Per quanto tempo ancora l’Inps pagherà pensioni da fame in Venezuela?

Pubblicato il 27 novembre 2015 da redazione

pensionati-ambasciatore

CARACAS. – Circa un migliaio di pensionati si sono assiepati nel salone di conferenze di un noto hotel della capitale. Arrivano in tanti, alcuni soli, altri accompagnati da figli o nipoti. Nessuno vuole perdere l’occasione di ascoltare direttamente dalla bocca dell’Ambasciatore e dei Patronati quali possibilità ci siano di recuperare il valore della pensione da fame, in convenzione con l’Italia, che stanno ricevendo in questo momento o riceveranno dall’anno prossimo.

In un paese come il Venezuela, dove tra il tasso di cambio ufficiale preso in considerazione dalla Banca d’Italia e il tasso di cambio reale con il quale si muove l’economia e al cui valore vengono importati i prodotti poi venduti nei negozi, c’è una differenza di 100 volte, e l’inflazione ha ormai superato il 200% annuale. Come possono vivere i nostri pensionati con una pensione che per molti sfiora i 10 euro mensili?

pensionati-conferenzieri2

Sul tavolo dei conferenzieri erano schierati: Giovanni Di Vaira, coordinatore nazionale del patronato Inca in Venezuela; Maria Teresa Mastromatteo, del patronato Inas; Ugo Di Martino, presidente del Comites di Caracas; l’ambasciatore d’Italia Silvio Mignano; il console generale Mauro Lorenzini; Italo Berarducci, del patronato Acli; Gianluca Di Martino, del patronato Ital-Uil e Giuseppe Marinetti, del patronato Enas.

Dopo una breve presentazione di Gabriele Titone, dell’Organizzazione Italcambio, patrocinante dell’evento e sempre in prima fila nelle vicende che riguardano i nostri pensionati, prendeva la parola il presidente del Comites, Ugo Di Martino per chiarire l’obiettivo della convocazione: informare i pensionati dei passi che si stanno facendo in Italia presso i ministeri competenti e l’Inps per far conoscere la complessità della legge della convertibilità della moneta nazionale, il bolívar, con il dollaro e l’euro.

Quindi prendeva la parola l’ambasciatore Silvio Mignano per illustrare il perverso meccanismo che produce la riduzione delle pensioni in convenzione pagate dall’Inps: da un lato la pensione venezuelana nel corso degli ultimi anni è aumentata fino a raggiungere circa 9.500 bolívares, dall’altro lato il tasso di cambio ufficiale a cui il Banco Centrale calcola il valore della pensione in moneta straniera è rimasto invariato a 6,30 Bs per un dollaro, circa 7,00 bolívares per un euro.

Così i 9.500 bolívares si trasformano in circa 1.300,00 euro. Questo è l’importo che prende in considerazione l’Inps per calcolare la quota spettante all’Italia nella convenzione. Quindi si tratterebbe di far capire ai vari ministeri italiani implicati nella questione la realtà cambiaria del Venezuela affinché prendano in considerazione almeno il cambio Simadi.

Ha spiegato l’ambasciatore che personalmente ha sostenuto incontri con le Commissioni Bilancio
della Camera e del Senato; con il senatore Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero; con l’on. Fabio Porta, presidente del Comitato permanente sugli italiani nel mondo; e con i direttori dei ministeri delle Finanze e del Lavoro che dovranno prendere, in ultima istanza, la decisione di come valorizzare il cambio da applicare alla quota pensione in convenzione pagata dall’Italia. Con la speranza che prima del 31 dicembre si possa avere una risposta positiva.

Per ultimo prendeva la parola Giovanni Di Vaira, coordinatore nazionale del Patronato Inca in Venezuela, il cui intervento riportiamo integralmente in quanto illuminante sui dubbi che ancora permangono sulla possibilità di trovare una soluzione adeguata alla problematica legata a una così profonda differenza tra i vari tipi di cambio nel paese.

pensionati-pubblico

Lo scopo di questa riunione è quello di spiegare i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016. Con questa riunione si vuole anche chiedere ai pensionati di sostenere l’ iniziativa che stiamo portando avanti presso l’ INPS.
Di fronte al grave problema della riduzione delle pensioni i patronati abbiamo sempre operato in collaborazione con l’ Ambasciata e con il Consolato e abbiamo potuto contare sull’ impegno costante di tutti gli operatori e della Dottoressa Giannina Zusi del Consolato Generale d’Italia.

Molti pensionati si chiedono ancora perché la somma della loro pensione italiana é drasticamente diminuita mentre l’ Italia, è giustamente, tra i primi paesi a prodigare aiuti nel mondo.

Nei nostri uffici abbiamo spiegato che la pensione italiana percepita dai nostri anziani si basa, al 90% dei casi, sull’ accordo di sicurezza sociale firmato nel 1988 tra il Venezuela e l’ Italia.

Abbiamo anche chiarito molte volte che la somma annuale della pensione erogata dal “Seguro Social” è un elemento determinante per calcolare la parte di pensione italiana.

Infatti la normativa stabilisce che l’INPS, per calcolare la quota di pensione che gli compete pagare ai pensionati, deve obbligatoriamente prendere in considerazione, tra altre cose, anche il valore in euro della pensione pagata dall’altro paese, nel nostro caso il Venezuela.

L’elemento principale che determina questa operazione è il tasso di cambio. Come é noto, il tasso di cambio da vari anni non si é modificato ed é rimasto fermo a quello di 6,30 Bolivares per dollaro.

Nel frattempo, però, l’importo della pensione del “seguro social” si é più che triplicato passando da 2.047 Bolívares nel 2012 a 9.500 a novembre del 2015.

Questo vuol dire che al cambio ufficiale di 6,30 la pensione venezuelana, fuori dal paese, si rivaluta anno dopo anno e assume sempre un maggior valore. Negli ultimi 4 anni il valore di questa pensione é aumentato costantemente
2012 valeva 242 euro al mese;
2013 valeva 339 euro al mese
2014 valeva 319 euro al mese
2015 valeva 492 euro al mese.
Oggi, a novembre 2015, a seguito dell’ultimo aumento decretato dal Presidente della Repubblica, il valore in euro della pensione dell’IVSS é pari a 1.350 euro al mese.

Di fronte a questa somma di pensione così elevata l’INPS, applicando la normativa, comincia a ridurre e, man mano, a revocare tutti i benefici sociali che sono legati al reddito come l’assegno familiare, la maggiorazione, l’integrazione.

A partire da questa operazione l’INPS comincia a pagare solamente la quota di pensione spettante calcolata sulla sola contribuzione versata dai pensionati.

Ecco spiegato in parte perché moltissimi pensionati hanno cominciato a ricevere assegni di 15/20 euro ogni 3 mesi ed ecco perché tantissimi hanno ricevuto richieste di restituzione di somme non spettanti.

Quindi tutto il problema delle pensioni in Venezuela gira attorno al tasso di cambio di 6,30 che l’INPS ha dovuto adottare in virtù della legge cambiaria del paese.

Il punto su cui abbiamo tutti lavorato durante gli ultimi mesi è di far modificare questo tipo di cambio per uno più favorevole ai nostri pensionati, considerando che adesso in Venezuela esistono 3 tipi di tasso di cambio ufficiale.

La decisione spetta, ovviamente, alle autorità del paese, ma noi abbiamo comunque chiesto all’ INPS di cambiare posizione, di prendere una misura, se vogliano fuori dalla normalità, per far fronte ad un problema particolare ed unico, un problema che sta riducendo in povertà i nostri pensionati in Venezuela.

Abbiamo quindi chiesto all’INPS, con l’ appoggio di tutte le associazioni in Venezuela, del Deputato Fabio Porta e del Senatore Micheloni in Italia, di eliminare il cambio a 6,30 e considerare unicamente il cambio ufficiale chiamato “SIMADI” che si aggira attorno ai 190 bolivares e che si avvicina maggiormente al costo reale della vita.

I dirigenti dell’INPS si sono mostrati davvero molto sensibili ed hanno inviato un esaustivo rapporto al Ministero del Lavoro e a quello dell’ Economia e Finanza, chiedendo in sostanza l’autorizzazione ad applicare, per il Venezuela, il tasso di cambio “SIMADI” dal prossimo anno. Se una decisione positiva venisse adottata in questo senso, i nostri pensionati potrebbero riavere nel 2016 pensioni più alte e dignitose.

Noi siamo fiduciosi e crediamo che l’ Italia debba venire incontro ai pensionati italo-venezuelani che patiscono e soffrono più di chiunque ed hanno già pagato un caro prezzo ricevendo per tre anni briciole di pensioni.

Alla fine tutti i pensionati presenti hanno firmato il verbale per avvalorare quanto detto nella riunione e un documento di richiesta d’intervento dello Stato italiano sulla questione.

(epi/voce)

pensionati-pubblico3

LETTERA DELL’ON. FABIO PORTA

ALLA COMUNITA’ ITALIANA CHE VIVE IN VENEZUELA

Cari connazionali e amici,

quello del pagamento delle pensioni di importo irrisorio in Venezuela è un problema di giustizia e solidarietà che ci vede tutti impegnati per una sua rapida e definitiva soluzione.

Come sapete, mi sono da tempo attivato su più fronti – Inps, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia e Parlamento – per sollecitare le varie istituzioni dello Stato italiano ad ascoltare con attenzione le proteste e le giuste rivendicazioni di migliaia di pensionati italiani che vivono in Venezuela una situazione di grave disagio economico e ho chiesto a tutti i miei interlocutori di non abbandonarli.

In particolare ed in concreto, al di là delle parole di circostanza, ho contattato e sensibilizzato i dirigenti della Direzione delle convenzioni internazionali dell’Inps, quelli della Direzione delle prestazioni previdenziali del Ministero del Lavoro e ho scritto una lettera ai Ministri del Lavoro Poletti e del’Economia Padoan.

Politici, funzionari ed istituzioni competenti sono quindi consapevoli del problema e mi risulta che stiano lavorando congiuntamente per una sua pronta e positiva definizione. Lo stesso Inps, in seguito alle mie sollecitazioni ed ai reclami che giungono dal Venezuela, ha predisposto poche settimane fa un “dossier” per i Ministeri interessati nel quale si spiegano le ragioni delle drastiche riduzioni degli importi delle pensioni dell’Istituto pagate in Venezuela e si propongono possibili soluzioni.

Ho nei giorni scorsi verificato direttamente al Ministero del Lavoro lo stato della situazione e mi è stato detto che il dossier è stato inviato dal Ministero del Lavoro al Ministero dell’Economia per un parere – che si presume debba essere quello risolutivo – e che la Ragioneria del Ministero dell’Economia abbia chiesto ulteriori chiarimenti all’Inps in ordine alla quantificazione dei costi nel caso in cui si adottasse il cambio più favorevole (“Simadi”) e alla Banca d’Italia in ordine alla fattibilità tecnica dell’utilizzo del cambio parallelo.

Insomma qualcosa si sta muovendo ai livelli decisionali e dobbiamo quindi seguire l’evoluzione della situazione con molta attenzione. Da parte mia vi garantisco il continuo impegno a seguire e vigilare l’attività di Ministeri ed enti coinvolti, attuando tutte gli interventi e sollecitazioni necessari per chiudere positivamente e definitivamente la vicenda.

Un affettuoso e cordiale saluto a tutti,

(On. Fabio Porta)

Ultima ora

00:28Slovenia: decapita nonna e fratello, poi brucia le teste

(ANSA) - LUBIANA, 22 MAR - Uccide la nonna di 80 anni e il fratello di 31, poi li decapita, brucia le teste e si autodenuncia alla polizia. Si è consumato così nel villaggio di Lukovec, piccolo paesino di una quindicina di case a Nord-Ovest di San Daniele del Carso, nel Comune di Komen, nel cuore del Carso sloveno, un delitto familiare che - secondo gli investigatori - assume i contorni dell'atto di follia. Il protagonista è un uomo di 35 anni, Marko Abram, che nella serata di lunedì ha ucciso i due familiari. Ancora da capire il movente del delitto, così come ancora poco chiare sono gli strumenti utilizzati per il delitto, che secondo alcune ricostruzioni, potrebbero essere due coltelli e un'accetta, al momento in possesso della Polizia scientifica che li sta esaminando ed esprimerà le proprie valutazioni nei prossimi giorni. L'avvocato dell'assassino, Gorazd Gabri, oggi, all'uscita dal Tribunale dove Abram è stato interrogato per sei ore, ha detto ai giornalisti che il suo cliente ha riconosciuto la propria colpevolezza.

00:23Calcio: Podolski saluta con un gol

(ANSA) - ROMA, 22 MAR - Sconfitta immeritata per l'Inghilterra, battuta 1-0 dalla Germania nell'amichevole di lusso giocata questa sera a Dortmund. L'unica rete porta la firma di Lukas Podolski, gran sinistro all'incrocio dei pali al 24' della ripresa. L'ex interista, campione del mondo nel 2014, ha così salutato nel migliore dei modi la maglia bianca dopo 130 presenze e 49 reti. Ma fino al momento in cui è passata in svantaggio ha fatto più bella figura l'Inghilterra, che nel primo tempo ha colpito un palo con Lallana ed è andata ancora vicino al gol con Dele Alli, tiro centrale parato da ter Stegen.

23:08Fillon denuncia ‘un complotto di Stato’

(ANSA) - PARIGI, 22 MAR - Il candidato della Destra alle elezioni presidenziali francesi, Francois Fillon, denuncia un "complotto" e violazioni del "segreto istruttorio" con fughe di notizie organizzate dai "servizi dello Stato". "Le maschere cadono, il complotto è ormai sotto agli occhi di tutti i francesi", ha detto ai microfoni di radio France Info, aggiungendo: "Ogni settimana ci sono fughe (di notizie) contro il segreto istruttorio, fughe di notizie organizzate dai servizi dello Stato".

22:34Attacco Londra: chiusa la London Eye

(ANSA) - ROMA, 22 MAR - Il London Eye, la ruota panoramica della capitale britannica sulla riva del Tamigi, ha sospeso il suo servizio. Lo hanno riferito le autorità precisando che tutti i turisti, dopo essere rimasti bloccati per quasi un'ora nelle cabine, sono stati fatti scendere e non hanno avuto problemi.

22:24Siria: i turchi bombardano zona curda

(ANSAmed) - BEIRUT, 22 MAR - L'artiglieria turca ha bombardato nelle ultime ore postazioni curdo-siriane nella Siria nord-occidentale, un giorno dopo l'arrivo in quella stessa area di mezzi blindati russi a protezione dell'area a maggioranza curda. Lo riferisce l'Osservatorio per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui i colpi di artiglieria hanno colpito il distretto di Afrin e quello di Jenderes. Non si registrano uccisi ma solo feriti tra civili e miliziani curdi. La stampa araba aveva dato ampio risalto ieri all'arrivo ad Afrin di truppe russe a bordo di mezzi blindati. E' la prima volta che le forze di Mosca si schierano al confine con la Turchia.

22:18Milan: arrivati 20 mln, resto caparra atteso entro venerdì

(ANSA) - MILANO, 22 MAR - Sarebbero arrivati nelle casse di Fininvest 20 dei 100 milioni di euro della terza caparra che i cinesi di Sino-Europe Sports devono pagare per ottenere una nuova proroga del closing per l'acquisto del Milan. Secondo quanto filtra, due sono le ricostruzioni della vicenda. La società cinese di Li Yonghong si starebbe muovendo con più di una banca per completare il pagamento di questa terza caparra da 100 milioni di euro e questo bonifico sarebbe avvenuto con tempistiche diverse da quello da 80 milioni di euro, atteso fra domani e venerdì. Oppure Ses si sarebbe affidata a un unico istituto finanziario che ha deliberato i bonifici in momenti diversi.

22:16Calcio: Spalletti a cena con Pallotta, il contratto nel menù

(ANSA) - ROMA, 22 MAR - Il presidente della Roma James Pallota si trova in questo momento a cena col tecnico toscano Luciano Spalletti, appena rientrato nella capitale dopo due giorni in Toscana. All'incontro, in un ristorante non distante dall'albergo che ospita Pallotta, è presente anche il dg Mauro Baldissoni. I due si erano già incontrati a Trigoria prima della partita col Sassuolo, ma non avevano approfondito i discorsi sul futuro e sul rinnovo del contratto dell'allenatore.

Archivio Ultima ora