Confcommercio vede una ripresa a Natale, +5% per i regali

Pubblicato il 03 dicembre 2015 da redazione

natale

ROMA. – Per Babbo Natale la crisi è già finita. Secondo uno studio di Confcommercio, gli acquisti di regali sono in crescita per la prima volta dall’inizio della recessione. Gli italiani spenderanno in media 166 euro a testa, il 5% in più dell’anno scorso, e complessivamente significa che 10 miliardi di consumi andranno a rafforzare la crescita.

“La ripresa lentamente si sta concretizzando e sta producendo i primi effetti tangibili sulle famiglie. La prudenza è d’obbligo, ma questo potrebbe essere, dopo sette anni di crisi, il primo Natale con il segno più”, osserva il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

La distanza rispetto all’inizio della crisi resta elevata, nel 2009 la spesa era superiore di un terzo, ma si tratta comunque di “numeri da boom – spiega il direttore dell’ufficio studi dell’associazione, Mariano Bella – perché i regali enfatizzano il ciclo economico”.

Quando le cose iniziano a migliorare, la voglia di fare acquisti per le persone a cui siamo legati cresce in modo più che proporzionale. Aumentano così gli italiani che dichiarano di comprare doni – sono quasi nove su dieci – mentre diminuisce “l’ansia da regali”. Per la maggioranza dei consumatori, gli acquisti delle feste tornano ad essere una spesa piacevole.

Questo, secondo Bella, è “un indizio estremamente importante perché, nei periodi di crisi, a molte persone fare i regali crea stress”: per esempio nel 2011 solo il 45,8% provava piacere nello shopping natalizio, mentre quest’anno la quota sale al 52,5%.

Allo stesso tempo si riduce il numero di quelli che rimandano i regali agli ultimissimi giorni: sono poco più di uno su tre, il 37,3%, in calo di dieci punti percentuali rispetto al 2014. Gli italiani stanno tornando nei negozi, ma mirano a “non fare follie”.

Sette su dieci dichiarano che anche questo sarà un Natale “molto dimesso”, senza eccessi. La voglia di shopping fa infatti i conti con il carico fiscale di fine anno che, tra Ici, Imu, Tasi, tasse sull’auto e canone Rai, si mangerà un quinto della tredicesima, 7,9 miliardi su 39,4.

La mensilità natalizia, in aumento dell’1,2% rispetto allo scorso anno, contribuirà comunque a rilanciare i consumi aggiuntivi di fine anno, che sfioreranno 30 miliardi. “Finalmente, dopo anni di tagli e austerity, le famiglie italiane torneranno a spendere sotto le feste di Natale”, commenta il Codacons.

Secondo un’indagine dell’associazione dei consumatori, gli acquisti si concentreranno in alcuni settori, come i giocattoli, gli alimentari o l’hi-tech, mentre non interesseranno altri comparti come l’abbigliamento e soprattutto il turismo, che risentirà dell’allerta terrorismo.

(di Chiara Munafò/ANSA)

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