Il Papa apre la Porta Santa di S. Pietro, al via il “suo” Giubileo

Pubblicato il 07 dicembre 2015 da redazione

Giubileo-della-Misericordia-Roma-2015

CITTA’ DEL VATICANO. – E’ il primo indetto da papa Francesco. E’ intitolato alla misericordia, quindi è il primo in assoluto “a tema” nella storia della Chiesa, e comincia per il mondo oggi davanti alla porta santa di San Pietro. Anche se ha avuto un “anticipo” significativo quando il 29 novembre il Papa ha aperto la porta di legno traforato della cattedrale di Bangui: è stata l’innovazione più forte di questo giubileo, che Bergoglio ha voluto ricco di segni del nuovo.

Le periferie e le povertà sono al centro di questo Anno santo, in sintonia con la tradizione biblica che lo vedeva come occasione per la remissione dei debiti e la restituzione delle terre. Ma periferie e fragilità sono la vera ossatura del giubileo, che papa Bergoglio vuole sia celebrato in ogni diocesi del mondo, dove ogni vescovo potrà individuare le necessità specifiche del suo popolo, e farsi prossimo alle ferite, spirituali e materiali, di questo. Vescovi e confessori hanno ricevuto specifiche indicazioni in tal senso.

Chiunque potrà andare in pellegrinaggio a Roma, e anche a Roma, attraversando la porta santa di una delle basiliche principali, dopo essersi confessato e aver fatto la comunione, potrà ottenere l’indulgenza plenaria. L’indulgenza – che è la remissione non dei peccati, ma di tutte le pene che rimangono da scontare, quando le colpe siano già state perdonate – è una delle caratteristiche principali dei giubilei, e nei secoli ha dato vita anche a deviazioni, tanto che a partire dalla critica alla pratica delle indulgenze Martin Lutero diede vita alla Riforma protestante.

Ma la misericordia resta caratteristica principale di Dio anche per i protestanti, come lo è per cattolici, ebrei e islamici, e un Anno santo intitolato ad essa potrebbe avere risvolti interessanti anche per il dialogo interreligioso e interconfessionale, e per il ruolo che le fedi possono svolgere per la pace mondiale.

Davanti all’architrave di marmo e alle formelle di bronzo della porta santa di San Pietro, il papa latinoamericano invocherà il Dio che manifesta la propria onnipotenza nella misericordia e nel perdono, rifugio per l’umanità che ha bisogno di pace. E tra l’anticipo in Centrafrica e l’invocazione a Cristo, “porta” per la misericordia, c’è già molto del senso che il papa Bergoglio vuole dare a questo evento.

Lo inaugura a 50 anni esatti dalla chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II, che voleva dialogare con il mondo moderno con misericordia e mettere la propria compassione al servizio della pace. E lo ha annunciato nel secondo anniversario della sua elezione al soglio di Pietro, quando già era evidente come la misericordia sia non solo nel suo stemma pontificio, ma soprattutto nel cuore del suo pontificato, molla delle sue azioni, anche delle più audaci iniziative di fraternità.

Come si è compreso leggendo la Bolla di indizione del giubileo, “Misericordiae vultus”, papa Francesco percepisce la misericordia, in questo preciso momento storico della Chiesa e dell’umanità, come una urgenza. La misericordia “prima che i trattati”, ha sottolineato il segretario di Stato Pietro Parolin, può costruire “terreni e geografia di pace del mondo”, e il “senso di misericordia” deve contribuire a realizzare gli “equilibri planetari”. La Bolla è anche una esortazione a non cadere nella “indifferenza”, altro grande tema bergogliano.

Un Anno santo delle periferie inoltre non può che diminuire l’importanza del “centro”, e anche questo dà l’idea di come il papa intende la Chiesa, e il rapporto tra le sue strutture centrali, sempre a rischio di trasformarsi da servizio a potere.

Fino al 20 novembre 2016, giorno di chiusura del giubileo, a Roma si svolgeranno una serie di eventi, dalla apertura della porta santa delle altre basiliche giubilari (San Giovanni, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore). Il Papa si è impegnato a tenere un sabato al mese una udienza generale in più, in giugno guiderà nelle basiliche un ritiro spirituale per i pellegrini, e ha annunciato che ogni venerdì compirà un gesto giubilare.

Evento del pontificato cui guardano con simpatia anche non credenti e credenti di altre fedi, il primo giubileo di papa Francesco non segue la logica dei grandi eventi: il Pontefice lo ha voluto sobrio, il che ha frenato i profittatori, e la paura innescata dagli attentati terroristici di Parigi potrebbe ridurre gli arrivi a Roma.

L’allerta è massimo, così anche a casa sua, una delle scommesse per il Papa sarà far passare comunque un messaggio di fraternità, in un contesto blindato e potenzialmente violento. All’apertura della porta santa, sarà presente anche il papa emerito Benedetto XVI. Tra le delegazioni presenti alla messa, anche quella guidata dal presidente italiano Sergio Mattarella. I fedeli che saranno in piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus, saranno i primi a poter varcare la porta santa.

(giovanna.chirri@ansa.it)

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