A Natale gli italiani tornano al ristorante, +2,8 le prenotazioni

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ROMA. – Per il pranzo di Natale gli italiani tornano al ristorante dove 7,3 milioni (il 12%) festeggeranno quest’anno la ricorrenza. Sembra raccogliere sempre più consensi l’idea del 25 fuori casa, vuoi per la ripresina vuoi per mancanza di tempo e voglia di festa scacciapensieri.

Le presenze al ristorante sono stimate in crescita del 2,8% rispetto al 2014, annuncia Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi che prevede per il pranzo natalizio fuori casa una spesa di 308 milioni di euro e un prezzo medio del conto pro capite sui 50 euro. Una nicchia (2%), poco più di un milione, il pranzo natalizio lo consumerà all’estero. La maggioranza tuttavia (l’84,5%), anche se in leggera flessione rispetto allo scorso anno, resterà a casa, soprattutto famiglie, gli over 55 e i residenti nelle regioni del Centro Italia.

La formula largamente prevalente, precisa la Fipe, è quella del menu “tutto compreso”, ad un prezzo medio di 50 per sette portate. In un ristorante su due ci sarà un menu-bambini, ad un costo medio di 21 euro. Il 71,3% dei ristoranti ha già previsto specifiche varianti per chi ha particolari esigenze alimentari (allergie e/o intolleranze).

Per il cenone della Vigilia, invece le previsioni evidenziano una serata più “casalinga” per l’86,5% della popolazione (52 milioni di italiani). Nel complesso, rimarca Fipe, 4,7 milioni di italiani, ossia il 7,7% della popolazione, passeranno la Vigilia al ristorante, soprattutto i giovani e giovanissimi e i residenti nelle regioni del Sud. Poco più di un milione (1,9%) chi consumerà la cena della Vigilia in un ristorante all’estero.

“Le previsioni per le festività natalizie nel fuori casa sono un ulteriore segnale di buon auspicio – commenta il presidente della Fipe Lino Enrico Stoppani – per il settore che vale 76 miliardi di euro e pone il nostro Paese al terzo posto in Europa per consumi e presenze. La spesa prevista di 308 milioni di euro per il solo pranzo di Natale è una stima incoraggiante per il settore e per l’intera economia”.

A tentare gli amanti delle buona tavola le proposte degli chef per il pranzo di Natale. A Roma, il ristorante La Pergola che ha appena avuto conferma delle tre stelle Michelin con la cantina insignita del “Grand Award” di Wine Spectator, il menu di Heinz Beck a 420 euro spazia dal tradizionale brodo di cappone affumicato ai medaglioni di astice con tofu di mandorle.

Comincia poi a far tendenza il menu da asporto, cucinato al ristorante, come da Atlas Coelestis o a Il Focolare, e consumato tra le mura domestiche. Mentre è un invito al viaggio il menu di Luciano e Massimo Spigaroli all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Parma), dove ci sono le più antiche cantine di stagionatura del mondo. Il prezzo del pranzo è di 88 euro e contempla tra l’altro il culatello Platinum Spigaroli di 42 mesi con burro delle vacche rosse, anolini, bollito misto della tradizione con mostarda, tacchinetta del Ducato disossata con i marroni di Berceto, vini e infusi di Corte.

Panettoni d’autore take-away dal tristellato Alajmo che propone cinque varianti all’olio e al burro, quello senza glutine latte e latticini, oltre al Pan d’olio allo zafferano, vaniglia e bacche di Goji, i mandorlati, i gianduiotti, e torroni morbidi per la prima volta senza uova.

(di Alessandra Moneti/ANSA)

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