Putin autorizza l’importazione dell’uranio arricchito dall’Iran

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TEHERAN. – Gas, uranio arricchito e lotta all’Isis. Si rafforza ancora e su più fronti l’asse Mosca- Teheran, con il presidente russo Vladimir Putin ospite d’onore al summit dei Paesi esportatori di gas, oltre che impegnato in un lungo incontro con la Guida suprema Ali Khamenei.

Fonti ufficiali russe intanto hanno annunciato che, in attuazione dell’accordo sul nucleare del 14 luglio, Putin aveva firmato il decreto che autorizza l’importazione da Teheran di uranio arricchito, permettendo così all’Iran di liberarsi delle sue scorte in eccesso (fino al 98% secondo l’accordo), in cambio di uranio naturale per la prosecuzione della sua attività di arricchimento dell’uranio (fino alla soglia del 3,67%).

Lo stesso decreto autorizza inoltre le società russe a esportare in Iran tecnologia nucleare anche per modificare le centrifughe dell’impianto sotterraneo di Fordo, destinato – sempre secondo l’intesa – a diventare un centro di ricerca. Mosca inoltre aiuterà Teheran anche nella ristrutturazione del rettore ad acqua pesante di Arak – operazione che, ha annunciato sempre ieri il portavoce dell’Agenzia atomica iraniana Behrouz Kamalvandi, durerà almeno cinque anni.

Khamenei, nel suo incontro con Putin di inattesa durata (un’ora e mezza), ha elogiato il ruolo svolto dalle Russia proprio nei negoziati sul nucleare con le altre potenze del ‘5+1’, in contrasto con la scarsa fiducia da lui ribadita a proposito degli Usa. Ma ha anche elogiato il presidente russo per la sua statura “di grande rilievo nel mondo attuale” e la capacità di “neutralizzare” i piani di Washington, che cercano il dominio in Siria per dominare l’intera regione”, minacciando tutti e “in particolare Russia e Iran”.

Khamenei ha parlato con Putin della crisi siriana. Per dire che “gli Usa non possono ignorare il voto siriano” per Assad e che ogni soluzione per la Siria deve “avere il consenso” del popolo e delle autorità siriane. E ricevere in cambio da Putin, si legge sull’account twitter della Guida, l’elogio all’Iran come “alleato affidabile”, e la conferma che Mosca e Teheran devono cooperare per una soluzione politica in Siria.

Un incontro storico quello di Putin con la massima autorità politica e religiosa della Repubblica islamica, suggellato dal dono a Khamenei di una copia del più antico manoscritto del Sacro Corano conservato in Russia.

Mentre tra lui e Rohani, già incontrato due volte quest’anno, vi è anche stato un cenno di confidenziale intesa – in merito alla traduzione in inglese – durante il discorso di Putin al summit sul gas. Rohani aveva aperto l’incontro con i rappresentanti di 22 Paesi (fra cui Bolivia, Nigeria, Venezuela e Iraq), invitandoli a partecipare a progetti comuni.

Il suo ministro del Petrolio, Bijan Namdar Zanganeh, ha annunciato che l’Iran punta a diventare un ‘hub’ regionale del gas, facendo anche da riferimento per la fissazione dei prezzi, e che per questo si propone di privilegiare i contratti di vendita limitati ed a breve termine.

“Vediamo nella Russia un partner strategico e di lungo termine”, ha detto ancora Zanganeh. Ma anche Mosca ha grandi piani per il suo gas, come quelli annunciati da Putin per aumentare il proprio export verso l’Asia fino a 128 miliardi di metri cubi l’anno, e di triplicare le vendite di gas liquefatto sul mercato mondiale. E ha esortato a non abbandonare la pratica dei contratti a lungo termine e della clausola del ‘take or pay’ nel mercato del gas nell’interesse della stabilità del settore e per attrarre investimenti.

(di Luciana Borsatti/ANSA)

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