Montorsi: “Il nostro è un piccolo Consolato, ma facciamo di tutto prestare un buon servizio”

Pubblicato il 02 dicembre 2015 da redazione

Console Montorsi

Console Montorsi

MEDELLIN. – Fino a una ventina d’anni fa era considerata la città più pericolosa del mondo, la capitale della droga, patria del più famoso narcotrafficante, Pablo Escobar, che moriva fuggitivo, leggenda, sui tetti della sua città, Medellín. Oggi, come recita un noto spot turistico colombiano, a Medellín l’unico rischio è quello di voler rimanere per sempre tra le sue verdi montagne, immerse in una eterna primavera.

Ma Medellin è anche la città di Botero, il Museo di Antioquia ospita una collezione bellissima delle sue opere, tra cui anche il quadro dedicato alla morte di Pablo Escobar, e la Plazoleta Botero, una piazzetta con enormi sculture di bronzo, per tutti è il centro ufficiale della città.

Medellin è la seconda città della Colombia ed anche quella con la migliore qualità della vita, meritandosi il titolo di “Città dell’Anno” per aver affrontato in modo innovativo il problema di ridurre le emissioni di CO2, contro l’inquinamento nelle grandi città. E oggi è un esempio di città virtuosa che ha recuperato i luoghi più poveri e malfamati trasformandoli in quartieri modello.

Si trova nella regione di Antioquia, quella storicamente più ricca e dedita al commercio, quella più rappresentativa della Colombia, dove gli abitanti si chiamano familiarmente paisas. E’ anche molto famosa per la sua cucina ritenuta più tradizionale e gustosa rispetto alle altre regioni.

Oggi è un importante centro industriale; numerose sono infatti le industrie che si sono diffuse nei dintorni della città. Ormai ben avviate sono le industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari oltre a quelle specializzate nella lavorazione del vetro e della ceramica. Fondamentale per tutta la Colombia è inoltre l’industria tessile, di cui Medellín è il centro più importante.

Gli italiani presenti in Colombia, iscritti all’AIRE sono all’incirca 14.500. Tale presenza non raggiunge, ovviamente, i numeri elevati di altri Paesi dell’America latina come l’Argentina e il Venezuela ma rappresenta pur sempre una realtà importante.

I rapporti tra l’Italia e la Colombia sono di stima e collaborazione: il paese sudamericano ha un’ambasciata a Roma e un consolato generale a Milano mentre l’Italia è presente diplomaticamente con un’ambasciata a Bogotà e consolati onorari a Barranquilla, Medellin, Cali e Cartagena.

Gli italiani in Colombia sono impegnati in vari settori dell’economia del paese, soprattutto nel terziario. Secondo un’indagine condotta dalla Fondazione Migrantes con la SEI-UGL emerge una realtà di integrazione ben riuscita sul piano lavorativo, lo stesso si può dire per quanto riguarda la sfera sociale. La presenza degli italiani che emerge dall’indagine, mostra una collettività contrassegnata da una integrazione riuscita, che si palesa soprattutto in ambito lavorativo.

L’immigrazione italiana oggi, in Colombia, raggiunge numeri modesti, ma molti connazionali hanno aperto e continuano ad avviare imprese di successo. Dal campione risulta infatti che la maggior parte degli occupati svolgono un lavoro autonomo.
Lo stato italiano, infine, ha avviato, attraverso i sui enti, collaborazioni sempre più frequenti con strutture colombiane per favorire attività non solo commerciali ma anche di scambio culturale e per promuovere una tutela maggiore dei nostri immigrati.

La-Plaza-Botero-de-Medellín

Per saperne di più sugli italiani presenti a Medellin, abbiamo intervistato il Console Onorario, Nicola Montorsi, che si occupa delle regioni di Antioquia, Caldas ed il Chocó.

– Il Consolato in realtà è un piccolo studio notariale, dove soprattutto si registrano le certificazioni dei matrimoni. In questa regione abbiamo una delle comunità più grandi e l’italiano è la terza lingua più parlata e più importante. La nostra comunità è ancora piccola, ma ogni giorno va aumentando.

In questo Consolato Onorario, come negli altri quattro nelle città più grandi: Cali, Cartagena, Barranquilla y Bucaramanga, il lavoro si svolge soprattutto nelle registrazioni di nascita, matrimoni, divorzi, morte, vendita dei poli, ecc.

– Gli italiani si stanno integrando nel Paese e la maggior parte dei matrimoni sono con donne colombiane, molto raramente succede il contrario. Per il rinnovo del passaporto o il visto i connazionali si devono recare al Consolato generale di Bogotá. Tuttavia il Console cerca di venire incontro a chi non può viaggiare e almeno una volta all’anno fa il giro dei consolati onorari per espletare le pratiche più urgenti.

Il console Montorsi aggiunge:

– Il consolato per me è come un tavolo a quattro gambe e senza una di esse cade: nella sua attività si devono integrare l’istruzione, il sociale, imprenditoriale e la cultura. Cioè, ci dev’essere un bilancio tra le parti per conservare un’armonia. E benché il consolato non abbia un budget prestabilito, fa del suo meglio per mantenere questo tavolo in piedi e così abbiamo instaurato un buon rapporto con la collettività attraverso piccoli eventi, festival di cinema, regali a Natale, ecc. Il consolato ha anche fondato una associazione chiamata “Punto Italia”, che annovera già 62 soci. E’ stata creata circa un anno fa e sta lanciando nuove iniziative per la collettività. A fine anno s’incomincerà con “Carta Italia”: una tessera per avere degli sconti speciali nei negozi che vendono prodotti italiani.

– In un paese in espansione, come è la Colombia in questo momento dove si registra un forte sviluppo nelle opere civili, infrastrutture, strade, come l’Italia negli anni ‘60, noi diamo il benvenuto a tutti gli italiani che vengano anche dal Venezuela. Il nostro è un piccolo Consolato, ma facciamo di tutto per essere efficienti e prestare un buon servizio.
Secondo il console Montorsi, a Medellín arrivano circa 20 connazionali al mese che decidono di restare in forma permanente, poi ci sono quelli che arrivano per turismo, e sono sempre di più. Il Consolato li aiuta quando perdono il passaporto, oppure quando hanno dei problemi. Praticamente svolge un lavoro di soccorso.

– Nella nostra collettività ci sono anche persone che non hanno avuto fortuna, indigenti, registrati presso il Consolato a Bogotá e noi gli garantiamo la sicurezza sociale gratuita attraverso Sanitas. Inoltre, ci occupiamo anche degli italiani che finiscono in carcere, gli portiamo dei beni di confort. L’anno scorso ce n’erano 14, ma oggi in Antioquia, Caldas e il Chocó non ce ne sono. C’è sempre una buona cooperazione tra la polizia colombiana e la italiana.

Una dimostrazione di come sia cambiata la Colombia lo dimostra anche il fatto che alla fine di quest’anno sarà tolto l’obbligo del visto per i colombiani che viaggiano in Italia e nella maggior parte dei paesi europei. Secondo il Console questo è molto positivo perché porterà ad una maggior integrazione tra i due paesi. Inoltre corre voce che presto sarà attivato un volo diretto dell’Alitalia Roma-Bogotá.

Il Console afferma anche che il compartimento di Antioquia è il terzo partner commerciale con l’Italia, dopo la Gran Bretagna e la Germania.

– Sappiamo che l’Antioquia è il motore economico della Colombia, siamo nel Veneto colombiano. Purtroppo, in questo paese ci sono molte barriere all’importazione dei prodotti alimentari giacché si deve pagare una registrazione per ogni prodotto e questo rende difficile l’importazione di prodotti italiani.

L’immagine di una Colombia violenta e snodo del narcotraffico ha nociuto al turismo, ma adesso le cose stanno cambiando.

– È importante che Colombia cambi la propria immagine attraverso lo sport, la musica, la cultura, perché c’è ancora un’idea negativa del paese. Le persone vengono qui pensando di trovare gangster e sparatorie per strada, ma poi vedono questa grande primavera, primavera non solo fisica ma sociale e mentale.

Il console Montorsi fa enfasi nel fatto che le persone del Medellín sono diverse per il loro atteggiamento, sono persone che dicono «ce la posso fare, se mi impegno posso riuscire a lavorare». Cosa che, secondo il Console, si è un po’ perso in Italia.

– Qui abbiamo un lavoratore che ha una buona istruzione di base, quasi tutti arrivano al diploma; quindi, abbiamo una buona produttività.

Il Console mette in risalto il fatto che la Colombia ha una ubicazione geografica straordinaria, posta tra due mari, e alcuni imprenditori italiani hanno iniziato a considerare il paese come ponte: non solo per produrre e vendere nella Colombia ma anche nei paesi vicini, cioè, in America Latina, soprattutto dopo la firma del Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti.

– In Italia abbiamo una industria importante, pur non avendo risorse naturali l’Italia è uno dei 7 paesi più industrializzati del mondo. Quindi, immaginiamoci dove potrebbe arrivare la Colombia che ha tutte le risorse naturali, un po’ come il Venezuela, se avesse la mentalità di valore aggiunto che ha l’italiano. Per ciò il colombiano dà il benvenuto all’italiano. L’italiano si mette in gioco con i propri capitali, esperienze, competenze e si integra. Questo è percepito come un valore. Ad esempio: gli italiani che dal Venezuela volessero venire in Colombia, hanno il vantaggio di conoscere la lingua e sanno come affrontare le situazioni in un ambiente latino. Quindi, tutti gli italiani che vogliano venire a esplorare la Colombia, in particolare il Medellín, sono benvenuti. Noi nel nostro piccolo faremo il possibile per aiutarli ad avere successo.
Tra i progetti futuri ce n’è uno che il Console ci spiega con particolare entusiasmo:

– Noi abbiamo un sogno, quello di poter aprire un giorno una clinica dove tutti possano arrivare al Pronto Soccorso ed essere curati, come in Italia. Chiaramente è un progetto complicatissimo e sto cercando di unire le forze con le imprese che operano nel settore della salute.

Il Console approfitta dell’occasione per inviare un invito agli italiani del Venezuela che vogliano formar parte di questo progetto.

– … Affiancarsi a qualcuno per non iniziare da solo, questo è importante per avere successo. E qui diamo questa opportunità nei vari settori della costruzione e dell’industria, per contattare altri industriali italiani per cooperare e raggiungere insieme il successo.

Nicola Montorsi, nato e cresciuto a Roma, ha studiato economia nell’Università La Sapienza e ha frequentato un master in Comunicazione e Relazioni pubbliche. Poi ha cominciato a vivere all’estero dove ha lavorato in grandi progetti petroliferi e dal 2010 è in Colombia.

Nicola critica un po’ il tipo di vita dell’italiano, uno che lavora dalle 7 del mattino fino alle 10 di sera, con un “passo isterico”, dice.

– Alla fine la vita è una, è meglio godersela con meno risorse ma con più affetti. Si dà più valore al proprio tempo. Qui si lavora molto, ma ci sono lunghi weekend; bisognerebbe approfittarne per trascorrere del tempo con i figli e la famiglia. Approfittiamo del clima favorevole, una primavera continua tutto l’anno che stimola al buon umore. Un vantaggio notevole è rappresentato proprio dagli stessi colombiani, specialmente a Medellín. Qui il “paisa” ha il sole dentro e una grandissima capacità di lasciare i propri problemi a casa e viene a lavorare sempre con un sorriso. Quando ti può dare un sorriso te lo dà con amore e spontaneamente. In questo paese, dove quasi tutti hanno sofferto la violenza dei narcos, generalmente le persone sono sane e oneste, hanno una etica e anche un valore religioso molto forte. E per molti anni hanno subito le conseguenze di quella piccola percentuale di violenti che ha causato la pessima nomea che si porta dietro.

Comunque, un Console che sa molto bene quello che vuole, quello che ha più valore nella vita e quello che c’è da fare per aiutare la comunità italiana e colombiana.

(Yessica Navarro/Voce)
(Fonte: Rapporto italiani nel mondo 2012)

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