Indagine sui broker cinesi, nuovo tonfo per Shanghai

A currency trader stretches at the foreign exchange dealing room of the KEB Hana Bank headquarters in Seoul, South Korea, Monday, Nov. 16, 2015. (ANSA/AP Photo/Ahn Young-joon)
A currency trader stretches at the foreign exchange dealing room of the KEB Hana Bank headquarters in Seoul, South Korea, Monday, Nov. 16, 2015. (ANSA/AP Photo/Ahn Young-joon)
A currency trader stretches at the foreign exchange dealing room of the KEB Hana Bank headquarters in Seoul, South Korea, Monday, Nov. 16, 2015. (ANSA/AP Photo/Ahn Young-joon)

ROMA. – Le autorità cinesi vietano ai broker l’utilizzo dei derivati per finanziare le attività di trading in azioni dei loro clienti e la Borsa di Shanghai accusa il colpo, segnando la peggior seduta degli ultimi tre mesi. La China Securities Regulatory Commission ha deciso di vietare ai broker l’uso di derivati come gli swap per finanziare le trattative sul mercato azionario e aperto un’inchiesta nei confronti delle società di brokeraggio Citic Securities, la più grande in Cina, e Guosen Securities.

L’obiettivo degli organi di vigilanza di Pechino è prevenire un’altra accumulazione di debiti sul mercato finanziario cinese simile a quella che si è verificata ad inizio anno, che ha portato prima ad un boom e poi al crollo della Borsa.

La decisione della Csrc ha però innescato una pioggia di vendite sul mercato cinese: la Borsa di Shanghai ha archiviato la seduta in calo del 5,48%, mentre quella di Shenzhen ha perso il 6,09%. Nel frattempo la banca centrale cinese ha iniettato 100 miliardi di yuan tramite un finanziamento a sei mesi a 11 istituzioni finanziarie per assicurare ampia liquidità al sistema bancario.

Dall’economia reale, intanto, continuano ad arrivare notizie negative. Gli utili delle grandi aziende industriali cinesi registrano una flessione del 4,6% ad ottobre su base annua dopo il -0,1% di settembre, secondo i dati dell’Istat cinese. Nel periodo gennaio-ottobre gli utili dei gruppi industriali con oltre 30 milioni di dollari sono scesi del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra i settori più colpiti c’è quello minerario con un calo degli utili del 56,3% tra gennaio e ottobre. Nello stesso periodo le aziende statali registrano una flessione degli utili del 25%.

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