Da petrolio ad autostrade, gli sbocchi italiani in Iran

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ROMA. – L’obiettivo è tornare ai 7 miliardi di interscambio con l’Iran raggiunti prima che scattassero le sanzioni e, per riuscire nell’impresa, l’Italia cerca di non farsi sfuggire le occasioni.

Prima i viaggi dei ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni, e dello Sviluppo, Federica Guidi, quest’anno a Teheran, poi sabato e domenica prossimi la visita del presidente iraniano Hassan Rohani a Roma e, infine, alla fine di questo mese, la missione economica con il viceministro Carlo Calenda e Confindustria nella Repubblica islamica.

Ognuna di queste occasioni di incontro ufficiale fa da cornice a prese di contatto da parte delle aziende interessate a sbarcare, e in qualche caso a tornare, nel Paese asiatico, che con l’addio alle sanzioni si candida a diventare un mercato di grande interesse, forte dei suoi quasi 80 milioni di abitanti che hanno bisogno non solo di beni di consumo, ma anche di infrastrutture di ogni genere.

Il settore economicamente più rilevante è ovviamente quello del petrolio, dove il soggetto coinvolto al massimo livello è l’Eni. Il Cane a sei zampe sbarcò in Iran nel lontano 1957 e, da allora, ha messo a segno colpi importanti, ma le sanzioni hanno di fatto bloccato ogni sviluppo.

Per tornare, l’ad Claudio Descalzi aspetta la revisione del sistema contrattuale e l’effettiva uscita del Paese dalle sanzioni, nonché una soluzione, che appare ormai vicina, in merito agli 800 milioni di arretrati dovuti dalla compagnia statale Nioc.

In ogni caso, recentemente sarebbe già stato firmata una bozza di memorandum di intesa per l’espansione della cooperazione bilaterale nel campo delle perforazioni petrolifere con la National Iranian Drilling Company.

Tra gli altri settori di sicuro interesse, come è emerso nella missione di agosto scorso, spiccano le autostrade, l’alta velocità, l’ambiente, le rinnovabili, la meccanica, i materiali edili, l’automotive, il medicale, ma anche elicotteri, navi, servizi finanziari, gioielleria, pelletteria, food.

Un occhio particolare è riservato alle infrastrutture, come dimostra l’incontro tra il ministro Graziano Delrio e l’ambasciatore iraniano Jahanbakhsh Mozaffari, in previsione della visita che lo stesso Delrio farà a Teheran.

In ogni caso non sono solo le big, da Finmeccanica ad Ansaldo, da Fincantieri a Tecnimont, a dimostrare interesse per il Paese asiatico. Fortissimo è anche il coinvolgimento delle pmi: a 300 piccole e medie aziende, non a caso, sarà riservato un incontro specifico con Rohani domenica prossima a Roma.

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