Russia blocca Egyptair, cresce la paura dopo il disastro del Sinai

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MOSCA. – Da oggi i voli sulla rotta Mosca-Cairo della Egyptair, la compagnia di bandiera egiziana, saranno vietati, su disposizione di Rusaviatsia, l’ente di controllo aereo del Paese. Per carenza del programma di sicurezza, confida una fonte a Interfax.

Dopo la sospensione dei voli delle proprie compagnie in Egitto, in seguito alla recente esplosione nei cieli del Sinai di un Airbus 321 carico di turisti russi, poi rivendicato dall’Isis, il Cremlino aumenta le misure di sicurezza contro possibili minacce terroristiche.

Evidentemente Mosca non è convinta che le autorità egiziane siano in grado di offrire le massime garanzie in materia, anche dopo le indiscrezioni di alcuni media di casa su possibili tradimenti all’interno dei servizi del Cairo.

Il Cremlino starebbe pensando addirittura di adottare il modello israeliano negli aeroporti dei Paesi stranieri a rischio terrorismo, dal Medio Oriente all’Asia centrale e a Israele, con la presenza di specialisti e attrezzature russe e il coinvolgimento delle strutture locali.

A tal proposito, secondo il quotidiano Kommersant, nei giorni scorsi ci sarebbe stata anche una riunione dei servizi segreti russi. Proprio ieri alcuni parlamentari hanno chiesto che lo stop dei voli sull’ Egitto sia esteso a Turchia e Tunisia.

”Sono emerse serie questioni sull’adempimento reale, e non solo formale, da parte di una serie di Paesi delle richieste di sicurezza aerea” previste nel regolamento della Iata, l’associazione internazionale del trasporto aereo, ha confidato una fonte a Kommersant.

Entro il 20 novembre, intanto, Aeroflot conta di concludere il rimpatrio dei circa 80 mila turisti russi che si trovavano nei resort del Mar Rosso: 53 mila sono già tornati. I bagagli viaggiano separatamente, per motivi di sicurezza: all’aeroporto Domodedovo ce ne sono migliaia in attesa del legittimo proprietario.

Dal primo dicembre la compagnia di bandiera cesserà tutti i voli in Egitto (ora viaggia solo per riportare a casa i connazionali). La cancellazione del Paese delle Piramidi dalle mete turistiche peserà per circa 200 milioni di dollari sui tour operator e per altri 130 sugli operatori aerei.

Oltre ai danni, cresce anche il timore di attentati. Stando ad un sondaggio effettuato dal centro indipendente Levada, dopo i raid russi ma prima della tragedia aerea nel Sinai, la metà dei cittadini (48%) teme che attacchi terroristici o una presa di ostaggi possano accadere in Russia in qualunque momento.

Il 76% degli intervistati ritiene che la minaccia principale arrivi proprio dall’Isis. Per il 39% dei cittadini una minaccia arriva anche dalle organizzazioni internazionali, mentre il 17% teme le azioni di gruppi estremisti russi.

A Mosca è scattata la massima allerta, con vigilanza rafforzata sugli obiettivi sensibili, a partire dai mezzi di trasporto. Le ripetute minacce dell’Isis inquietano: l’ultima è di ieri, con un nuovo video dell’Isis, questa volta in lingua russa, che preannuncia attacchi “presto, molto presto”, in Russia, dove ”il sangue scorrerà a fiumi”.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)

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