Inviava foto nude online, arrestato agente della Casa Bianca

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NEW YORK. – I Secret Service americani finiscono di nuovo nella bufera per comportamenti poco ortodossi dei loro agenti. Uno dei membri del corpo di elite che si occupa della protezione del presidente degli Stati Uniti e della sua famiglia, e che era assegnato alla Casa Bianca, è stato arrestato per aver inviato, anche mentre era in servizio, foto nude di sé stesso a quella che pensava fosse una ragazzina di 14 anni. A riceverle era invece una poliziotta sotto copertura che lo ha incastrato.

Protagonista dell’ultimo grave episodio è l’agente Lee Robert Moore, 37enne di Church Hill, in Maryland: l’uomo si è costituito alla polizia dopo che è stata depositata una denuncia nei suoi confronti. Nel documento vengono citate una serie di chat online tra lui e una detective della polizia del Delaware che fingeva di essere una minore.

Inoltre, Moore è accusato di aver inviato una serie di foto di lui nudo alla poliziotta chiedendo di incontrarla per un rapporto sessuale. “Cosa ti renderebbe più nervosa: un giro in moto o fare sesso con me?”, recita uno dei messaggi spediti dall’agente alla finta minorenne.

In un altro, invece, l’uomo le chiede di mandargli qualcosa di “eccitante”, in una giornata in cui lamenta che “il lavoro fa schifo”. Secondo quanto confessato dallo stesso Moore, infatti, le foto e i messaggi sono stati inviati mentre si trovava in servizio alla Casa Bianca.

L’incidente è l’ultimo di una serie di scandali che hanno travolto i Secret Service negli ultimi anni compromettendone la reputazione. Tutto è iniziato nell’aprile del 2012, quando una decina di agenti e ufficiali sono stati scoperti mentre trascorrevano la notte con prostitute durante la visita del presidente Barack Obama a Cartagena, in Colombia.

Mentre lo scorso anno è ‘caduta la testa’ dell’ex direttore del corpo d’elite, Julia Pierson, che ha dato le dimissioni travolta dagli scandali dei suoi uomini.

Moore è stato accusato di aver tentato di inviare materiale osceno a una minore e se condannato, rischia fino a 10 anni di reclusione. Nel frattempo, l’agenzia ha fatto sapere che l’uomo è stato sospeso dal servizio e messo in congedo amministrativo a partire dal 6 novembre, lo stesso giorno che è stata segnalata la questione all’Ufficio per la responsabilità professionale.

(di Valeria Robecco/ANSA)

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