Adesso sarà più difficile ottenere il visto per viaggiare in Usa

Pubblicato il 09 dicembre 2015 da redazione

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WASHINGTON. – Non è ancora legge, ma è il primo passo e un segnale chiaro, il voto alla Camera dei rappresentanti Usa con una larga maggioranza (407 favorevoli e 19 contrari) di una proposta di legge che prevede una stretta sul sistema di esenzione dei visti per l’ingresso nel Paese. Oggetto del provvedimento è il cosiddetto ‘Waiver Visa program’ che interessa i cittadini di 38 Paesi (anche l’Italia) cui al momento è consentito l’ingresso negli Stati Uniti, e per una permanenza di 90 giorni al massimo, senza la necessità di richiedere un visto.

I cambiamenti proposti revocherebbero questa possibilità, rendendo necessario appunto il visto, per chiunque abbia visitato Iraq e Siria – e secondo alcune fonti anche l’Iran- negli ultimi cinque anni, anche se provenienti da Paesi fino ad ora esenti. La proposta – appoggiata dalla Casa Bianca – era stata avanzata dopo gli attacchi di Parigi.

Non è un caso infatti che interessi il “Waiver Visa program” applicato a cittadini provenienti tra gli altri da Belgio e Francia, la provenienza della gran parte degli attentatori che hanno colpito Parigi lo scorso novembre, ed è presentato non come l’introduzione di una restrizione tout-court ma come una stretta sui controlli. Non si tratta inoltre di una legge a sè stante, ma di un provvedimento nell’ambito di una legge di bilancio di fine anno il cui testo complessivo è in questi giorni in fase di ‘limatura’ al Congresso e la cui approvazione finale è attesa per la fine della settimana.

“Ci sono oltre 5.000 individui che hanno passaporti occidentali compresi in questo programma e che sono stati in Iraq o Siria negli ultimi cinque anni”, ha sottolineato il leader della maggioranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy, “queste sono le lacune su cui dobbiamo intervenire”. “Ci aiuterà a neutralizzare la minaccia dell’ingresso nel nostro Paese di terrorisi stranieri”, ha aggiunto lo speaker della Camera Paul Ryan.

Del resto in queste ore più che mai dà da pensare una lista di ‘precedenti’, si ricorda così Richard Reid, ‘l’uomo delle scarpe bomba’, che nel 2001 si imbarcò su un volo da Parigi a Miami senza visto. O Zacarias Moussaoui, tra gli attentatori dell’11 settembre che aveva in precedenza viaggiato da Londra a Chicago con un passaporto francese e senza visto.

Così la proposta raccoglie consensi bipartisan (i democratici alla Camera garantiscono di aver lavorato affinche’ il testo risultasse “ragionevole’ e “misurato”), al contrario di quanto accaduto alcune settimane fa quando, all’indomani degli attacchi di Parigi, la Camera si è spaccata sul programma per l’accoglienza negli Stati Uniti di rifugiati siriani, suscitando l’ira del presidente Barack Obama e mettendo a rischio i suoi annunciati impegni a riguardo, con l’espediente di un taglio di budget poi ‘risparmiato’ al Senato.

Questa volta però le chance che il provvedimento passi in maniera definitiva sono più alte. Allo stesso tempo, e in maniera del tutto separata, si sta lavorando anche su un possibile intervento sul programma che consente di entrare negli Usa da coniuge o fidanzato e usato da Tashfeen Malik, la killer del commando di San Bernardino.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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