Hillary contro Trump, reclutatore Isis. Lui, è bugiarda

Pubblicato il 20 dicembre 2015 da redazione

Hillary Clinton, right, speaks to Bernie Sanders during a break at the Democratic presidential primary debate Saturday, Dec. 19, 2015, at Saint Anselm College in Manchester, N.H. (ANSA/AP Photo/Jim Cole)

Hillary Clinton, right, speaks to Bernie Sanders during a break at the Democratic presidential primary debate Saturday, Dec. 19, 2015, at Saint Anselm College in Manchester, N.H. (ANSA/AP Photo/Jim Cole)

NEW YORK. – Hillary Clinton senza rivali. Al terzo e ultimo dibattito dell’anno tra i democratici candidati alla Casa Bianca, l’ex first lady si conferma la frontrunner, e lei, sempre saldamente in testa ai sondaggi, ne approfitta per scagliarsi contro il suo vero obiettivo: Donald Trump. Trovando punti in comune con gli altri due candidati, Bernie Sanders e Martin O’Malley, sui commenti “razzisti e di estrema destra” del tycoon.

“Si è dimostrato finora il miglior reclutatore dell’Isis”, afferma Hillary, sottolineando come lo Stato islamico ricorra a video in cui Trump insulta i musulmani per reclutare e radicalizzare più jihadisti. E ancora: “E’ un maestro in buffonate e bigottismo”.

E il candidato repubblicano, che nel corso dei precedenti dibattiti democratici aveva commentato in diretta via Twitter, sceglie pure lui la tv per rispondere a Hillary: “E’ una bugiarda. Si è inventata la storia dei video dell’Isis”, ha replicato durante la trasmissione domenicale di Abc, lo stesso canale che ha organizzato il dibattito democratico dal palco di Manchester, nel New Hampshire.

La serata era centrata su sicurezza e politica estera, ma si è aperta con le scuse del senatore Sanders dopo il caso della violazione-dati della campagna elettorale di Hillary. I due hanno affrontato subito l’argomento, chiudendo il caso: “Chiedo scusa non solo alla Clinton, ma anche ai nostri sostenitori. Non è così che conduciamo la nostra campagna. Se scoprirò che altre persone sono coinvolte nel caso, le licenzierò”, ha affermato Sanders. Detto fatto. Dopo il direttore della campagna dati nazionale, altri due membri dello staff sono stati sospesi.

Ma se i tre candidati hanno fatto fronte comune contro Trump, sono apparsi invece divisi sulla Siria e la lotta all’Isis. Hillary vuole una ‘no-fly’ zone e chiede l’uscita di scena di Bashar al-Assad. “Certo Assad è un dittatore terribile – ha risposo Sanders – Mi preoccupo che il segretario Clinton sia troppo a favore del cambio di regime. Non è Assad che ha dichiarato guerra agli Usa, ma l’Isis”.

O’Malley, rimasto in ombra per la maggior della serata, invece ha ammonito che gli Usa “non sono il poliziotto del mondo e non possono andare sempre in giro a cercare cattivi da eliminare”.

Uno scontro si è avuto anche sul rapporto con Wall Street. Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l’immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che ”sta distruggendo l’economia e la vita di milioni di americani”.

Lei controbatte sostenendo la necessità di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa più forte di Hillary: più tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media. ”Non lo farò mai, è fuori discussione”, giura.

Ci pensa sempre Hillary a movimentare un po’ la serata quando, suscitando l’ilarità del pubblico, arriva in ritardo dopo la prima pausa del confronto, e il giornalista della Abc stava già formulando la domanda: “Scusate”, ha detto arrivando trafelata.

E sempre lei sceglie un modo spiritoso di chiudere il dibattito. Dopo aver rivolto un pensiero al possibile ruolo del marito Bill in caso di una sua vittoria, ha poi salutato tutti citando ‘Guerre Stellari’ che sta sbancando i botteghini: “Che la forza sia con voi”.

(di Gaetana D’Amico/ANSA)

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