Disabili: Mattarella, ancora troppe barriere

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ROMA. – Sono ancora “troppe” le barriere “fisiche e culturali” che ostacolano la piena partecipazione dei disabili alla vita nella società. “E’ compito della società nel suo insieme, delle istituzioni, dei corpi intermedi, delle famiglie, dei singoli” farle “crollare”. Agendo in particolar modo sull’inclusione scolastica e lavorativa.

Non lascia ombra di dubbio il messaggio diffuso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”: ognuno deve fare la propria parte in questo processo di inclusione, “la vita di tutti ne uscirà arricchita”. E se il primo attore di questo processo rimane la famiglia, il passo successivo spetta alla scuola.

“Abbiamo l’ambizione, e soprattutto il dovere, di non deludervi”, ha detto il Presidente del Senato, Pietro Grasso, rivolgendosi a una platea di studenti, disabili e non, a Montecitorio. “Sono certo che prenderete nota delle parole e degli impegni presi da ciascuno di noi, e che quando ci rivedremo, fra un anno, ci porterete il conto di quello che è stato realizzato e di quanto invece è rimasto solo una promessa”.

Ieri mattina, alla presenza di Mattarella, ragazzi con disabilità hanno presentato alla politica una serie di proposte per l’inclusione scolastica. A seguire un “question time” in cui hanno spiegato esigenze e chiesto interventi. “Mi auguro che gli studenti con disabilità possano essere auditi nelle nostre Commissioni parlamentari – ha aggiunto la Presidente della Camera, Laura Boldrini – come si fa solitamente con rappresentanti di associazioni ed esperti, perché da loro viene la migliore fotografia della realtà”.

Intanto nelle scuole, hanno affermato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il sottosegretario Davide Faraone, le cose stanno cambiando. Ora “dobbiamo sostituire la retorica dell’inclusione con la cultura dell’inclusione” – ha detto Giannini – e garantire l’accessibilità “abbattendo le barriere fisiche e creando situazioni di adeguatezza. Un impegno che la legge 107, la Buona Scuola, si è assunta”.

Anche promuovendo – ha aggiunto Faraone – la formazione obbligatoria su questi temi per tutta la comunità scolastica. E dopo la scuola, viene il lavoro. “Il nostro obiettivo è costruire un ponte il più efficiente possibile tra scuola e lavoro, elemento essenziale nella vita di ciascuna persona”, ha osservato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti.

La Giornata internazionale delle persone con disabilità diventa quindi per la politica l’occasione per fare il punto su quanto fatto e quanto ancora c’è da fare. “Finora le Istituzioni non hanno fatto tutto quello che era doveroso per fornire alle persone con disabilità e alle loro famiglie il sostegno necessario. Si può e soprattutto si deve fare di più”, ha puntualizzato Grasso. Perché una “società che accoglie e che include è una società molto più forte e più sicura”, ha concluso Boldrini.

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