Ecuador: la riforma elimina i limiti alla rielezione dei presidenti

yasunì

QUITO. – Il Parlamento dell’Ecuador ha approvato un pacchetto di 15 riforme costituzionali, presentato dal governo di Rafael Correa, che consente ai presidenti di essere rieletti senza limiti nel numero di mandati anche se esclude l’attuale capo di Stato dalle elezioni del 2017.

Le riforme sono state varate dall’Assemblea Nazionale, il parlamento unicamerale di Quito, in una votazione che riflette l’egemonia del governo nell’organo legislativo: 100 voti a favore, 8 contrari e una astensione.

In questo modo, l’Ecuador diventa il terzo paese latinoamericano che adotta il modello della rielezione indefinita del presidente, dopo il Nicaragua e il Venezuela. Il nuovo sistema, però, entrerà in vigore solo dopo le elezioni presidenziali del 2017, e dunque Correa, presidente dal 2007, non potrà presentarsi come candidato.

Mentre si votava in Parlamento si sono registrati scontri fra la polizia e manifestanti dell’opposizione, che si è mobilitata non solo contro la rielezione indefinita, ma anche contro altre riforme.

Fra queste, quella che autorizza l’uso delle Forze Armate per operazioni di sicurezza interna e quella che definisce servizio pubblico la comunicazione sociale, il che potrebbe inasprire le relazioni, già tese, fra Correa e la stampa indipendente.

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