Gli attentati di Parigi, l’Italia e l’Europa intrappolata

Pubblicato il 14 novembre 2015 da redazione

parigi3

ROMA – Continua a salire il bilancio di vittime e feriti dei tragici attentati di cui è stata teatro la capitale francese nel corso della scorsa notte. Si attestano ormai ad oltre 140 i morti ed almeno 200 i feriti, la metà dei quali in condizioni gravissime.

Mentre non hanno tardato ad arrivare all’Eliseo messaggi di cordoglio – da Washington, Mosca, Roma, Londra e Berlino – ciò che stupisce è l’inadeguatezza con cui l’Europa nel suo insieme, a fronte della ritrosia della Casa Bianca a cacciarsi nuovamente nel pantano mediorientale, affronta una crisi che l’investe in modo sempre più diretto e sanguinario.

Il senso di impotenza che attanaglia le cancellerie europee è emblema della stagnazione nella realizzazione concreta di un sistema di Politica Estera e di Difesa Comune, che appare sempre meno procrastinabile al netto del ruolo di cerniera che la nostra Unione rappresenta.

In tale scenario l’Italia ricopre inevitabilmente una parte di prim’ordine, vista la sua posizione geografica, il suo peso specifico nel consesso Europeo e l’impegno internazionale al fianco dei tradizionali alleati nella lotta al terrorismo.

Sembra dunque legittimo chiedersi se, coerentemente con quanto affermato dai gruppi affiliati allo Stato Islamico che hanno rivendicato l’attentato di Parigi, Roma ed il Giubileo indetto da Papa Francesco costituiranno il prossimo obiettivo dell’ondata di terrore che minaccia l’Occidente.

Senza lasciarci cogliere da fenomeni quali l’islamofobia e lo sciovinismo latente del Vecchio Continente, Bel Paese incluso, che rischiano di trasformare in nemici coloro che nemici non sono, occorre ripensare la nostra strategia nei confronti di un fenomeno che ha ormai assunto dimensioni globali.

Il Medio Oriente, espressione con la quale indichiamo una regione talmente intricata e oggetto di interessi quanto mai contrastanti, è sempre più preda di una instabilità profonda, le cui radici affondano prima nelle politiche delle potenze coloniali europee e poi nelle contingenze della Guerra Fredda.

L’insieme di conflitti che oggi la caratterizzano – in misura maggiore (Siria, Iraq, Libia) e minore (Egitto, Yemen, Afghanistan) – a sua volta proietta conflitti e frammentazione in tutte le aree circostanti, fino a lambire e penetrare nel suo dirimpettaio naturale, ovvero l’Europa.

Il nostro paese continua ad accogliere il fiume di essere umani che fugge da quei territori per cercare sicurezza e la possibilità di vivere lontano sì dalla propria patria, ma con la certezza di costruire un futuro migliore per le proprie famiglie. Con le migliori intenzioni, abbiamo appoggiato la deposizione di dittatori quali Saddam Hussein e Mohammed Gheddafi, ed ora facciamo lo stesso con Bashar al-Assad, pianificando forse con troppa leggerezza gli effetti del nostro intervento.

A seguito delle Primavere Arabe supportate dall’Alleanza Atlantica, difatti, la Siria e l’Iraq non possono più considerarsi Stati, vista la proclamazione del Califfato nell’estate dell’anno scorso proprio a cavallo del confine tra queste due nazioni, mentre la Libia ha visto inasprirsi il conflitto civile per la successione al potere.

Il dato paradigmatico è che in ognuno dei teatri di guerra mediorientali ciascun attore gioca la propria partita, che confluisce e si interseca con vecchie e nuove rivalità, fino a determinare il caos che dà la cifra di quanto la risposta della comunità internazionale si sia rivelata inefficace.

Alla luce degli attentati in Francia e dei timori della loro possibile riedizione in capitali come Londra e soprattutto Roma, è giunto dunque il momento di adottare a livello europeo una linea univoca ed unitaria, che convogli il potenziale della nostra Unione per arginare una crisi che si aggrava ogni giorno di più, fino a limitare la libertà ed i valori fondamentali alla base dell’idea stessa di Europa.

Ciò non significa permettere la perpetrazioni di sistematiche violazioni dei diritti umani ad opera di reggimi autoritari e dittatoriali, bensì costruire un asse europeo abbastanza coeso da imprimere una svolta decisiva al riassetto politico di una regione fondamentale per la sicurezza del nostro paese e financo degli equilibri continentali.

(Lorenzo Di Muro/Voce)

Ultima ora

01:29Calcio: De Biasi, addolorato per i petardi dei nostri tifosi

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "Sono addolorato per il lancio di petardi e fumogeni di alcuni nostri tifosi: mai avrei pensato di vedere una cosa del genere". Sono le parole di Gianni De Biasi, ct italiano dell'Albania, dopo la sconfitta di Palermo contro gli azzurri e lo stop di 8' alla partita per il lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi albanesi. "Mi è dispiaciuto tantissimo per il lancio di fumogeni - aggiunge - Mi ha fatto vedere un'altra realtà, che non conoscevo. Sono molto deluso da questo evento. Non so cosa sia successo, mi sembra così assurdo, non so spiegarla. Da cinque anni sono in Albania e all'Europeo i nostri tifosi si erano distinti per quanto di bello avevano fatto. Sono deluso, soprattutto se queste cose accadono davanti agli occhi del mondo, ad una platea così vasta. Ho sempre cercato di "vendere" sempre l'Albania in un certo modo, per questo sono ancora più seccato. Se farò valutazioni con il presidente della Federcalcio? A 60 anni ho imparato a non fare valutazioni immediate".

01:15Calcio: Ventura, non esaltanti ma piccolo passo avanti

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "Anche in una serata non esaltante, abbiamo fatto un piccolo passo avanti": Giampiero Ventura analizza così la vittoria dell'Italia sull'Albania, nelle qualificazioni ai Mondiali 2018. "Sta nascendo qualcosa di importante per il futuro della Nazionale - ha detto il ct azzurro a RaiSport - Quando capiranno le cose che possono fare, a questi ragazzi si aprirà un mondo nuovo". "A parte il primo tiro, l'Albania non ci ha mai messo in difficoltà - ha aggiunto Ventura - e noi ogni, volta che andavamo davanti, potevamo essere pericolosi. Nel secondo tempo siamo cresciuti in maturità". Infine, una valutazione su Verratti: "La partita di stasera dice che non hanno senso le questioni se deve giocare in un centrocampo a due o a tre: ha fatto una grande partita".

00:26Calcio: Mondiali 2018, Italia-Albania 2-0

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - L'Italia batte 2-0 l'Albania in una gara del gruppo G di qualificazioni ai Mondiali. Al Barbera di Palermo, decidono i gol di De Rossi su rigore al 12' (con il centrocampista della Roma che spiazza il laziale Strakosha) e di Immobile al 71' con un colpo di testa da posizione ravvicinata ma decentrata, su cross dalla destra di Zappacosta. Al 57' la partita è stata sospesa per 8 minuti a causa del lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi. Le altre gare del girone: Spagna-Israele 4-1 (13' Silva, 46' pt Vitolo, 51' Diego Costa, 76' Refaelov, 88' Isco); Liechtenstein-Macedonia 0-3 (43' Nikolov, 68' e 73' Nestorovski). In classifica, Spagna e Italia restano appaiate in vetta con 13 punti e proseguono il testa a testa per il primo posto. Entrambe hanno un solo pareggio (nello scontro diretto a Torino), ma gli iberici sono avanti per differenza reti: +17 (19 gol fatti e 2 subiti) contro il +9 degli azzurri (13-4). Si qualifica direttamente solo la prima, la seconda va allo spareggio.

23:57Calcio: Italia-Albania, stop di 8′ per petardi e fumogeni

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Italia-Albania, partita di qualificazione ai Mondiali in corso al Barbera di Palermo, è ripresa dopo circa 8' di stop: al 57' infatti, sul risultato di 1-0 per gli azzurri, l'arbitro sloveno Vincic aveva mandato le due squadre negli spogliatoi per il ripetuto lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi albanesi. La partita era stata disturbata allo stesso modo già nel primo tempo, in occasione del rigore che ha portato l'Italia sull'1-0 al 12', e lo speaker dello stadio aveva lanciato un appello. Così come, al nuovo episodio di intemperanze nella ripresa, aveva fatto il capitano dell'Albania Ansi Agolli andando sotto il settore dei propri tifosi.

23:41Moto: Rossi, io indietro ma forse sono sulla strada giusta

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Piloti della MotoGp in difficoltà, nella seconda giornata di prove libere del Gran Premio del Qatar, a causa del grip della pista peggiorato rispetto a ieri. "Dobbiamo migliorare l'entrata in curva - dice Valentino Rossi a Sky Sport - In Fp2 il grip posteriore era sì faticoso, ma tutto sommato andavo bene. Invece nella Fp3 le condizioni sono peggiorate, con la pista più sporca. Ho avuto un problema al sensore di un ammortizzatore che non abbiamo potuto risolvere come si doveva. Non abbiamo lavorato bene quest'inverno, siamo un po' indietro, ma forse abbiamo imboccato la strada giusta". "Possiamo migliorare, soprattutto sul grip posteriore - spiega il compagno di squadra di Rossi nella Yamaha, Maverick Vinales - Oggi la pista era diversa. La mia scivolata? Sono solo finito su parte più sporca, nulla di grave". "Oggi si faceva più fatica - concorda il campione del mondo Marc Marquez - Noi abbiamo cambiato troppo la moto, perdo soprattutto nell'uscita di curva. Il passo gara? Si può fare meglio...".

23:05Trump: repubblicani ritirano riforma sanitaria

(ANSA) - WASHINGTON, 24 MAR - I repubblicani, a corto di voti, ritirano il loro disegno di legge per la riforma sanitaria che doveva sostituire l'Obamacare. Secondo fonti della Cnn, sarebbe stato Trump a chiedere tale mossa. Il voto previsto alla Camera dei Rappresentanti è quindi annullato. Secondo fonti del Congresso, lo speaker della Camera, Paul Ryan ha chiamato il presidente Donald Trump mezz'ora prima del voto e il presidente gli ha chiesto di ritirare il disegno di legge repubblicano con cui l'Amministrazione e molti repubblicani volevano sostituire l'Obamacare. Ma Trump, commentando sul Washington Post e il New York Times, si mostra ottimista: "Ora avanti sulle tasse. E quando l'Obamacare esploderà, allora forse i democratici apriranno su un accordo". E Ryan ha invece commentato: "Oggi è un giorno deludente per noi", "abbiamo deluso le aspettative".

23:04Juve-tifo:Agnelli in atti,davamo retta a chi stava con Conte

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Il rapporto tra la Juve e Rocco Dominello nasce - stando ad alcune intercettazioni agli atti dell'inchiesta della magistratura di Torino delle quali l'ANSA ha preso visione - a seguito delle richieste dell'allora tecnico bianconero Antonio Conte di "gestire la curva". In una telefonata del 5/8/206 tra Andrea Agnelli e il suo avvocato Chiappero, il presidente Juve ricostruisce l'inizio di una vicenda che lo ha portato ad essere deferito dal procuratore Figc e messo sotto la lente d'ingrandimento dell'Antimafia. Agnelli dice: "E poi, ribadisco che lui (Dominello) si accompagnava a Germani, e Germani era pappa e ciccia con Conte...La pressione che metteva Conte la conosci anche tu, a chiunque stesse vicino a Conte noi gli davamo un po' più retta". Quindi, dice Agnelli, "se Germani sta vicino a Conte, Dominello sta vicino a Germani, noi diamo più retta a questo. Perchè noi ci abbiamo voglia? No, perchè poi la curva fa casino, non siete capaci di gestire un c.., cioè non devo spiegare a te come ragiona Antonio"

Archivio Ultima ora