Clima: blocchi contrapposti sulla riduzione delle emissioni

Pubblicato il 01 dicembre 2015 da redazione

Smog a Pechino

Smog a Pechino

ROMA,. – E’ uno scenario in chiaro-scuro e molto complesso quello dei Paesi che trattano per raggiungere un accordo sul clima. In grandi linee si possono dividere in tre blocchi: paesi industrializzati, paesi in via di sviluppo e paesi emergenti. Ma a differenza dei tempi del protocollo di Kyoto nel 1997, l’economia e la politica sono cambiate.

Nel rush finale che si sta compiendo a Parigi verso un patto con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale fra 1,5 e 2 gradi ciascuno va per la propria strada con indicazioni diverse sul contenimento dei gas serra. Seguendo non solo logiche ambientaliste. Fra i grandi inquinatori, gli Stati Uniti con Obama per la prima volta non sollevano problemi, anzi, vogliono trainare i negoziati.

Ci sono invece posizioni diverse fra i Paesi emergenti del gruppo Basic (Brasile, Sud Africa, India e Cina) mentre fanno vero blocco i Paesi del Cvf (Climate vulnerable Forum), quelli più a rischio a causa dei cambiamenti climatici che temono di ‘affogare’, letteralmente, sommersi dall’innalzamento degli oceani.

La Russia per la prima volta sembra non mettersi di traverso, alle prese piuttosto con questioni internazionali, mentre chi questa volta potrebbe vestire i panni del ‘guastatore’ possono essere i paesi che producono petrolio, in particolare Arabia Saudita e Venezuela.

USA – Obama vuole guidare il cambiamento, ammettendo il ruolo degli Stati Uniti nell’aver creato il problema. Conta sul fatto che l’accordo quadro sarà un ‘executive agreement’, cioè un accordo in applicazione della Convenzione quadro delle nazioni Unite sul clima di Rio del 1992, che fu un trattato internazionale. Essendo stato quest’ultimo già sottoscritto dal Senato americano, per il ‘Paris agreement’ non occorrerebbe il voto del Senato (che sarebbe negativo) ma solo la ratifica di Obama.

BASIC – Brasile e Sud Africa sono alle prese con problemi interni rispettivamente di ordine politico ed economico e vedono questa occasione per rilanciare la propria economia puntando su aiuti da parte dei Paesi industrializzati. Sulle emissioni di CO2, invece, Cina e India hanno posizioni diverse.

La Cina, primo grande inquinatore e alle prese con livelli record di smog, ‘da rischio sopravvivenza’, vuole riconvertire la propria economia. Ha versato l’equivalente di tre miliardi di dollari in un fondo per la cooperazione con i Paesi del sud del mondo, per aiutarli nell’uso di energie pulite. Punta ad andare, quindi, in scia a Usa e Ue, anche se i suoi impegni di riduzione di gas serra slittano al 2030.

L’India, invece, terzo grande inquinatore al mondo, è più recalcitrante. E’ disposta ad un piano di riduzione di emissioni ambizioso in proporzione agli aiuti economici che potrà ricevere.

CVF – I Paesi del Sud del mondo, dalle Filippine alle Maldive, che sono più vittime che protagonisti dell’inquinamento, vogliono essere risarciti dei danni che hanno subito a causa soprattutto di inondazioni e sono disposti a produrre energia green. A condizione di avere aiuti economici.

Il loro potere nei negoziati è in un centinaio di voti che possono muovere nella votazione sull’accordo. Infine, un ostacolo nei negoziati potrebbe essere rappresentato dai big del petrolio, Venezuela e Arabia Saudita in primis, che ne risentirebbero dalla prospettiva di un’economia senza combustibili fossili.

(di Stefania De Francesco/ANSA)

Ultima ora

22:39Calcio: Reina in dubbio per la gara con Juve

(ANSA) - NAPOLI, 23 MAR - Pepe Reina è rientrato a Napoli dopo il fastidio muscolare accusato durante una seduta di allenamento con la Nazionale spagnola. Il portiere azzurro si è sottoposto ad esami clinici, risonanza magnetica ed ecografia, che hanno rilevato una elongazione del muscolo soleo destro. Reina nei prossimi giorni seguirà una tabella di lavoro personalizzata per poi sottoporsi mercoledì prossimo a nuovi controlli. La sua presenza in campo nelle due partite con la Juventus è al momento in dubbio.

22:33Trump: slitta voto contro Obamacare

(ANSA) - NEW YORK, 23 MAR - Ancora niente accordo sulla legge che dovrebbe sostituire l'Obamacare. Così la Camera dei Rappresentanti del Congresso Usa ha deciso di rimandare il voto che era previsto entro la giornata di oggi. Il rinvio dopo che nelle ultime ore sarebbe fallito l'ennesimo pressing del presidente Donald Trump e dello speaker Paul Ryan sui membri del Congresso repubblicani riluttanti.

22:31Migranti: ong, si temono 240 morti naufragio in Libia

(ANSA) - MADRID, 23 MAR - "Si temono almeno 240 migranti morti" in un "doppio naufragio avvenuto davanti alle coste libiche". Lo ha reso noto la portavoce della ong spagnola Proactiva Open Arms, Laura Lanuza, dopo il recupero questa mattina di cinque corpi. Ogni gommone può contenere 120 persone, ma i trafficanti di uomini di solito li riempiono a dismisura e non si esclude che le due imbarcazioni possano avere avuto a bordo almeno 240 persone. L'ong ha confermato questa mattina il doppio naufragio avvenuto a 21 km a nord di Sabrata.

22:13Polonia guastafeste, ‘pronta a non firmare a Roma’

Esce il Regno Unito ma mentre sabato prossimo a Roma gli altri 27 celebreranno il 60/o anniversario della firma del primo Trattato europeo, è l'euroscettica Polonia a indossare i panni del guastafeste, minacciando di non firmare la dichiarazione finale comune. "Un atteggiamento" definito da Angelino Alfano come "problematico verso la Ue". Che si inserisce in una 'festa' già gravata di tensioni. La 'Marcia per l'Europa' organizzata dai federalisti, che chiedono più integrazione europea, sabato rischia di scontrarsi con le contestazioni degli euroscettici su cui gravano i timori di infiltrazioni di 'black bloc'. L'attentato terroristico di Londra, le provocazioni di Erdogan sulla sicurezza dei cittadini europei e anche il controverso episodio odierno ad Anversa tengono alto l'allarme e la preoccupazione.

22:08Calcio:ironia Buffon ‘magari chiudo con testata alla Zidane’

(ANSA) - PALERMO, 23 MAR - Un epilogo degno di una carriera difficilmente ripetibile. Lo immagina Gigi Buffon che, al termine della conferenza stampa alla vigilia di Italia-Albania, a Palermo, se la ride ed esclama: "Magari chiudo come Zidane, con una bella capocciata a chi mi capita a tiro e non se ne parla più". Battute e ironia alla vigilia del match. "Prima, però, pensiamo a giocare un altro Mondiale", le parole del portiere azzurro. Battuta per battuta, gli fa eco Gianni De Biasi, che si dice in grado di "cantare entrambi gli inni nazionali". "Quasi sicuramente - le parole del ct degli albanesi - lo farò".

22:05Trump, democratici dichiarano guerra a conferma Gorsuch

(ANSA) - WASHINGTON, 23 MAR - I democratici al Congresso americano sfidano il presidente Donald Trump dichiarando guerra alla conferma della nomina del giudice Neil Gorsuch alla Corte Suprema che deve essere ratificata dal Senato. Il leader della minoranza democratica al Senato Charles Schumer ha annunciato che si opporrà alla nomina, contro cui i democratici intendono fare ostruzionismo in aula. Per la conferma di Gorsuch sono necessari almeno 60 voti al Senato: i repubblicani detengono la maggioranza in aula ma con soltanto 52 seggi.

21:53Soldi in cambio della candidatura, assolto sindaco Valenzano

(ANSA) - BARI, 23 MAR - Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana ha assolto 'per non aver commesso il fatto' il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro, accusato in concorso con un consigliere comunale di aver indotto l'ex vicesindaco Francesca Ferri a pagare mille euro al mese in cambio della candidatura alle elezioni regionali in Puglia del maggio 2015. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato in cui Ferri, che aveva fatto partire l'indagine con una denuncia, si era costituita parte civile. Il pm Claudio Pinto aveva chiesto per Lomoro, difeso dall'avv. Salvatore Campanelli, la condanna ad un anno e 4 mesi. Per la stessa vicenda sarà processato con rito ordinario dal prossimo 4 maggio il consigliere comunale Agostino Partipilo. Stando alla denuncia della presunta vittima, i due indagati l'avrebbero indotta "a consegnare loro indebitamente 1.020 euro mensili, corrispondente all'indennità percepita per la carica rivestita, non riuscendo nell'intento per rifiuto della stessa".

Archivio Ultima ora