Migranti: 60 milioni nel mondo costretti a fuggire

profughi

ROMA. – Quello che sta per concludersi potrebbe essere l’anno in cui le persone costrette a fuggire supereranno i 60 milioni per la prima volta. Ad oggi, una persona su 122 è stata costretta ad abbandonare la propria casa. E’ quanto rivela il rapporto Mid Year Trend dell’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che copre il periodo tra gennaio a giugno del 2015.

Lo studio è stato reso noto ieri, che si celebra la Giornata Internazionale del Migrante. Il numero totale dei rifugiati nel mondo, che un anno fa era di 19,5 milioni, ha superato la soglia dei 20 milioni a metà del 2015, per la prima volta dal 1992. Le richieste d’asilo sono aumentate del 78 per cento. Chi diventa rifugiato oggi ha le probabilità di tornare a casa più basse degli ultimi 30 anni.

Anche il nuovo numero di rifugiati è aumentato vertiginosamente: circa 839 mila in soli 6 mesi, equivalente a una media di circa 4.600 persone costrette ogni giorno ad abbandonare il proprio paese.

La guerra in Siria rimane la crisi che crea il maggior numero di rifugiati e sfollati interni ma il rapporto sottolinea che, anche escludendo dal calcolo questo conflitto, la tendenza generale è quella di un aumento delle migrazioni forzate in tutto il mondo.

In Europa sono 990.761 i migranti arrivati via mare e terra nel 2015, stima l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), affermando che la prossima settimana verrà superato il tetto di un milione di arrivi. Circa 455.000 profughi entrati in Europa sono di nazionalità siriana.

“Il Mediterraneo è attraversato da tragedie e da un traffico orrido di esseri umani. Bisogna restituirgli la vocazione di mare di pace e non di guerra”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando in video-collegamento con i marinai che pattugliano il Canale di Sicilia.

L’ultima tragedia ieri nell’Egeo (in zona Bodrum, sulla costa egra della Turchia) dove è affondato un barcone provocando quattro morti, di cui tre bambini. Si trattava di profughi siriani diretti all’isola di Farmakonissi.

“Chi oggi vorrebbe costruire muri – oltre a violare principi e valori iscritti nel diritto internazionale, nei Trattati europei e nelle Costituzioni nazionali – agisce anche contro gli interessi demografici ed economici del proprio Paese”, ha sottolineato la presidente della Camera, Laura Boldrini.

“Dimentica infatti che, senza i rifugiati ed i migranti, tra qualche decennio i Paesi europei saranno abitati da anziani per i quali nessuno potrà garantire una pensione; e che il contributo dei migranti al Pil italiano nel 2013 è stato dell’8,8%, con un saldo positivo tra quanto versato dai migranti alle casse dello Stato e quanto speso per l’immigrazione di oltre 3 miliardi di euro. Ma il contributo dei migranti non è solo di tipo economico. Implica quell’insieme di relazioni che fa più ricca la vita degli individui e di una società”.

“È indubbio che dal 2008 la crescita del fenomeno migratorio è aumentata, il numero degli sbarcati sulle nostre coste in sette anni è di circa 500 mila; in Germania, soltanto in quest’ultimo anno, ne sono arrivati un milione e il dibattito non ha raggiunto i livelli di scontro demagogico che ha raggiunto in Italia”, ha fatto notare Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera.

E il deputato Pd Davide Mattiello è tornato a chiedere la pubblicazione della relazione sul sistema di accoglienza primaria, attesa dal 30 giugno, per capire con precisione quest’ultimo quanto costa, chi prende i soldi, per fare cosa e come viene selezionato. “Mafia Capitale ha rivelato la speculazione sulla pelle dei migranti. La trasparenza è la prima alleata della legalità: non devono esserci zone d’ombra”, ha concludo il deputato.