Ue blinda frontiere esterne. Bruxelles vuole gli 007 europei

Pubblicato il 20 novembre 2015 da redazione

French customs control and check a car coming from Italy at the Franco-Italian border in Menton, southeastern France, Friday, Nov. 13, 2015. (ANSA/AP Photo/Lionel Cironneau)

French customs control and check a car coming from Italy at the Franco-Italian border in Menton, southeastern France, Friday, Nov. 13, 2015. (ANSA/AP Photo/Lionel Cironneau)

BRUXELLES. – L’Europa blinda le sue frontiere esterne dopo gli attacchi kamikaze di Parigi, con controlli sistematici e coordinati anche per i cittadini Ue, nel tentativo di stringere le maglie sul fenomeno dei foreign fighters, arma letale in mano all’Isis, mentre il commissario Dimitris Avramopoulos, si spinge “un passo oltre” e al consiglio straordinario Interni-Giustizia Ue lancia “l’idea ideale” di “un’agenzia di 007 europei”, obiettivo su cui cominciare a lavorare, “gettandone le basi”.

Ma sul progetto di un’agenzia di intelligence comunitaria Berlino e Parigi tirano il freno a mano. “Non siamo pronti a cedere sovranità su questo punto. Piuttosto dobbiamo fare in modo che i singoli Paesi collaborino di più”, mette in guardia il tedesco Thomas de Maiziere. “Per un’agenzia serve tempo. E qui di tempo non ce n’è. Ciò che si può fare è rafforzare al massimo la cooperazione”, avverte il francese Bernard Cazeneuve.

E il coordinatore antiterrorismo Ue Gilles De Kerchove, che si dice niente affatto stupito per quanto accaduto a Parigi, ricordando i suoi inascoltati appelli fin dal 2013 sulla pericolosità dei foreign fighter, chiarisce: un’agenzia di 007 Ue “nell’attuale contesto legale non è fattibile” perché l’intelligence è di competenza degli Stati, oltre al fatto che “i Paesi più grandi non sono interessati”.

Intanto il ministro Alfano propone di replicare a livello comunitario il modello del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che in Italia “sta dando risultati”. Quello che è certo, spronano De Kerchove e Avramopoulos, è che occorre una maggiore condivisione del lavoro delle intelligence, anche per rendere davvero efficace la stretta dei controlli alle frontiere. E citano un esempio su tutti: solo 5 Paesi su 28 partecipano al ‘focal point’ di Europol sui foreign fighter, fornendo il 50% delle informazioni.

Quanto alla stretta sulle frontiere esterne, il capo del Viminale la definisce “un indurimento pesante” ma “necessario”. “Tutti i cittadini europei saranno controllati in entrata e in uscita”. Non saranno tenuti solo a mostrare il proprio documento, ma verranno sottoposti anche ad un controllo di polizia su nome e posizione giudiziaria sulla base di banche dati interconnesse.

Dal canto loro invece Francia e Germania manterranno i controlli anche ai confini interni fino a quando la crisi terrorismo non si sarà normalizzata. In realtà i controlli sistematici alle frontiere esterne per i cittadini Ue, erano già possibili da febbraio. La decisione era stata presa dopo l’attacco a Charlie Hebdo, ma molti Stati non li hanno messi in atto, visti anche i costi elevati per l’acquisto dei macchinari necessari per eseguirli.

Per questo motivo la Francia, col sostegno degli altri Paesi, ora preme sulla Commissione affinché presenti una revisione mirata dell’articolo 7.2 del Codice Schengen, entro fine anno, per renderli obbligatori. Ma in questo caso è l’esecutivo di Bruxelles a frenare, nel timore che “mettere mano al codice Schengen sia come aprire un vaso di Pandora”.

Qualche passo avanti sembra all’orizzonte anche sul fronte del Pnr, il registro sui passeggeri dei voli su cui da anni Commissione e Consiglio battagliano col Parlamento Ue. Un accordo sembra possibile già per il prossimo consiglio Interni e Giustizia di inizio dicembre. Dovrà includere i voli intra-Ue e i dati dovranno essere conservati almeno per un anno. “La reazione collettiva per la lotta al terrorismo deve essere implacabile. L’Europa esca dagli indugi o si perderà”, avverte Cazeneuve.

(di Patrizia Antonini/ANSA)

Ultima ora

09:52Afghanistan: attaccata sede di Save The Children

(ANSA) - KABUL, 24 GEN - Un commando armato ha attaccato oggi la sede della ong Save The Children a Jalalabad City, capoluogo della provincia orientale afghana di Nangarhar, causando un bilancio provvisorio di almeno undici feriti. Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all'ingresso dell'edificio che ospita l'organizzazione, permettendo al commando di penetrare all'interno. La tv Tolo ha precisato che l'attacco è avvenuto intorno alle 9 locali (le 5,30 italiane) e, citando il portavoce del governo provinciale Attaullah Khoghyani, ha aggiunto che è in corso uno scontro a fuoco fra i militanti e le forze di sicurezza. Tre dei cinque membri del commando sono stati uccisi dalle forze speciali, ha reso noto via twitter Yousuf Saha, capo ufficio stampa dell'ex-presidente Hamid Karzai. Fondata 98 anni fa e basata a Londra, Save The Children è una ong internazionale che promuove i diritti dei bambini portando aiuto ad essi nelle zone più povere dei Paesi in via di sviluppo

07:51Venezuela: Maduro, agli ordini popolo se mi vuole candidare

(ANSA) - CARACAS, 23 GEN - Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto oggi che è "agli ordini delle forze rivoluzionarie" se lo vogliono proporre come "candidato della patria" per le elezioni presidenziali che si svolgeranno entro la fine del prossimo mese di aprile, secondo quanto deciso oggi dall'Assemblea Costituente. "Io sono solo un umile lavoratore, un operaio del popolo, ma se il Psuv e il Grande Polo Patriottico (partito e coalizione di governo, Ndr), se i lavoratori, le donne e i giovani pensano che io debba essere il candidato della patria delle forze rivoluzionarie, allora io sono agli ordini per una candidatura presidenziale", ha detto Maduro alla stampa. L'erede di Hugo Chavez ha aggiunto che "in questo modo Venezuela dice al mondo che più ci imporranno sanzioni e più convocheremo elezioni" perché nel suo paese "non decide Donald Trump né le elite dominanti dell'Unione Europea, non decidono gli imperi, decide il popolo".

06:20Libia: attentato Bengasi, sale a 27 bilancio morti

(ANSA) - BENGASI, 24 GEN - E' salito ad almeno 27 morti il bilancio delle esplosioni provocate ieri sera da due autobomba davanti ad una moschea a Bengasi. I feriti sono oltre 30. Il portavoce delle forze militari e della polizia della città, il capitano Tarek Alkharraz, ha detto che la prima autobomba e' esplosa nel quartiere di Salmani verso le 8:20 ora locale (le 7:20 in Italia) e la seconda mezz'ora più tardi, mentre i residenti ed il personale medico evacuavano i feriti.

23:26Vino adulterato: pm chiede rinvio a giudizio per 9 persone

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - Commercializzavano vino di bassa qualità, adulterato con l'aggiunta di alcol, che poi veniva venduto come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Al termine dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, il pm Giulio Monferini ha chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone. Il gip Fabio Frangini ha fissato la prima udienza il 5 aprile. L'inchiesta, avviata nel 2015, portò all'arresto di 3 persone (poi ai domiciliari) mentre altre 7 vennero iscritte nel registro degli indagati. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere per frode in commercio alla contraffazione di marchio e origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio. Il vino dopo essere adulterato veniva imbottigliato in un'azienda di Empoli, dove poi erano apposte false etichette prima di inviarlo a dei depositi in Lazio e Emilia Romagna. Da qui partiva per l'estero, in particolare per il Costa Rica.

23:15Fotografia: ‘Sangue bianco’,leucemia raccontata con immagini

(ANSA) - SIENA, 23 GEN - Immagini in mostra, accompagnate dalle parole di un libro, per raccontare la vita con la leucemia. E' 'Sangue bianco', esposizione della fotografa Marta Viola al via dal 2 febbraio alla galleria Seipersei di Siena. Poco più di un anno dopo il trapianto, Viola ha documentato con una serie di scatti la sua esperienza con la malattia, componendo una sorta di personale diario visivo, arricchito da pensieri messi nero su bianco. "La fotografia e la scrittura sono stati i mezzi utilizzati per vivere le mie giornate dopo la diagnosi di leucemia acuta mieloide - spiega Marta -. Inizialmente l'idea di fotografare si è imposta a causa di un disturbo visivo: tra i vari effetti della malattia c'erano anche fluorescenze e sfocature. Ho pensato di fare foto ogni volta che intravedevo qualcosa che mi incuriosiva, così avrei avuto modo di vederlo bene quando sarei stata meglio". Fotografa professionista, classe 1986, Viola lavora per cooperative sociali e associazioni, oltre che nel campo della comunicazione.

21:56Consiglio Liguria unito nel dire sì all’autonomia

(ANSA) - GENOVA, 23 GEN - Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all'unanimità dei votanti (Rete a sinistra /LiberaMente Liguria, gruppo di opposizione, non ha partecipato al voto) una risoluzione per chiedere una maggiore autonomia della Liguria dallo Stato. Il documento, sottoscritto da maggioranza e opposizione, impegna la Giunta Toti a "proseguire il confronto con il Governo per definire i contenuti di un'intesa, con il coinvolgimento del Consiglio regionale". "Abbiamo approvato all'unanimità il documento sull'autonomia - dice il governatore Giovanni Toti - Siamo in marcia, tutti insieme, verso un futuro di maggiore efficienza, libertà e vicinanza della politica ai cittadini". "Prendiamo atto della mancanza di volontà da parte di Toti a dare la parola ai cittadini attraverso un referendum sull'autonomia", commenta il M5S. Il Pd ha espresso soddisfazione per "l'approvazione all'unanimità di una sua mozione sull'autonomia finanziaria dei porti liguri che consentirà di finanziare opere infrastrutturali strategiche".

21:48Strage bus ungherese su A4:presentata denuncia contro ignoti

(ANSA) - VERONA, 23 GEN - Una piastra di ferro in disuso, con pezzi sporgenti, che sarebbe stata presente sull'autostrada al di la' del guardrail, è l'elemento che ha portato l'Associazione Italiana familiari vittime della strada a presentare in Procura a Verona una denuncia contro ignoti, per disastro colposo, in relazione all'incidente del 20 gennaio 2017 che vide 16 studenti ungheresi morire nel rogo del loro pullman. Basandosi su un documento redatto da esperti ungheresi, sarebbero state individuate - sostiene l'Aifvs - presunte responsabilità "da parte del gestore del tratto autostradale, dei progettisti e dei manutentori". Stando a questa ipotesi, la piastra di ferro in disuso, presente sul luogo dell'incidente, potrebbe aver causato l'esplosione degli pneumatici del bus, che contribuì a modificarne la traiettoria in uscita di strada, portandolo a schiantarsi contro il pilone della A4 e incendiandosi. Per quel disastro è indagato per omicidio stradale l'autista del pullman, un 52enne ungherese, che sopravvisse all'incidente.

Archivio Ultima ora