Svolta Fed, alza i tassi. Finita l’era del denaro a costo zero

Pubblicato il 16 dicembre 2015 da redazione

Federal Reserve Chair Janet Yellen speaks at the Economics Club of Washington in Washington, Wednesday, Dec. 2, 2015.  (ANSA/AP Photo/Susan Walsh)

Federal Reserve Chair Janet Yellen speaks at the Economics Club of Washington in Washington, Wednesday, Dec. 2, 2015. (ANSA/AP Photo/Susan Walsh)

NEW YORK. – La Fed apre un nuova fase, mettendo fine all’era dei tassi pari allo zero, iniziata nel 2008 con la crisi finanziaria. La banca centrale americana alza, con una mossa storica, i tassi di interesse di un quarto di punto: si tratta del primo rialzo dal giugno del 2006. Poi assicura: la politica monetaria resta accomodante e gli aumenti successivi saranno graduali.

Wall Street, che inizialmente sembra non risentire dell’annuncio atteso da mesi e già digerito, accelera con il passare dei minuti. I listini americani procedono positivi con aumenti superiori all’1%, nonostante il calo del petrolio, sceso a 35,52 dollari al barile con l’aumento più forte del previsto delle scorte petrolifere americane.

Le piazze finanziarie europee sono già chiuse quando la Fed annuncia la stretta. La seduta è stata fiacca nel Vecchio Continente. Quasi tutti i listini hanno chiuso in rialzo, fatta eccezione per Milano. Piazza Affari chiude in calo dello 0,29%.

L’aumento ”moderato” dei tassi ”riconosce i progressi dell’economia”, afferma il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che la mossa mette fine a una ”fase straordinaria” della politica monetaria. Una fase iniziata nel 2008, l’ultima volta che i tassi sono stati toccati: allora alla guida della banca centrale c’era Ben Bernanke che, il 16 dicembre 2008, esattamente sette anni fa, aveva portato il costo del denaro ai minimi storici, a zero. Proprio Bernanke è’ stato l’ultimo a decidere un aumento dei tassi, nel giugno del 2006.

L’importanza del primo aumento dei tassi ”non va esagerata”, aggiunge però Yellen, ribadendo che gli aumenti successivi saranno graduali. ”Vogliamo muoverci in modo prudente, in maniera graduale”, precisa nel corso della conferenza stampa, spiegando che la Fed vuole vedere l’impatto della stretta sulle condizioni finanziarie. ”Le condizioni che avevamo fissato per un aumento sono state centrate”, aggiunge il presidente della Fed in quella che probabilmente è la più importante conferenza stampa degli ultimi anni per la banca centrale statunitense.

”Attendere troppo per una aumento avrebbe potuto creare problemi”, e anche costringere la Fed a procedere più velocemente con i successivi rincari del costo del denaro. La media delle previsioni sui tassi dei membri del Fomc indica che saranno all’1,375% alla fine del 2016. Il costo del denaro salirà al 2,375% entro la fine del 2017 e al 3,25% in tre anni. Le previsioni implicano quattro aumenti di un quarto di punto il prossimo anno.

L’aumento è stato deciso alla luce del miglioramento dell’economia americana e delle condizioni del mercato del lavoro. E alla luce della fiducia sul fatto che, nel medio termine, l’inflazione tornerà al 2%. ”Le informazioni ricevute dalla riunione di ottobre suggeriscono che l’attività economica si espande a ritmo moderato”, afferma la Fed, sottolineando che ”i rischi all’outlook per l’attività economica e il mercato del lavoro sono bilanciati. L’inflazione tornerà al 2% nel medio termine”.

(di Serena Di Ronza/ANSA)

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