Patto Ue sui controlli dei passeggeri per tutti i voli

Pubblicato il 04 dicembre 2015 da redazione

Passeggeri si sottopongono ai controlli di sicurezza all'aeroporto di Fiumicino, 5 gennaio 2010.  ANSA/TELENEWS

Passeggeri si sottopongono ai controlli di sicurezza all’aeroporto di Fiumicino, 5 gennaio 2010. ANSA/TELENEWS

BRUXELLES. – Dopo anni di stallo l’Europa riesce a mettersi d’accordo sul Pnr, il sistema di registrazione dei dati dei passeggeri dei voli, strumento basico per tracciare gli spostamenti di terroristi e criminali.

Quattordici anni dopo l’11 settembre, ci sono voluti i massacri di Parigi per sbloccare un dossier proposto nel 2007 e rimasto incagliato tra Consiglio e Parlamento europeo, dove prevalevano le preoccupazioni per l’intrusione nella privacy. Adesso è stato raggiunto l’accordo tra le due istituzioni che vara il meccanismo per i voli da e per l’Europa, ieri tutti i 28 ministri degli interni hanno firmato una dichiarazione (“di cemento armato, non di cartapesta” la definisce il francese Bernard Cazeneuve) che lo estende anche a tutti voli intraeuropei compresi i charter.

Ed il meccanismo, assicura il Commissario europeo per gli affari interni Dimitris Avramopoulos, sarà operativo “quasi immediatamente” e comunque “appena possibile”.

Il sistema di registrazione dei Pnr (Passenger name record) prevede per le compagnie aeree l’obbligo di registrare i dati (anagrafici, ma anche carte di credito e contatti) dei passeggeri e di metterli a disposizione delle autorità per “la prevenzione, la scoperta, le indagini e le incriminazioni per terrorismo e gravi reati”.

I dati dovranno essere conservati “in chiaro” per sei mesi e “criptati” per ulteriori quattro anni e mezzo. Ma è stato semplificato il meccanismo per decodificare i dati su richiesta giudiziaria. Lo scambio dei dati tra i 28 non sarà automatico, ma sempre su richiesta. E per Cazeneuve, che esprime “grandissima soddisfazione”, non è un limite. Anzi, sottolinea che l’ approvazione del Pnr era una delle richieste “cruciali” della Francia nella “guerra totale al terrorismo”.

Ed avanzano anche gli altri due punti sollevati nel Consiglio straordinario tenuto una settimana dopo la strage del 13 novembre; la Commissione ha presentato la proposta per la lotta al traffico di armi ed il 15 metterà sul tavolo quella per i controlli sistematici alla frontiera esterna anche per i cittadini europei, con consultazione obbligatoria del database di Schengen (Sis II). Dal Consiglio esce intatto.

Nella sessione pomeridiana dedicata alla crisi dell’immigrazione, cade la proposta – spinta da Germania, Austria, Croazia e Slovenia – di isolare la Grecia. “Non è giuridicamente possibile escludere un paese da Schengen” sottolinea il vicepremier lussemburghese Jean Asselborn.

Riconoscendo, a nome della presidenza di turno, che Atene sta “facendo sforzi sostanziali sugli hotspot”, con la nomina dei cinque responsabili, ma ha anche chiesto l’attivazione della Protezione civile europea e l’invio dei team di Frontex sia alla frontiera con la Macedonia sia a quella sul Mare Egeo.

Il Consiglio dei ministri degli interni ha anche approvato la base legale per il rafforzamento di Europol, che – tra l’altro – permetterà dal primo gennaio la costituzione del Centro europeo antiterrorismo (Ectc), ovvero la piattaforma per lo scambio di informazioni tra i 28. Scambio che resta “un problema in Europa”, ammette Avramopoulos che definisce “atteggiamento ingenuo” quello dei “servizi di intelligence che continuano a non condividere le informazioni”.

Ed Angelino Alfano sottolinea che in Europa “si sta avanzando su tutti i settori” ma, aggiunge, “è chiaro che di fronte alla sfida terroristica, non ci si può accontentare” e “bisogna spingere sempre di più sulla cooperazione di polizia, giudiziaria e tra le intelligence europee” con un “modello italiano da esportare in Europa”. Quello del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo “al quale partecipano sia le forze anti-terrorismo delle forze dell’ordine, sia i servizi”.

(di Marco Galdi/ANSA)

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