Parte il piano sicurezza per il Giubileo, Roma blindata

Carabinieri a cavallo all'esterno del Colosseo nell'ambito del piano sicurezza anti terroristico per il Giubileo. Roma 23 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI
Carabinieri a cavallo all'esterno del Colosseo nell'ambito del piano sicurezza anti terroristico per il Giubileo. Roma 23 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI
Carabinieri a cavallo all’esterno del Colosseo nell’ambito del piano sicurezza anti terroristico per il Giubileo. Roma 23 novembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – Roma si blinda per quello che passerà alla storia come il Giubileo ai tempi dell’Isis. Scatta nella Capitale il piano sicurezza intensificato dopo gli attentati di Parigi. Da ieri la Città Eterna è sorvegliata speciale: più controlli non solo in centro ma anche in periferia, aumenta la presenza di militari e forze dell’ordine e dall’8 dicembre no-fly zone, divieto di sorvolo per gli ultraleggeri e misure ‘anti-droni’.

E nel giorno dell’esordio non è mancato un allarme bomba che ha tenuto ancora una volta i romani col fiato sospeso. Dall’alba è operativa l’ordinanza che rafforza ulteriormente i controlli in città, a due settimane dall’inizio del Giubileo.

Quindici giorni di “prova generale” per le forze dell’ordine la cui presenza a Roma aumenterà notevolmente: dopo gli attacchi terroristici di Parigi si punta ad alzare l’asticella della percezione della sicurezza in città.

Per questo nella Capitale saranno impiegati duemila uomini, a presidiare non solo gli oltre mille obiettivi sensibili e gli eventi considerati a rischio, ma anche autobus e metropolitane. Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri – inoltre Atac, la municipalizzata che si occupa di trasporti nella Capitale – ha rafforzato la sua sicurezza predisponendo oltre 3.000 telecamere e centinaia di sensori anti-intrusione.

Ovviamente ‘sorvegliati speciali’, dopo gli allarmi lanciati anche dall’Fbi, saranno piazza San Pietro, la sinagoga e il ghetto ebraico ma anche i monumenti più importanti come Colosseo e Fontana di Trevi. E dopo le stragi nella Ville Lumiere un’attenzione particolare sarà rivolta anche ai luoghi di ritrovo con “controlli serratissimi”, ha assicurato il questore Niccolò D’Angelo, nelle piazze della movida.

Ma la militarizzazione della città a poco serve contro l’ Isis, anzi “sarebbe una sconfitta”. Ne è convinto il prefetto Franco Gabrielli. “La battaglia contro il terrorismo – spiega – non si vince o si perde per la presenza in strada di agenti in divisa o militari che presidiano ma per il sistema di sicurezza nel suo complesso che vede l’attività non visibile come la principale”.

Si punta quindi a lavorare tantissimo di intelligence per prevenire qualsiasi tipo di attentato. E per questo “nulla deve essere sottovalutato” ci tiene a precisare Gabrielli. Tanto che, precisa lo stesso prefetto, sono stati messi a punto dispositivi “contro attacchi Nbcr”.

Proprio ieri mattina si è registrato un altro falso allarme bomba: il Traforo in via Nazionale, nel centro di Roma, è stato chiuso dalle forze dell’ordine dopo la segnalazione di una borsa sospetta ma i controlli sono stati negativi. “Ci possono essere 100 falsi allarmi. E poi il centunesimo si rivela vero. Non potendolo sapere io non mi sognerò mai di dire alla forze di polizia di non vagliare e verificare tutto” dice Gabrielli che si scusa con romani e turisti per i disagi che il sistema sicurezza può causare.

E li avvisa anche che con il passare del tempo si assisterà ad un’escalation di allarmi. “Le misure sono molto più stringenti ma non cambierà nulla dal punto di vista delle libertà e dei diritti dei cittadini” assicura Gabrielli.

(di Davide Muscillo/ANSA)

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