Censis: l’Italia è in letargo, ma cresce l’inventiva

Pubblicato il 04 dicembre 2015 da redazione

giovani

ROMA. – Un letargo esistenziale collettivo e il prevalere del giorno per giorno, ma anche il rilancio del primato della politica e soprattutto uno sviluppo fatto di capacità inventive, individuali e collettive: dinamiche spontanee considerate residuali, ma che prendono sempre più consistenza. Ed è da qui che può partire la riappropriazione della nostra identità collettiva. E’ la situazione italiana fotografata dal Censis nel 49mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato a Roma.

PER 20% FAMIGLIE REDDITO NON BASTA – Per la prima volta dall’inizio della crisi la quota di famiglie italiane che nell’ultimo anno hanno aumentato la propria capacità di spesa risulta superiore a quella delle famiglie che l’hanno ridotta (25% contro 21%). Allo stesso tempo, però, sfiora il 20% del totale il numero delle famiglie che non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito. Dal rapporto emerge pure che il patrimonio finanziario degli italiani ammonta a più di 4mila miliardi di euro, circa il doppio del debito pubblico.

GIOVANI IMPRENDITORI VITALI, ITALIA AL TOP – L’Italia ha il più ampio numero di giovani lavoratori autonomi tra i principali Paesi europei: sono 941mila (nella classe 20-34 anni), seguiti da 849mila inglesi e 528mila tedeschi. Il 15% degli under 30 ha intenzione di avviare una start-up nei prossimi anni. Rispetto al 2009, inoltre, sono circa 7mila in più i giovanissimi titolari d’impresa (+20%). Tra i segmenti più dinamici la ristorazione e la ricettività, con quasi 20mila imprenditori under 30.

STRANIERI SEMPRE PIU’ CETO MEDIO – In Italia gli immigrati inseguono una traiettoria verso la condizione di ceto medio, differenziandosi dalle situazioni di concentrazione etnica e disagio sociale che caratterizzano spesso queste realtà all’estero. Tra il 2008 e il 2014 i titolari d’impresa stranieri sono aumentati del 31,5% (soprattutto nel commercio e nelle costruzioni) mentre le aziende guidate da italiani diminuivano del 10,6%. A dimostrazione del cammino veloce verso l’integrazione, un’indagine dell’istituto rivela che il 44% degli italiani ritiene che è cittadino italiano chi nasce sul suolo italiano.

SANITA’ IN PEGGIORAMENTO – Più di quattro italiani su dieci pensano che la sanità stia peggiorando, quota che arriva al 64% al Sud. Più della metà considera inadeguato il Servizio sanitario regionale, ma la percentuale di insoddisfatti si avvicina all’83% nel Mezzogiorno. Colpa di costi che crescono e tempi di attesa che non calano, con la capacità del privato di offrire una concorrenza che spinge i cittadini spesso a pagare di tasca propria.

TUTTI GUARDANO TV, GIU’ CARTA STAMPATA – Nel 2015 la televisione ha una quota di telespettatori vicina alla totalità della popolazione (il 96,7%). Ma aumenta l’abitudine a guardare la tv attraverso i nuovi device: +1,6% di utenza rispetto al 2013 per la web tv, +4,8% per la mobile tv, mentre le tv satellitari si attestano a una utenza complessiva del 42,4% e il 10% degli italiani usa la smart tv.

Gli utenti di internet continuano ad aumentare (+7,4%), raggiungendo una penetrazione del 70,9% della popolazione italiana, mentre non si inverte il ciclo negativo per la carta stampata, che non riesce ad arginare le perdite di lettori: -1,6% per i quotidiani, -11,4% per la free press, stabili i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%).

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