A Napoli un terzo delle sigarette fumate è di contrabbando

contrabbandieri

CASERTA. – In Italia nel 2014 sono stati consumati 4,4 miliardi di sigarette illegali, che rappresentano il 5,6% del consumo totale. Un fenomeno che assume dimensioni patologiche in alcune zone della Campania: a Napoli, per esempio, su 100 pacchetti ritrovati per strada ben 35 risultano non destinati al mercato italiano. Il contrabbando di sigarette finanzia la criminalità organizzata internazionale, ma anche i gruppi terroristici.

E’ quanto emerge dai dati di una ricerca commissionata dalla Philip Morris e presentata a Caserta. Il consumo di sigarette di contrabbando nel 2015 sembra mostrare una certa stabilità, nonostante l’aumento dei prezzi ma continua a rappresentare più della metà dei consumi di prodotti illeciti in Italia.

Nella seconda parte del 2015, si legge nella ricerca, è possibile notare una crescita del fenomeno del contraffatto: i prodotti contraffatti pesano il 25,4 % di quelli non destinati al mercato italiano ritrovati per strada. Ancora una volta la città più interessata dal fenomeno è Napoli.

Tra i problemi riscontrati nella lotta al fenomeno c’è il fatto che in Italia gode di un’ampia accettazione sociale. Il contrabbando – sottolinea lo studio – ha effetti pesanti sulla collettività: se il volume totale di sigarette contraffatte o contrabbandate consumato in Italia fosse stato acquistato legalmente, infatti, sarebbero stati raccolti ulteriori introiti fiscali per 770 milioni di euro.

Il mercato nero delle “bionde”, infatti, interessa oggi, per la maggior parte, pacchetti prodotti per mercati non Ue e che invece vengono illegalmente dirottati in Italia e venduti al mercato nero aggirando il pagamento delle accise.

Soldi che invece vanno ad arricchire le organizzazioni criminali: secondo alcune fonti la criminalità̀ organizzata, come le organizzazioni mafiose italiane e le organizzazioni criminali asiatiche e dell’Est Europa, è coinvolta nel commercio illecito di sigarette, ma anche i gruppi terroristici sfruttano il commercio illecito di sigarette e i proventi di altre attività̀ criminali per supportare il finanziamento delle loro azioni. I proventi della vendita di sigarette illegali vengono reinvestiti in ulteriori attività̀ illecite, come il traffico di droga, armi, esseri umani.

Fra i molti problemi che derivano dal contrabbando, c’è quello dell’accessibilità al fumo per i minorenni che non possono acquistare sigarette dai tabaccai. Una battaglia che in Italia la Guardia di Finanza porta avanti con attenzione: nel 2014 sono state sequestrate 200 tonnellate di sigarette illegali (+70% rispetto al 2013) e negli ultimi anni un numero crescente di fabbriche illecite èstato scoperto dalle autorità nel Centro e nell’Est Europa.

Anche la Philip Morris contribuisce alla lotta offrendo supporto alle istituzioni nell’attività di contrasto al contrabbando e alla contraffazione e nel 2014 ha siglato un protocollo di cooperazione con la Guardia di Finanza impegnandosi a fornire strumenti utili per il contrasto al fenomeno del commercio illecito dei prodotti del tabacco.

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