A Parigi l’11 settembre dell’Europa

Pubblicato il 14 novembre 2015 da redazione

Police officers gather outside the Bataclan concert venue in Paris, France, 13 November 2015. At least 149 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Police officers gather outside the Bataclan concert venue in Paris, France, 13 November 2015. At least 149 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

ROMA. – E’ l’undici settembre dell’Europa. Il cuore di Parigi colpito a ripetizione dal terrorismo islamico, gli attacchi militarmente coordinati nel centro della capitale francese segnano una escalation furiosa di una guerra dichiarata all’occidente che, in una notte parigina di novembre, ha forse passato un punto di non ritorno.

Ed ha anche segnato il passaggio della nuova terribile strategia dell’Isis che non guarda piu’ soltanto ai confini del suo califfato e alle guerre siriana e irachena, ma va all’attacco diretto dell’occidente, cosi’ come avevano fatto Al Qaida e Osama bin Laden.

E come era successo con l’attacco agli Usa di 14 anni fa, la comunità internazionale deve fronteggiare adesso qualcosa a cui non era preparata nonostante i tanti segnali che annunciavano l’arrivo di una tempesta perfetta del terrorismo.

Morti, ostaggi uccisi sangue freddo, kamikaze, bombe allo Stade de France e in un teatro: non ci sono precedenti nella Vecchia Europa. Nulla a che vedere con i precedenti attacchi a Parigi, alla metropolitana di Londra o alle stazioni di Madrid.

C’è qualcosa di tragicamente plastico e drammaticamente evidente nella giornata che si apre con l’attacco, e forse l’uccisione, a Jihadi John, il simbolo dell’orrore e della follia dell’Isis, e che si conclude con lo stesso orrore e e follia che si riproduce all’infinito nella città simbolo della civiltà europea.

L’Isis ha deciso di portare quell’orrore fuori dai confini delle guerre combattute a cavallo del confine tra Iraq e Siria. Ha lanciato una sfida diretta all’occidente andandolo a colpire nel cuore della Vecchia Europa. Un tragico, sanguinoso cambiamento strategico che non puo’ che far piombare l’Europa nella piu’ cupa disperazione e nello sgomento.

“I valori di liberté, egalité e fraternité non sono solo condivisi dal popolo francese, ma anche da noi”, ha detto Barack Obama, reagendo in tempo reale agli attacchi di Parigi e cogliendo, anche prima di molti leader europei, la curva tragica della storia che l’attacco alla capitale francese rappresenta.

Mentre ancora non sono chiari tutti i dettagli di quanto accaduto, il numero dei morti e degli attentatori, mentre la contabilità dell’orrore deve ancora essere chiarita, ci sono però alcuni elementi evidenti sui quali riflettere. Con tempestività e senza ulteriori rinvii.

Mentre uccidevano uno ad uno gli ostaggi nella sala concerti di Parigi i terroristi gridavano “Allah e’ grande”, secondo il racconto di un testimone. E i racconti sono quelli di una furia cieca ed omicida contro poveri innocenti inermi.

Nella terribile notte parigina che segnerà tragicamente la storia dell’Europa, la stessa povera Europa dovrà cominciare un nuovo percorso che la porti fuori dai tanti equivoci degli ultimi anni. E’ l’Europa che si e’ voltata dall’altra parte mentre il mondo cambiava, mentre le guerre trasformavano le primavere arabe in gironi danteschi e mentre in un sedicente califfato islamico nascevano e prosperavano i germogli dell’odio e del terrorismo.

Le parole di solidarietà, fratellanza, unione, nuova collaborazione, politiche comuni di sicurezza seguite agli ultimi attentati a Charlie Hebdo sono rimaste purtroppo quelle che erano: parole. La lotta al terrorismo è andata avanti a livello nazionale e senza una vera strategia unitaria europea.

Nella notte del dolore e del sangue, della Parigi devastata e ferita, l’Europa deve trovare dentro se stessa la forza, il coraggio, la determinazione e la volontà per ripartire. Questa volta senza rinvii, senza egoismi, senza titubanze.

Il segnale arrivato è molto chiaro. L’Europa dovrà adesso provare ad essere quella che dice di essere: un’Unione. E’ l’unica strada possibile di fronte ad un nemico impalpabile e spietato, senza scrupoli e senza pietà. L’undici settembre europeo è arrivato. Se ne può uscire soltanto tutti insieme.

(di Stefano Polli/ANSA)

Ultima ora

09:40F1: Australia, ultimo Gp vinto da Ferrari a Singapore 2015

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - La Ferrari non vinceva un Gran Premio di Formula 1 dal 20 settembre 2015 quando sul circuito di Singapore Sebastian Vettel vinse la sua terza gara al volante della Rossa. Nel 2016 la Rossa non aveva vinto nessun Gran Premio.

09:35F1:Australia,Vettel, oggi potevo guidare Ferrari per sempre

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''E' stato un Gp fantastico, è stato folle in senso positivo vedere tutte queste bandiere rosse, la macchina è divertente da guidare, è stata una giornata bellissima''. Parola di Sebastian Vettel sul podio di Melbourne tra una doccia di champagne, gli abbracci e le strette di mano con gli avversari. ''Noi ci siamo - ha detto il pilota tedesco della Ferrari - siamo qui per lottare. Abbiamo fatto un lavoro eccellente, la Ferrari ci permette di competere quest'anno, è molto divertente da guidare, oggi avrei potuto continuare a guidare per sempre''.

09:33Vettel esulta in italiano’grande Ferrari, è per noi’

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''Questa è per noi, grande Ferrari, grazie ragazzi''. Gioia ed esultanza targata Sebastian Vettel che appena tagliato il traguardo per primo del Gran Premio d'Australia si lascia andare parlando in italiano con il box ad una gioia irrefrenabile. Poi sceso dall'abitacolo salta come un grillo andando ad abbracciare i suoi meccanici dando il via alla festa della Rossa sul podio di Melbourne, nella prima gara della stagione di Formula 1.

09:32Usa: Pence, ‘lotta all’Obamacare continuerà’

(ANSA) - WASHINGTON, 26 MAR - La lotta all'Obamacare "proseguirà" per mettere fine a "un incubo e dare al popolo americano l'assistenza sanitaria che merita". E' quanto ha sottolineato il vicepresidente americano Mike Pence, intervenendo ad un incontro di imprenditori in West Virginia, all'indomani del fallimento del tentativo Gop di abrogare la legge di assistenza sanitaria voluta da Barack Obama che non è riuscito a raccogliere il sostegno repubblicano sufficiente per essere approvato alla Camera.

09:31Usa: si barrica su bus a Las Vegas e spara, un morto

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Un uomo su un autobus a due piani nella zona dei casinò di Las Vegas, ha estratto una pistola e ha cominciato a sparare, uccidendo una persona e ferendone un'altra per poi barricarsi all'interno per diverse ore prima di arrendersi ed essere arrestato dalla polizia. Le due persone colpite sono state portate in ospedale ma per una di loro non c'era più niente a fare, ha fatto sapere una fonte del University Medical Centermorto. Per ore, i negoziatori, robot e veicoli blindati hanno circondato il bus con le autorità incerte se ci fossero altre vittime all'interno. Nel frattempo, gli ufficiali hanno fatto evacuare i casinò vicini, mettendo in guardia i turisti e i passanti di allontanarsi dalla zona.

09:31F1: Australia, Giovinazzi chiude suo primo Gp al 12/o posto

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Il pilota italiano della Sauber Antonio Giovinazzi ha chiuso al dodicesimo posto il Gran Premio d'Australia, il primo della sua carriera in Formula 1. Dopo 6 anni di assenza, dai tempi di Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi l'Italia, l'Italia rivede un suo driver passare sotto la bandiera a scacchi di un Gp della massima serie. Chiude al quinto posto la Red Bull di Verstappen davanti alla Williams di Massa e alla Force India di Perez. Ottava posizione per la Toro Rosso di Sainz che ha preceduto il compagno di scuderia Kvyat e la Force India di Ocon. Ritirata l'altra Red Bull dell'idolo di casa Daniel Ricciardo e stessa sorte per la McLaren di Fernando Alonso.

09:26Usa: scontri tra pro e anti-Trump in California, 4 arresti

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Tafferugli tra i sostenitori e gli oppositori di Donald Trump su una popolare spiaggia della California del Sud. Il bilancio è di 4 arresti. Lo riferiscono i media statunitensi. Un gruppo di sostenitori di Trump ha improvvisato un corteo sulla spiaggia di Bolsa Chica. Un gruppetto di oppositori - tutti vestiti in nero - era nei pressi. Si è scatenata una battaglia a colpi di pugni e spray al peperoncino.

Archivio Ultima ora