Renzi contrattacca: noi buona politica, gli altri solo urla

Pubblicato il 14 dicembre 2015 da redazione

Renzi e Bischi

Renzi e Bischi

ROMA. – Davanti agli attacchi politici, con la mozione di sfiducia presentata dai grillini contro Maria Elena Boschi, e a quelli personali, Matteo Renzi non ha intenzione di stare fermo a incassare i colpi. Il ministro delle Riforme sfida in aula M5S (“vedremo chi ha la maggioranza”) mentre il premier rivendica la “buona politica” salita sul palco della Leopolda ma che, sostiene, è stata oscurata dai media che parlano solo di temi “vendibili”, come il crac delle banche e degli azionisti.

A Firenze, rilancia il premier, c’era una politica “piena di idee” che si trasforma in “buona” politica di governo, perché “c’è chi urla e chi sbraita e chi porta a casa i risultati”.

Tempi rapidi, anche prima della fine dell’anno, per la costituzione della commissione di inchiesta sull’intero sistema del credito: è l’indicazione arrivata al Pd al Senato con l’obiettivo di andare alla radice delle responsabilità sia nella vigilanza sia a livello politico che, secondo i renziani, risale a molti anni addietro l’attuale governo.

“Non abbiamo scheletri nell’armadio”, assicura il premier. Difficile invece, spiegano fonti di governo, che riescano ad essere approvati entro l’anno i due decreti che stabiliscano chi si occuperà degli arbitrati sugli esposti degli obbligazionisti secondari e la cornice di chi potrà sperare di recuperare parte dei soldi investiti e andati in fumo. Dal punto di vista parlamentare, il governo ostenta sicurezza. I grillini chiedono con urgenza che venga calendarizzata alla Camera la mozione di sfiducia contro Boschi.

“C’è un conflitto di interessi grande come una casa” incalza Alessandro Di Battista che si chiede se “qualcuno del cerchio magico ha guadagnato qualche euro tra il decreto ed il suo arrivo in Aula, visto che su Banca Etruria ci sono state plusvalenze per circa 10 milioni di euro”.

Fa spallucce il ministro delle Riforme. “Discuteremo, voteremo e vedremo in aula chi ha la maggioranza”, è la contro-sfida. D’altra parte i numeri a favore del governo sono inequivocabili visto che anche l’assist di Brunetta a M5S, con l’annuncio di una mozione di sfiducia anche da Fi, crea malumore tra gli azzurri per i quali una mossa di questo tipo sconfesserebbe “20 anni di garantismo”.

Quanto alle accuse sul conflitto di interessi, dai fedelissimi del ministro si evidenzia che la prima tranche di avvisi di garanzia per il crac di Banca Etruria non sfiora il padre del ministro Boschi.

Solo “urla” per il premier che preferisce rivendicare i risultati fiscali del governo e i successi della lotta all’evasione che hanno consentito, sostiene Renzi, di abbassare le tasse all’insegna del motto “pagare meno, pagare tutti”.

“Abbiamo fatto passi da giganti nella lotta agli evasori, tutti lo dicevano, noi lo facciamo”, afferma elencando i 4 miliardi ricavati dalla voluntary disclosure e la “rivoluzione” del 730 precompilato. “In passato – si vanta Renzi – era molto difficile ‘scovare’ queste persone, adesso basta un clic e ti si apre l’elenco di questi nostri concittadini. E non importa scatenare la guardia di finanza. Basta mandare una letterina”.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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