Tensione tra Mosca e Ankara, Putin schiera i missili in Siria

Pubblicato il 25 novembre 2015 da redazione

In this photo taken on Saturday, Oct. 10, 2015, Syrian army personnel operate a cannon in Latakia province, about 12 from the border with Turkey in Syria. Backed by Russian airstrikes, the Syrian army has launched an offensive in central and northwestern regions. (Alexander Kots/Komsomolskaya Pravda via AP)

In this photo taken on Saturday, Oct. 10, 2015, Syrian army personnel operate a cannon in Latakia province, about 12 from the border with Turkey in Syria. Backed by Russian airstrikes, the Syrian army has launched an offensive in central and northwestern regions. (Alexander Kots/Komsomolskaya Pravda via AP)

MOSCA. – All’indomani dell’abbattimento di un Sukhoi-24 al confine con la Turchia, primo rovescio militare e mediatico per Putin in Siria con la perdita anche di due militari, Mosca annuncia che continuerà i suoi raid in quella zona di frontiera e rivede minacciosamente il suo dispositivo tattico mentre Ankara, sollecitata anche da Washington e dalla Ue, cerca di abbassare i toni.

Dopo aver avvicinato alla costa siriana l’incrociatore lancia missili Moskva e deciso di proteggere i bombardieri con i caccia, la Russia ha annunciato che dispiegherà i micidiali missili anti aerei S-400 nella base di Latakia, dove nel frattempo è stato portato il secondo pilota, tratto in salvo dall’esercito siriano.

“Dopo quello che è successo ieri, non possiamo escludere qualche altro incidente, ma se succederà dovremo reagire in un modo o nell’altro”, ha ammonito Putin, che si prepara a ricevere al Cremlino il presidente francese Francois Hollande, al termine di una reciproca spola diplomatica.

Un incontro cruciale, sul quale pesano l’abbattimento del jet russo e le accuse di Mosca ad Ankara: “una pugnalata alle spalle”, aveva tuonato Putin, “un’azione criminale”, gli ha fatto eco il premier Dmitri Medvedev, “una provocazione premeditata”, ha rincarato il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, forte anche delle accuse del co-pilota (“nessuno sconfinamento e nessun avvertimento dai turchi”), respinte da Ankara che ha diffuso alcune registrazioni audio come presunta prova degli avvertimenti lanciati dal centro di comando della base militare di Diyarbakir.

Se dopo gli attentati di Parigi il leader del Cremlino ha sperato che potesse decollare la sua idea di una grande coalizione anti-Isis con l’Occidente e i Paesi della regione, ora appare difficile immaginare Russia e Turchia nella stessa alleanza. Tanto più dopo la proposta di Hollande, subito condivisa da Lavrov, di chiudere il confine turco-siriano, lo stesso sul quale Ankara ha rafforzato il controllo aereo con 18 F16.

Ma Mosca sembra non voler perdere un’occasione unica per riconciliarsi con l’Occidente: l’ambasciatore russo a Parigi, Alexandre Orlov, ha assicurato ai media francesi che il suo Paese sarebbe pronto a costituire uno “stato maggiore comune” nella lotta all’Isis, che comprenda la Francia, gli Usa e anche la Turchia. Una coalizione, a suo avviso, “ancora possibile: torneremo a parlare con la Turchia. E’ un nostro vicino, e un vicino importante”.

Segnali di distensione arrivano anche da Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha assicurato di non avere “assolutamente alcuna intenzione di provocare un’escalation dopo questa vicenda”, concordando su questo punto con Obama.

Sulla stessa lunghezza d’onda il suo premier, Ahmet Davutoglu: “La Russia è nostra amica e nostra vicina. Abbiamo fornito alle autorità russe le informazioni necessarie sul jet” abbattuto, “non vogliamo un’ulteriore escalation. I canali di comunicazione restano aperti”.

A rompere il ghiaccio è stato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha telefonato a Lavrov e, pur giustificando l’abbattimento del jet, ha espresso le condoglianze e il rammarico per l’accaduto. I due dovrebbero incontrarsi a breve, forse a Belgrado, secondo fonti di Ankara, ma Lavrov per ora non conferma.

Del resto la ferita è ancora fresca e l’opinione pubblica è irritata, con sporadiche ma preoccupanti proteste contro simboli turchi, come l’ambasciata a Mosca, presa a sassate, e la birreria Efes di Ulianovsk, bersagliata con le uova. Per questo la leadership russa minaccia la revisione dei rapporti bilaterali, la perdita di quote di mercato per le aziende turche, la rinuncia ad accordi e progetti comuni, come la realizzazione di una centrale nucleare o il gasdotto Turkish Stream.

Ma per ora è stato colpito solo il turismo, con la sospensione della vendita dei viaggi in Turchia: un danno anche per i tour operator russi, rimasti già orfani dell’Egitto. Sullo sfondo di una crisi economica che attanaglia entrambi i Paesi, neppure la Russia è interessata davvero a privarsi di un partner commerciale ed energetico di primo piano.

E Putin dovrà forse prendere atto di aver sottovalutato gli interessi di Ankara in un conflitto che, prima di essere una crisi internazionale, è una crisi regionale dove la Turchia gioca il suo ruolo indipendentemente dalle grandi potenze e non rinuncia a proteggere ai suoi confini la minoranza turcofona dei turcomanni siriani, anche in funzione anti curdi.

(di Claudio Salvalaggio-ANSA)

Ultima ora

01:11Calcio: Foggia-Venezia 2-2

(ANSA) - FOGGIA, 15 DIC - Il Foggia riesce ad acciuffare negli ultimi secondi del recupero il pareggio (2-2) insperato contro un Venezia ben organizzato che aveva mostrato per quasi tutta la partita di poter sovrastare e controllare facilmente gli avversari rossoneri. Una partita che poteva finire tranquillamente con tre o quattro gol di vantaggio per gli uomini di Pippo Inzaghi, ma che e' stata recuperata con la forza della disperazione da un Foggia molto confusionario ma comunque volitivo.

00:34India: Sonia Gandhi lascia presidenza partito Congresso

(ANSA) - NEW DELHI, 15 DIC - Con una cerimonia solenne nella sede del comitato centrale a New Delhi, l'italo-indiana Sonia Gandhi lascerà la presidenza del partito del Congresso trasmettendola al figlio Rahul, designato all'unanimità quale successore. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pti. Da tempo la Gandhi aveva avvertito che al compimento del 70/o compleanno avrebbe lasciato le sue responsabilità ai vertici del Congresso ed oggi il portavoce della storica formazione politica, Randeep Surjewala, ha sottolineato che "questo non significa affatto che lei abbandonerà la vita politica attiva". In un tweet Surjewala ha spiegato che "Sonia Gandhi ha abbandonato (dopo 19 anni) la presidenza del partito ma non la politica. La sua benedizione, saggezza e innato impegno nei confronti dell'ideologia del Congresso formeranno sempre la luce che ci orienterà".

00:07L’Spd apre a grande coalizione,sì a colloqui con Merkel

(ANSA) - BERLINO, 15 DIC - I socialdemocratici tedeschi hanno preso la loro decisione: affronteranno i colloqui per una possibile coalizione di governo con Angela Merkel all'inizio di gennaio, e nel giro di due settimane presenteranno i risultati a un congresso straordinario di partito, fissato il 14, per stabilire se sedersi al tavolo dei veri e propri negoziati per una nuova edizione della Grosse Koalition. "Colloqui dall'esito comunque aperto", ha ribadito il leader fresco di conferma, senza rinunciare all'ipotesi di nuove forme di collaborazione. La cancelliera ha apprezzato pubblicamente gli sforzi compiuti da un partito costretto ad una evidente, complicata retromarcia, e ha espresso "grande rispetto" per il percorso decisionale degli alleati-avversari, sottolineando poi però che all'Europa serve una Germania stabile. "Ce lo chiedono tutti", è il monito arrivato dopo il vertice di Bruxelles, a Norimberga, dove era ospite dei cristiano-sociali.

23:58Austria: chiuse trattative. Kurz, c’è accordo governo

(ANSA) - BERLINO, 15 DIC - In Austria, le trattative fra l'Oevp del conservatore Sebastian Kurz e il Fpoe del populista di destra Heinz Christian Strache sono concluse, e i due partiti sono pronti a governare. "C'è un accordo turchese-blu", ha affermato Kurz. "Alle elezioni del 15 ottobre si è deciso per il cambiamento, e insieme vogliamo mettere al sicuro questo cambiamento", ha affermato Kurz, che ha annunciato di voler stabilire un "nuovo stile". "La nuova coalizione si impegna per una politica che risparmia nel sistema, e non a carico della gente", ha continuato il cancelliere designato che ha promesso l'abbassamento delle tasse agli austriaci. A soli 31 anni, sarà lui il cancelliere più giovane della storia del suo Paese e dell'Europa. E questo è l'esito di uno stile politico spregiudicato, con cui il giovanissimo ex ministro degli Esteri ha conquistato la leadership del partito popolare e lo ha portato progressivamente più a destra, strappando il possibile successo elettorale dei populisti di destra del Fpoe.

23:57Gerusalemme: fonti Casa Bianca, Muro parte di Israele

(ANSA) - WASHINGTON, 15 DIC - La Casa Bianca manda segnali per far sapere che vede il Muro occidentale di Gerusalemme (il Muro del pianto) come parte di Israele, alla vigilia della visita del vicepresidente Usa Mike Pence nella regione. Benche' precisino che i confini definitivi della citta' santa devono essere definiti dai negoziati israelo-palestinesi, i dirigenti della Casa Bianca contattati dall'Ap escludono fondamentalmente qualsiasi scenario che non mantenga il controllo di Israele sui luoghi sacri dell'ebraismo.

23:55Basket: Eurolega, Panathinaikos-Milano 80-72

(ANSA) - MILANO, 15 DIC - L'Olimpia ad Atene fa come Penelope ad Itaca: contro il Panathinakos tesse la tela per 15' e si costruisce un vantaggio di 13 punti (37-24), poi la disfa perdendo fluidità in attacco e consistenza in difesa fino al 80-72 che sancisce la quarta sconfitta consecutiva in Eurolega (3-9). Delusione e rimpianti si mischiano alla rabbia per un arbitraggio discusso e discutibile: con la gara in equilibrio a metà del terzo periodo viene fischiato un fallo tecnico per una simulazione molto dubbia a Theodore che costa al playmaker l'espulsione. In quel momento il Panathinaikos piazza un parziale di 7-0 che spacca in due l'incontro. Le triple di Rivers (20 punti, 6/9 da 3) e Lojeski (14, 2/4 dall'arco) e il predomino a rimbalzo di Gost (11 e 7) fanno il resto, lasciando l'AX Milano con il cerino in mano e con tanto amaro in bocca.

22:21Savoia: spoglie regina Elena tornano in Italia dopo 65 anni

(ANSA) - MONDOVI' (CUNEO), 15 DIC - Torna in Italia la salma della regina Elena di Savoia. Le spoglie della moglie di Vittorio Emanuele III, penultima Regina d'Italia, sono state trasferite oggi da Montpellier, dove è morta nel 1952 a 79 anni, al Santuario di Vicoforte, vicino a Mondovì, nel Cuneese. A darne notizia è stata la nipote Maria Gabriella di Savoia, che esprime "profonda gratitudine" al presidente Sergio Mattarella, "che fattivamente propiziò la traslazione della salma". Il trasferimento è avvenuto in gran segreto. Il Santuario già nelle intenzioni del duca Carlo Emanuele I di Savoia, a inizio Seicento, doveva diventare il mausoleo della Casa reale. Non è escluso che nelle prossime settimane qui vengano traslate anche le spoglie di Vittorio Emanuele III, morto in esilio il 28 dicembre di settant'anni fa ad Alessandria d'Egitto, dove è tuttora sepolto. "Confido che il ritorno in Patria della Salma di Elena, concorra alla composizione della memoria nazionale", è l'auspicio di Maria Gabriella.(ANSA).

Archivio Ultima ora