FMI: Venezuela cerrará 2015 con la mayor inflación del mundo

Pubblicato il 10 dicembre 2015 da redazione

Fondo-Monetario-Internacional-Washington

WASHINGTON- El director del Departamento del Hemisferio Occidental del Fondo Monetario Internacional (FMI), Alejandro Werner, afirmó que Venezuela cerrará 2015 “con la mayor inflación del mundo”, en torno al 160 %, algo que está detrás de “la voluntad de cambio importante” registrada en las recientes elecciones legislativas.

“En Venezuela, lo que estamos viendo es una situación social en la cual los problemas económicos están llevando a una voluntad de cambio importante”, explicó Werner en una entrevista en exclusiva con Efe en la sede del Fondo Monetario Internacional (FMI) en Washington, en referencia a la reciente victoria de la oposición en las elecciones legislativas del 6 de diciembre.

El funcionario del Fondo subrayó que “nuestra base de datos de las proyecciones mundiales pone a Ve- nezuela como la mayor inflación del mundo a finales de 2015, alrededor de 160 %”.

“Una inflación de tres dígitos, cerca de niveles hiperinflacionarios, distorsiona casi todas las decisiones económicas, genera escasez y una situación de descontrol económico”, aseguró Werner, al describir el panorama actual en el país.

Las últimas previsiones del organismo para Venezuela pronosticaron una contracción económica del 10 % en el país al cierre de 2015.

“Si uno ve los indicadores: déficit fiscal de dos dígitos, la inflación más alta del mundo, desabasto de productos básicos, escasez divisas extrema, desconexión total con la economía internacional. Claramente, es un momento en el que se requieren cambios importantes para restablecer cierta normalidad”, agregó.

Sin embargo, indicó que Venezuela “puede salir por sí sola” sin tener que recurrir a asistencia internacional, ya que no acumula una “gran deuda” y sus problemas se derivan de “una situación interna de exceso de gasto que se financia por emisión primaria (Banco Central)”, a la que se añadió la abrupta caída del precio del petróleo.

“Un buen diseño de políticas contribuirá a restablecer el orden. No estamos viendo una crisis de financiación en una economía que tuvo acceso a los mercados y acumuló pasivos y hoy vencen, y busca nuevos acreedores”, dijo Werner, quien recordó que el organismo no tiene relaciones con el Gobierno venezolano desde hace años.

En Venezuela existe un sistema de control de cambios desde 2003 que impide el libre acceso a las divisas y obliga a particulares y empresas a canalizar sus peticiones a través de varios mecanismos.
Este control de cambios ha dado paso a un mercado paralelo, donde el precio del dólar quintuplica al tipo de cambio oficial, uno de los factores que está detrás de la elevada inflación que registra el país, según los expertos.

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