Governo conferma Pil +0,9%, il dato dell’Istat sarà rivisto

PIL

ROMA. – Nessuno lo nasconde. Il dato dell’Istat ha deluso le aspettative. Ma il governo conferma le previsioni di una crescita annuale allo 0,9%. E il ministero dell’Economia spiega, dati alla mano, che il Pil trimestrale è probabilmente sottostimato. Non coglie ancora, ad esempio, l’andamento dei ”servizi”, che nei mesi estivi ha visto il turismo e i trasporti segnare decisi incrementi.

”Il dato del Pil diffuso dall’Istat è un po’ deludente ma non pregiudica gli obiettivi annuali del Tesoro”, sintetizza all’Ansa il direttore generale del dipartimento di Analisi Economica e Finanziaria del ministero dell’Economia, Riccardo Barbieri. E’ il capo economista del Tesoro e passano per la sua scrivania tutti i dati che poi si concretizzano nelle stime del Def.

Dopo i dati dell’Istat ha preso un semplice foglio di calcolo e verificato che, per centrare il target, servirà ”un robusto quarto trimestre, con una crescita dello 0,43% congiunturale”. Un risultato a portata di mano visto ”lo stupefacente” dato della fiducia dei consumatori e delle imprese a tutto ottobre, che potrebbe ripetersi nei due ultimi mesi dell’anno.

Il Tesoro è convinto che il dato Istat, che è destagionalizzato, non colga alcuni aspetti della ripresa. Il primo è un dato tecnico. Tra luglio e settembre ci sono stati quattro giorni festivi. Il dato trimestrale li considera, ma – poichè cadono in un periodo di ferie – Barbieri si attende che questo emergerà, con un impatto positivo, sul dato annuale ”grezzo” che arriva a febbraio e che è quello su cui il governo fa le stime.

Ci sono poi i segnali di ripresa, forti, che arrivano dal settore servizi e dei quali la stima del Pil Istat non ha ancora potuto tener conto. ”E’ il fatturato dei servizi – spiega Barbieri – che viene diffuso a fine mese”.

In questo settore il tesoro ha visto gli andamenti ”più dinamici”. Si parla di turismo e trasporti. Gli ultimi dati di Federalberghi ha registrato un +3,5% di presenze estive, i caselli autostradali hanno visto passare più vetture e anche l’Expo, soprattutto nelle ultime settimane, ha visto crescere esponenzialmente i visitatori.

”Crediamo che la prima stima sarà aumentata a +0,3%, come è avvenuto nei due precedenti trimestri”, si spinge a prevedere l’ economista del Tesoro.

E’ il concetto che ripete poco dopo anche Renzi che però, è noto, appare allergico agli zero virgola. ”Sono tre trimestri che cresciamo ma dobbiamo fare molto di più. Saremo felici quando il Pil è al 2%”. Le insidie alla felicità da ripresa potrebbero solo arrivare dall’esterno perchè, un po’ ovunque, ”la ripresa economica è lenta”.

C’è l’impatto della frenata della Cina e del Brasile ma anche la caduta delle esportazioni in Russia (per l’embargo su molti prodotti), il rallentamento dei paesi Opec. Ma i consumi interni vanno bene e cosi, anche se il dato Istat non è stato entusiasmante ”non pregiudica gli obiettivi contenuti nelle stime annuali del governo”.

Anche sui conti pubblici: ”anche su questo fronte – spiega Barbieri – siamo on track, sulla strada, per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

(di Corrado Chiominto/ANSA)