubblici con un 40% che ritiene peggiorati i servizi sanitari nell’ultimo triennio e il 71% che valuta come insufficienti i presìdi per gli anziani non-autosufficienti.

“Nella percezione dell’80% degli over 64 – spiega la ricercatrice dell’Istituto Demopolis, Maria Sabrina Titone – è proprio la famiglia, oggi, a tutelare in Italia lo status di anziano. Le istituzioni politiche nella valutazione degli intervistati, sono in coda fra i soggetti a tutela dei meno giovani, con citazioni inferiori a quelle registrate dai Sindacati, cui viene ancora riconosciuto un ruolo fondamentale nel salvaguardare i trattamenti pensionistici”.

Un terzo del campione infine cita, fra le forme di tutela dello status di anziano in Italia, volontariato ed associazionismo, con valutazioni che crescono nelle regioni del Nord mentre il 31% indica il supporto della Chiesa, soprattutto nel Mezzogiorno del Paese.