Giubileo ai tempi dell’Isis, da lunedì piano sicurezza Roma

Pubblicato il 20 novembre 2015 da redazione

sicurezza-Giubileo

ROMA. – Duemila uomini in strada, pattuglie anche sugli autobus e controlli elettronici nei principali luoghi a rischio attentati, da San Pietro allo stadio Olimpico, passando per il Colosseo, oltre alla già annunciata no-fly zone sull’intera città di Roma.

Da lunedì partirà l’imponente piano di sicurezza varato da questore e prefetto della Capitale in vista dell’apertura di quello che lo stesso Nicolò D’Angelo ha definito il “Giubileo ai tempi dell’Isis”. Un faldone top secret da 200 pagine che predispone l’intera attività delle forze dell’ordine durante i dodici mesi dell’Anno Santo della Misericordia.

“Questa è una sfida che si vince con un gioco di squadra, del quale fanno parte tutti”, il messaggio lanciato dal questore durante la presentazione dell’ordinanza sul piano sicurezza. Da lunedì, dunque, saranno intensificati i controlli praticamente dovunque, ma in particolare sulle vie di accesso in città da parte dei pellegrini e sui principali luoghi di ritrovo, dallo stadio alle arene per i concerti, fino alle piazze della movida, dove il questore non esclude attività di perquisizione “qualora fosse necessario”.

Saranno implementati ed aumentati i servizi di videosorveglianza, mentre la città sarà divisa in tre zone concentriche, da quella più esterna a quella di “massima sicurezza”. E ai duemila uomini al lavoro nella quotidianità dell’Anno Santo, se ne aggiungeranno altri durante gli eventi considerati più a rischio, come “l’esposizione della salma di Padre Pio o la santificazione di Madre Teresa di Calcutta”, come sottolinea D’Angelo.

Da prefetto e questore arriva anche un messaggio diretto alla stampa, chiamata a “verifiche serie, senza strumentalizzare e allargare notizie false”. Un appello giunto proprio mentre il premier Matteo Renzi – che ieri ha inaugurato il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito – si affrettava a smentire il presunto allarme che nelle ultime ore girava sui telefonini attraverso Whatsapp.

“Il livello di guardia era già stato innalzato dopo il primo attentato di Parigi (a Charlie Hebdo, ndr) – sottolinea il questore – in questi mesi abbiamo messo in campo tutte le risorse di cui disponiamo facendo un lavoro di intelligence anche attraverso un maggiore flusso informativo con i partner nazionali ed europei interessanti nell’anti-terrorismo”.

“Nessuno nega che il nostro paese sia un possibile obiettivo – ribadisce il prefetto Gabrielli -. Ma un conto è la minaccia, un conto è che le cose possano poi verificarsi”. Ed ieri Roma ha dovuto fare i conti con gli ennesimi falsi allarmi che hanno bloccato la metropolitana per due volte, e mandato nel panico San Giovanni dove un medico ha detto di aver visto un uomo armato all’ingresso dell’ospedale.

“Così a Roma si rischia il caos. Roma è a rischio caos per i troppi allarmi – fa notare il Codacons -, meglio celebrare il Giubileo nelle chiese di tutto il mondo senza la massa di fedeli nella Capitale”.

(di Domenico Palesse e Luca Laviola/ANSA)

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