L’Inter riparte dal Genoa per riscattare Napoli

Pubblicato il 03 dicembre 2015 da redazione

inter

MILANO. – Mancini affronta il Genoa con la consapevolezza che la ‘sua’ Inter è da scudetto. Il tecnico non firma per il secondo posto ed è sicuro di poter lottare fino alla fine, ritornando alla vittoria già sabato sera a San Siro. L’Inter, però, se vuole assicurarsi un ruolo da protagonista deve rimediare ad alcuni errori e risolvere alcune incognite, rinforzandosi sul mercato e lavorando sull’equilibrio emotivo.

Le dichiarazioni di fuoco rilasciate da Mancini dopo il ko firmato Higuain, hanno caricato l’ambiente nerazzurro con il rischio però che venga a mancare la serenità per correre la maratona del campionato. Il tecnico ha scommesso non tanto su fuoriclasse, ma su giocatori di prospettiva. Ha chiesto e ottenuto dal club una squadra combattiva e solida che magari non gioca sempre di fino, ma si dimostra energica e generosa.

Il confine tra il gioco aggressivo e il gioco scorretto, però, è sottile. Lo spirito battagliero deve essere affiancato alla tranquillità e maturità psicologica. Le quattro espulsioni in quattordici giornate, le dichiarazioni di Felipe Melo e il gesto di Guarin – ripreso dalle telecamere – che incoraggia Murillo ad entrare forte sull’avversario durante la partita contro il Napoli, invece, sono fotografie di una squadra che eccede nell’agonismo.

Anche Mancini, che ha perso il suo aplomb e fatica ad accettare le critiche, dovrà ritrovare la calma per trasmetterla ai suoi giocatori, costruendo una mentalità vincente necessaria per conquistare lo scudetto. Rispetto alla passata stagione il tecnico è polemico, non si limita nei commenti e attacca furiosamente l’operato arbitrale.

Un atteggiamento che rispecchia il Dna dell’Inter, un club scottato dal periodo di Calciopoli e che, forse a torto, fatica tutt’ora a non considerarsi vittima preferita di errori e discriminazioni. Mancini che ha fatto della compostezza e dell’eleganza la sua cifra, deve stare attento a non eccedere nelle recriminazioni, perché potrebbe essere una scelta controproducente che rischia alla lunga di avvelenare l’ambiente.

Ritrovare la serenità è un primo fondamentale passo in attesa di ricevere gli acquisti chiesti al presidente Thohir nel mercato di riparazione. Alcuni elementi della rosa, infatti, non sono giocatori da mettere sul mercato.

Nagatomo ingenuo e incosciente contro il Napoli, ha confermato i dubbi sulle sue qualità. L’involuzione di Icardi, poi, continua a preoccupare, tanto che anche il vicepresidente Zanetti cerca di sdrammatizzare: “Icardi non sarà mai un problema. Deve stare tranquillo, perché ha la fiducia dei compagni, dei tifosi e del club”. Per natura tattica, l’argentino ha bisogno di passaggi precisi sotto porta, ma è ancora troppo isolato dalla manovra di gioco nerazzurra.

Guarin, dopo un avvio di stagione importante, non ha trovato continuità e forse sta iniziando a deludere anche lo stesso Mancini che tanto ha creduto in lui. Con la Juventus che sta recuperando terreno in classifica, l’annata d’oro del Napoli trascinato da un eccellente Higuain, l’incognita Roma che è stata comunque costruita per lottare per il titolo, l’Inter ha bisogno di innesti importanti per essere maggiormente competitiva e crescere nel gioco.

Dopotutto con un solo punto di distacco dalla vetta, per l’ambiente nerazzurro è lecito sognare. Ma per fare del sogno una realtà, serve più accortezza e qualità.

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