Da Macri un omaggio agli immigrati giunti d’oltreoceano

Pubblicato il 23 novembre 2015 da redazione

Mauricio Macri, presidente electo.

Mauricio Macri, presidente electo.

BUENOS AIRES. – Sono bastati pochi minuti nel suo primo discorso quale presidente eletto a far ricordare a Mauricio Macri le proprie origini italiane, anzi, calabresi, grazie al padre, uno dei tanti immigrati sbarcati a Buenos Aires ai tempi in cui “si attraversava l’Oceano senza Facebook o Twitter”.

Nella ‘fiesta’ organizzata nel bunker di ‘Cambiemos’, la coalizione con la quale ha vinto il ballottaggio, tra musica, balli e palloncini con la scritta ‘Mauricio presidente’, Macri ha ringraziato “tutti gli argentini”, gli alleati, la moglie e futura ‘first lady’ Juliana Awada, senza dimenticare “Anita, la mia segretaria, la stessa di mio padre”.

In quello che rimane uno dei paesi più ‘italiani’ al mondo e tra tanta commozione, Macri ha poi ricordato indirettamente appunto il padre, Franco, imprenditore miliardario di Buenos Aires, nato nella penisola.

Il presidente eletto si è quindi riferito alle dure condizioni nelle quali milioni di immigrati, non solo italiani, attraversarono l’Atlantico ai tempi in cui non esistevano appunto “né Facebook né Twitter”. Una lunga fase migratoria in cui tanti italiani avevano quale unica speranza proprio le ‘Americhe’: e in particolare Usa, Venezuela, Argentina.

Lasciando da parte il passato e puntando subito al futuro, Macri ha proseguito ricordando “gli immigrati giunti fin qui, dove si sono radicati costruendo una tappa meravigliosa dell’Argentina. Ora – ha sottolineato – tocca a noi”.

L’Italia si è d’altra parte subito felicitata della vittoria di Macri. Il premier Matteo Renzi lo ha sentito al telefono in mattinata e si congratulato per l’esito del ballottaggio. Pronto anche il saluto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, tramite una missiva indirizzata al neo capo dello Stato, figlio di un emigrante arrivato da Roccella Ionica, nella Locride, all’inizio degli anni ’50.

In un’intervista anni fa a ‘Tribuna Italiana’ Macri si definiva “figlio e nipote di italiani”, oltre a confessare la sua ammirazione per Roma e, tra l’altro, per i carciofi alla romana.

Messi da parte i festeggiamenti, Macri ha subito dovuto affrontare le prime grane che lo aspettano alla Casa Rosada, dopo l’insediamento in programma il 10 dicembre. Il successore di Cristina Fernandez de Kirchner ha parlato di diverse misure, alcune delle quali riguardanti l’economia.

Un tema che da tempo preoccupa il ‘macrismo’ è quello delle riserve della Banca Centrale, oggi ad un livello del 50% inferiore al record raggiunto appena tre anni fa. Ancora una volta un presidente argentino inizia il suo mandato affrontando una delicata situazione economica-finanziaria.

(di Martino Rigacci/ANSA)

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