Clima: smog record a New Delhi, India vara le targhe alterne

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NEW DELHI. – Dopo che alcuni giudici hanno detto “di vivere in una camera a gas”, New Delhi ha deciso di correre i ripari, introducendo la formula delle “targhe alterne” a partire dal prossimo anno. In questo modo ogni giorno potranno circolare solo la metà delle 2,8 milioni di auto a seconda del numero pari o dispari della targa.

E’ una misura drastica adottata anche da Pechino, che rivaleggia con la capitale indiana per inquinamento atmosferico. Ma è la prima volta che viene introdotta in India. Le associazioni ambientaliste, che da tempo accusano le autorità municipali di sottovalutare i rischi per la salute pubblica, esultano.

Ma sono in molti a chiedersi se il provvedimento sia “praticabile” per una città che ha un record di 8,8 milioni di veicoli immatricolati, che insieme fanno più di tutti i mezzi di Mumbai, Kolkata e Chennai messi insieme, in aumento ogni giorno di 1.400 unità. La polizia cittadina a mala pena riesce a gestire questa gigantesca massa di motori rombanti che intasa strade non più adeguate alla mole di traffico e perennemente ingombrate da cantieri edili e lavori in corso.

E’ di ieri la notizia che il commissario P.B. Bassi ha lanciato un ‘concorso a premi’ per i cittadini caricando su un app le foto di automobilisti che violano il codice stradale. Ad aprile, dopo l’ennesima emergenza smog, il Tribunale verde nazionale (Ngt), creato dal governo nel 2010 per occuparsi delle questioni ambientali, aveva proibito l’ingresso nella capitale dei veicoli diesel più vecchi di 10 anni, che, come è noto, sono quelli più inquinanti. Ma il divieto si è poi insabbiato tra ricorsi legali e proteste dei camionisti.

Adesso il governo centrale sta pensando di lanciare una ‘rottamazione’ di bus e camion di oltre 15 anni offrendo incentivi finanziari. Circa un mese fa sempre il Tribunale verde aveva imposto una ‘green tax’ per i veicoli commerciali in ingresso nella capitale che per alcuni giorni aveva creato un caos gigantesco nelle dogane ai confini. Sembra che i mezzi pesanti si siano ridotti del 30%, ma con la conseguenza di una perdita per le casse comunali che si finanziano con la tassa sul pedaggio.

Oltre alle ‘targhe alterne’, il pacchetto anti inquinamento deciso dal governatore Arvind Kejriwal, il politico anti corrotti definito un “Beppe Grillo indiano”, comprende anche la chiusura di una centrale termoelettrica a Badarpur costruita circa 40 anni fa e ormai obsoleta.

Il suo intervento è giunto all’indomani di un severo richiamo dell’Alta Corte di New Delhi, allarmata dal livello ‘rosso’ segnato dalle centraline di rilevamento che indicavano valori di polveri Pm10 e Pm2,5 superiori fino a 7 o 8 volte i limiti standard. Il tribunale ha chiesto al governo locale della capitale federale “un piano di azione” per tutelare la salute pubblica da presentare entro il 21 dicembre. Ha anche suggerito di prendere misure contro l’inquinamento causato dalle costruzioni e dalla pratica di bruciare rifiuti e residui vegetali.

Da alcuni studi risulta infatti che il peggioramento della qualità dell’aria di Delhi, che per le polveri sottili è una delle peggiori al mondo secondo l’Oms, dipende solo in minima parte dal traffico veicolare. La cappa di smog che ricopre la capitale per la maggior parte dell’anno sarebbe provocata da una miscela micidiale di gas di scarico, polvere sollevata da strade non asfaltate, costruzioni edili e soprattutto dalla fuliggine derivante dalla combustione di scarti di ogni tipo, per esempio nelle attività di riciclaggio o nell’agricoltura. In certe condizioni atmosferiche, come nei periodi invernali o nella stagione secca, i veleni ristagnano creando appunto una ‘camera a gas’.

(di Maria Grazia Coggiola/ANSA)