Missione italiana in Iran, si comincia con Oil&gas

Pubblicato il 27 novembre 2015 da redazione

Roma 25 maggio 2004 Palazzo Eni

Roma 25 maggio 2004
Palazzo Eni

ROMA. – Se la mega missione imprenditoriale italiana in Iran si svolgerà il 29 e 30 novembre, un primo anticipo ci sarà già per la Conferenza internazionale dell’Oil&gas a Teheran, dove verrà presentato l’atteso nuovo modello di contratto per gli investitori stranieri, che dovrebbe essere più vantaggioso del precedente per le compagnie estere.

Attesi fra gli altri Eni (con il vicepresidente Lapo Pistelli), Saipem, Enel, Ge-Nuovo Pignone, Maire Technimont e Technip. Intanto anche i rappresentanti della Sace – società specializzata in prodotti assicurativi e finanziari per le imprese che operano all’estero – stanno sbarcando a Teheran per partecipare alla missione guidata dal vice ministro Carlo Calenda.

Lo scopo, firmare accordi con banche iraniane per una più rapida ripresa dell’interscambio e degli investimenti italiani dopo l”implementation day’ dell’accordo sul nucleare, atteso per inizio 2016. Quel giorno si apriranno rilevanti opportunità che però avranno – osservano a Sace – anche rischi non trascurabili.

L’export italiano in Iran, nel 2014 a 1,1 miliardi di euro, secondo l’ufficio studi della società potrà crescere di quasi 3 miliardi di euro nel periodo 2015-2018. Con maggiori opportunità nei settori oil&gas, automotive, trasporti, real estate e costruzioni, non a caso al centro della missione.

Ad oggi Sace ha un’esposizione in Iran di oltre 800 milioni euro: crediti relativi a operazioni di export e investimenti assicurati per le imprese italiane prima delle sanzioni, e che, a causa di queste ultime, non hanno più potuto essere ripagati. Da allora Sace non opera più nel Paese, ma intanto ha indennizzato le imprese con circa 600 di quegli 800 milioni.

Per il futuro Sace conta su una relazione consolidata con la Banca Centrale, le banche commerciali e le controparti locali. L’accordo firmato di recente dal ministero dello Sviluppo economico, Sace e Mediobanca con il ministero dell’Economia e delle finanze e la Banca Centrale iraniani è un “apripista” in cui le controparti s’impegnano a collaborare, compatibilmente con il quadro normativo nazionale e internazionale vigente e con il ripristino post-sanzioni del sistema dei pagamenti.

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