Bruxelles in allerta massima, operazione a Grand Place

Belgian security forces during a police operation in Brussels, Belgium, 22 November 2015. EPA/OLIVIER HOSLET
Belgian security forces during a police operation in Brussels, Belgium, 22 November 2015. EPA/OLIVIER HOSLET
Belgian security forces during a police operation in Brussels, Belgium, 22 November 2015. EPA/OLIVIER HOSLET

BRUXELLES. – La minaccia resta “seria e imminente” a Bruxelles, e il Belgio mantiene l’allerta al massimo livello, cioè 4. Subito dopo la conferma, verso le 19.30, la polizia entra in azione vicino alla Grand Place, transennando un ampio perimetro, sbarrando strade e ordinando ai clienti dei ristoranti e di un hotel Radisson di restare dentro e ai residenti di stare lontani dalle finestre.

Alcuni postano su twitter le foto dell’ ‘assedio’. Nel perimetro transennato con nastro adesivo giallo gli obiettivi ‘sensibili’ sono numerosi, includono stazioni di polizia, hotel, ristoranti, monumenti, la stessa sede della municipalità. Alle 21 l’operazione era ancora in corso, le strade deserte, poliziotti e soldati in pattugliamento.

Oggi scuole, asili, università e uffici pubblici saranno chiusi, metro e tram sotterranei fermi, centri commerciali serrati, tutti gli eventi aperti al pubblico annullati. Un inedito per il Belgio, una situazione eccezionale dettata dalla gravità della situazione, con un terrorista in fuga pronto a farsi esplodere aiutato da parecchi complici, forse una decina.

Il Governo belga e l’antiterrorismo temono ancora “offensive a più riprese contro molteplici obiettivi”, soprattutto quelli affollati, esattamente con a Parigi. E non hanno intenzione di correre rischi, nonostante ammettano di essere consapevoli dei danni “economici e professionali” che tali misure estreme hanno come conseguenza. La capitale d’Europa continua dunque ad essere ‘chiusa per Isis’, e solo le istituzioni europee lavoreranno come al solito.

Non c’è una minaccia specifica contro di loro, quindi apriranno ai dipendenti rafforzando solo la sicurezza esterna. Ma per tutti gli altri, la vita dopo il weekend di paura non riparte. I dipendenti pubblici resteranno a casa, e per gli altri, come ad esempio le banche, i datori di lavoro si stanno attrezzando per consentire il telelavoro.

Il premier Charles Michel non nasconde la difficoltà della situazione che di fatto paralizza la capitale. Ma, dopo aver presieduto il gabinetto anticrisi, non ha esitazioni: “La minaccia è considerata seria e imminente, temiamo attacchi simili a Parigi da più individui contro più obiettivi”.

L’allerta sarà rivista nuovamente oggi pomeriggio ma nel frattempo restano in piedi le misure eccezionali, a partire dal massiccio dispiegamento di polizia ed esercito che pattugliano tutte le deserte strade di Bruxelles, presidiano i pochi negozi aperti, pronti ad entrare in azione. E infatti nel corso della giornata sono diverse le operazioni di polizia.

La più importante nella Grand Place, con la polizia che ha chiesto ai clienti di alcuni ristoranti di restare dentro, allontanandosi dalle finestre, mentre nel poco distante hotel Radisson è stato chiesto di chiudersi nelle stanze per consentire i controlli dell’area. Ma finora, nessun nuovo elemento è emerso.

La caccia resta sempre al ricercato numero uno, Salah Abdeslam, e ai suoi complici, che sarebbero una decina. Tra i sospetti potrebbe esserci anche un sospetto jihadista britannico, indicato come sodale del boia ‘Jihadi John’ e ricercato da Londra, che avrebbe usato i suoi stessi contatti belgi per nascondersi a Bruxelles.

Il ministro degli Interni Jan Jambon conferma che si cercano “molteplici sospetti, è per questo che abbiamo messo in campo una simile concentrazione di risorse”. All’indagine si lavora 24 ore su 24, assicura il premier Michel. Utilizzando ogni mezzo, forse anche suo fratello Mohamed, che oggi ha rilasciato interviste a tutte le tv belghe e straniere, chiedendo di nuovo a Salah di consegnarsi, perché la famiglia preferisce vederlo “in prigione piuttosto che al cimitero”.

Ma di Salah e dei suoi ignoti complici, e del tipo di attacco che sono in grado di sferrare, non si sa nulla. E il Governo chiede il massimo riserbo.

(di Chiara De Felice/ANSA)